Gabor Meszaros ci racconta le novità del Festival e i suoi retroscena
Una lunga storia, quella che fa da prequel ai trent’anni di Ticino Musica, il Festival di musica classica che ogni anno anima (in circa venticinque diverse località ) più di settanta concerti i quali, come vedremo, rappresentano solamente la punta dell’iceberg di un programma assemblato con estrema cura.
La manifestazione, nata ad Assisi grazie al fagottista Janos Meszaros, poi proseguita a Riva del Garda e infine approdata in Ticino trent’anni or sono (dove è diventata, appunto, Ticino Musica), ogni anno in estate trasforma il nostro Cantone, con delle appendici mesolcinesi, in un Ticino luogo di networking, masterclasses e musica classica di alto livello.
Cuore instancabile della manifestazione è dagli esordi la famiglia Meszaros, il già citato Janos (mancato nel 2009) dapprima, e suo figlio Gabor – anche egli fagottista dopo avere preso un primo diploma come trombettista – oggi, affiancato dalla moglie Alessia. Cittadini d’Europa nel senso più lato del termine, i Meszaros sono originari dell’Ungheria, da dove il nonno di Gabor, vedendosi confiscato all’arrivo dei russi l’appezzamento con animali che gli garantiva il sostentamento degli undici figli, nel 1956 scappò verso l’allora Cecoslovacchia. Il figlio Janos, per studiare canto, si trasferì da Bratislava a Praga, dove incontrò un’altra ungherese che sarebbe diventata sua moglie. Con l’arrivo del socialismo, la giovane famiglia – nel frattempo era nato anche Gabor – emigrò nuovamente, dapprima in Germania, e poi a Winterthur, quando Janos vinse il concorso come primo fagottista dell’orchestra sinfonica della città zurighese.
Ticino Musica si compone di diverse sezioni: Grandi maestri; Grandi maestri e giovani promesse; Opera studio; Ensemble in residence, I giovani maestri si presentano, Vincitori di concorsi nazionali e internazionali; Seminari e cerimonie.
Le fittissime due settimane di incontri, studio, scambi, concerti e ascolto, saranno da una parte occasione per talenti dell’universo della musica provenienti da tutto il mondo (più di trenta le nazionalità presenti in ogni edizione) di perfezionare le proprie skill e di confrontarsi con colleghe e colleghi avvalendosi della presenza di musicisti professionisti di altissimo livello, dall’altra per il pubblico ticinese di entrare in contatto non solo con una realtà di consolidata competenza, ma di assistere alla «costruzione del sapere musicale», partecipando ad esempio alle Open classes, durante le quali è possibile seguire da vicino l’intenso scambio tra un musicista e il suo maestro, per poi ritrovare i risultati di quel dialogo in uno dei concerti in programma.
Per celebrare questi trent’anni che hanno visto sfilare per il Ticino migliaia di giovani musiciste e musicisti, molti dei quali hanno poi imboccato solide e fulgide carriere internazionali, Ticino Musica ha deciso di aggiungere ben due progetti ai concerti in programma.
Come era già successo per il 25esimo anniversario della manifestazione, verrà creata nuovamente un’orchestra sinfonica, la Festival Orchestra Ticino Musica Academy, che si esibirà in un doppio concerto luganese, il 23 luglio al LAC (in quello che è il debutto del Festival nella Sala grande del LAC) e il 30 luglio al Palazzo dei Congressi. A dirigere la Festival Orchestra è stato invitato il cinese Lü Jia, direttore dell’Opera di Shanghai, conoscenza di lunga data sia della famiglia Meszaros – era stato invitato da Janos a dirigere a Riva del Garda poco più che ventenne, quale vincitore del Concorso Internazionale per Direttori d’Orchestra Antonio Pedrotti di quell’anno – sia del Conservatorio della Svizzera italiana, per il quale ha diretto più volte l’orchestra.
Si festeggeranno, seppur con un anno d’anticipo, anche i vent’anni della sezione Opera Studio, un corso durante il quale interpreti d’opera apprendono come muoversi e cantare sui palcoscenici a seconda delle loro dimensioni, diretto fin dalla prima edizione dal maestro Umberto Finazzi, storico docente dell’Accademia della Scala e del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Dopo avere affrontato negli anni Le Farse di Rossini, Il Trittico di Mozart e altre opere buffe, Opera Studio presenterà in ben otto repliche la Bohème di Puccini per la regia di Daniele Piscopo, a sua volta già cantante del corso Opera Studio.
A poche settimane dal debutto della trentesima edizione di Ticino Musica, abbiamo incontrato il suo direttore, Gabor Meszaros.
Gabor Meszaros, a suo padre come era venuta l’idea di creare un Festival di questo tipo?
Mio padre desiderava creare un luogo dove le giovani leve della musica classica potessero incontrare dei grandi nomi, per cui inventò il sistema delle masterclass, ossia dei corsi di alto perfezionamento per tutti gli strumenti dell’orchestra sinfonica. La particolarità è che dovevano svolgersi nelle stesse date e nello stesso luogo. Ad Assisi, dove mio padre era stato invitato a creare il festival, i corsi duravano un mese. Mio padre sceglieva fra i grandi nomi della musica classica i docenti da invitare, da Franco Gulli, che veniva ogni anno con la moglie Enrica Cavallo da Bloomington in Indiana, a Roger Bobo, il mitico ed enorme tubista statunitense che quando suonava una nota veniva giù la casa, fino a Ludwig Streicher, il contrabbassista dei Wiener Philharmoniker, un personaggio incredibile.
Dunque, è cresciuto in un ambiente fatto di musica?
Durante il Festival tutta la famiglia si trasferiva ad Assisi per un mese, e così ho avuto il privilegio di essere vicino a queste persone come un amico. Ma giocavo anche con i ragazzi del luogo, e intanto imparavo l’italiano. Ho tre figli, di cui due sono diventati a loro volta musicisti professionisti. Mia moglie fa la traduttrice, ma si occupa anche di ogni singolo aspetto logistico di Ticino Musica.
Suo padre è stato più padre o maestro?
Io sono arrivato al fagotto solo in seconda battuta. A diciannove anni, poco prima del diploma in tromba, andai in Svezia, a Malmö, per prendere delle lezioni dal grande maestro Bo Nillson. Al ritorno mi resi conto che anche a casa avevo un grande maestro, ed era mio padre. Dopo il diploma in tromba, passai dunque al fagotto, e dopo due anni e mezzo ero nuovamente diplomato. Mio padre e io abbiamo studiato tanto insieme, ma dal primo giorno mi fu chiaro che nel momento in cui entravo in aula, lui era solo il mio maestro. Fuori dall’aula, ritornava a essere mio padre.
Perché a un certo punto da Riva del Garda siete passati in Ticino?
Dopo Riva mio padre era alla ricerca di una nuova località in Svizzera dove continuare il lavoro rivelatosi molto importante e fruttuoso. All’inizio ha trovato accoglienza ad Ascona, nel Collegio Papio, per poi trasferirsi anni dopo a Lugano nella nuova sede del Conservatorio al Centro San Carlo, che offre la struttura ideale con tutte le relative attrezzatture necessarie.
Suo padre ha creato un festival musicale laddove c’era un vuoto. Come vi collocate oggi, a trent’anni di distanza, in un territorio in cui l’offerta è cresciuta molto?
Con la qualità : abbiamo sempre mirato a essere eccellenti e a distribuire eccellenza. Facciamo masterclass di alto perfezionamento e nel frattempo siamo riusciti a farci un nome internazionalmente riconosciuto.
Fil rouge del nostro lavoro resta l’idea di base di offrire un posto dove giovani leve della musica classica possano incontrare grandi maestri, che si è rivelata vincente. Negli anni sono state poi introdotte delle novità , come ad esempio gli Ensemble in residence, che quest’anno vedranno protagonisti il Quartetto Moser, il Quartetto Kontakt, e un quintetto di ottoni dalla Spagna, i Pucela Brass. Dall’anno scorso abbiamo introdotto lo Yoga per musicisti e non, a cui invito a partecipare chiunque ne abbia voglia. L’appuntamento è ogni giorno alle 9.00 e alle 18 sul prato davanti al Conservatorio di Lugano con un ex flautista diventato yogi. Un altro momento ormai tradizionale è la presentazione dei vincitori ticinesi del Concorso svizzero per la gioventù, il 25 luglio faremo un concerto all’Hotel Bellevue durante il quale alcuni di questi premiati si presenteranno.
Avete contatti con altre realtà svizzere?
Ogni tanto facciamo qualche scambio con altri festival, come con Alpentöne l’anno scorso. Nella chiesetta di Wassen è andato in scena un doppio concerto: dapprima un nostro quartetto d’archi in residence, cui seguiva una maestra di jodel con una fisarmonicista. Un bellissimo ponte culturale tra Ticino e Svizzera tedesca.
Siete pronti per la trentesima edizione?
Certo, e curiosi per tutto quello che c’è in programma: oltre all’Orchestra e all’opera, aspettiamo con trepidazione anche Giovani maestri si presentano, una serie di concerti in vari luoghi del Cantone. Li chiamo «concerti contenitori», poiché luogo e ora sono già definiti, ma prima del festival non sappiamo chi e cosa suonerà : gli interpreti saranno scelti fra i migliori all’interno delle classi. Dunque, un lavoro in fieri, un laboratorio.
Spesso i giornalisti mi chiedono quali siano i momenti più importanti, ma a me piace fare un paragone: questo Festival è un po’ come un «Gulaschkanone», un grande pentolone, una minestra con tantissimi ingredienti, che il 18 luglio cominceranno a sobbollire, e andranno avanti a farlo per due settimane. Ne usciranno concerti, eventi, incontri, gente, ma ancora non sappiamo che sapore avranno! Sicuramente una deliziosa sorpresa per tutti i gusti!
Dove e quando
Ticino Musica, 18-31 luglio 2026, www.ticinomusica.com
10 giugno, ore 18.30, Conservatorio di Lugano: presentazione del programma di Ticino Musica a cura di Gabor Meszaros in compagnia del musicologo Fabio Sartorelli, che proporrà una divertente introduzione alla Bohème.
