Adrenalina: il bernese Patrick von Känel racconta la sua passione per il parapendio e le sfide sempre più audaci, ma anche il suo legame sempre più radicato con il Ticino
Il pelo sullo stomaco, almeno in senso figurato, non gli manca proprio. Perché per fare le acrobazie che è solito fare, per pochi intrepidi, ce ne vuole davvero parecchio. Come quella volta che ha deciso di attraversare da parte a parte un tunnel… in volo con il suo parapendio. O quell’altra volta che si è buttato a capofitto da uno strapiombo che solo a guardarlo avrebbe fatto correre i brividi lungo la schiena pure ai più impavidi.
Certo, nel momento di passare all’atto pratico, un po’ di paura sarà venuta pure a lui. Anche a Patrick von Känel saranno venute le gambe molli tipiche di chi sta combattendo con quella vocina interiore che ti invita alla prudenza, prefigurando tutta una serie di rischi. Il 31enne di Frutigen quella vocina, tuttavia, ha imparato ad assecondarla. O, almeno, ha imparato a convivere con essa, fino a considerarla quasi come un’immancabile compagna di viaggio quando si libra nel cielo con il suo parapendio. Un po’ come quelle volte in cui ad accompagnarlo nel volo – senza troppe acrobazie – è la moglie. Ed è grazie alle origini di quest’ultima, valmaggese, che Patrick ha scoperto il Ticino, rimanendone affascinato, fino al punto da trascorrere gran parte delle sue vacanze in un rustico in Val Bavona.
Patrick von Känelha attraversato un tunnel in volo a venti centimetri dal suolo dopo quattro anni di preparazione
Non è ovviamente per parlare del suo dolce far niente in Vallemaggia che l’abbiamo incontrato e che ne parliamo in questa puntata di «Adrenalina». Ma per farci raccontare della sua passione, di come è nata e di alcune delle sue imprese più audaci, nonché del suo profondo legame con il Ticino.
Iniziamo dal principio: «Penso che la prima volta che ho volato avrò avuto 14 anni o giù di lì» racconta il bernese. «In Svizzera, ad ogni buon conto, per cominciare a volare occorre avere 16 anni, per cui qui ho cominciato a farlo a quell’età. Dove? Beh, a Frutigen, a due passi dal Lago di Thun, che per antonomasia è una zona molto gettonata per gli appassionati di parapendio».
Dai cieli dell’Oberland Bernese al Ticino il passo è però breve per Patrick von Känel, che nel nostro Cantone ci ha praticamente lasciato il cuore: «Durante una festa ho stretto amicizia con un ticinese, originario della Vallemaggia, che aveva scelto la regione del Lago di Thun per imparare il tedesco. Tra una chiacchiera e l’altra, siamo finiti a parlare di parapendio, e in men che non si dica mi sono trovato in sua compagnia a guardare il Ticino dall’alto. Un paio di mesi più tardi mi sono ritrovato ancora con lui e con altri suoi amici ticinesi appassionati di parapendio».
Una cosa tira l’altra, e dopo gli amici, ecco che nel nostro cantone, e più precisamente in Vallemaggia, per Patrick sboccia anche l’amore, per una ragazza dei Ronchini. «Abbiamo costruito casa a Kandersteg e, complice anche il mio lavoro (Patrick con gli anni ha fatto della sua passione una professione vera e propria, nda), spesso – anche quando ho un po’ di tempo libero – con mia moglie e i nostri due figli veniamo volentieri in Ticino, considerato anche che i nostri suoceri vivono lì, magari per trascorrere qualche giorno di relax nel rustico in Val Bavona. Mi piacerebbe venirci più spesso, specie in primavera, che trovo sia forse il periodo più spettacolare anche per unire l’utile al dilettevole e… (ri)scoprire il Ticino visto dall’alto».
La primavera porta infatti con sé anche i favori della meteo, ma non solo: «Quando l’aria in quota a sud delle Alpi ha già delle temperature gradevoli, è la stagione perfetta per volare nei vostri cieli, anche perché le creste più alte sono ancora imbiancate dalla neve, cosa che rende il tutto se possibile ancora più magico. Non mi dimentico mai dell’emozione che provavo durante i primi voli sopra il Locarnese: restavo quasi sempre a bocca aperta dalla bellezza del panorama; c’è davvero molto da vedere e ammirare. Le Centovalli, ad esempio, sono un quadro davvero incantevole: un territorio disseminato di alberi e acqua. Un trionfo della natura, ma anche impegnativo da volare, perché lì sono pochissimi i punti in cui si può pianificare un atterraggio. Un aspetto che prima, quando ero abituato a volare dalle mie parti, non avevo considerato a fondo, ma che ho imparato praticamente subito a tenere in considerazione quando sono venuto a farlo in Ticino… In estate, quando la temperatura in quota sale di qualche grado in più, è bello volare in regioni come l’Oberland Bernese, dove le montagne sono un po’ più alte rispetto al versante sudalpino».
Quando non lo pratica per hobby o per professione, Patrick von Känel il parapendio lo pratica per andare alla ricerca del brivido, dell’emozione. «Sì, a volte partecipo a qualche evento particolare o a qualche gara, specie quelle regionali, nelle Alpi bernesi: è sempre emozionante misurarsi con altri atleti nei cieli che conosci bene. Però il parapendio è anche uno sport in continua evoluzione: la competizione si fa man mano più intensa e impegnativa, per energie e per tempo. È un po’ come se da una volta all’altra l’asticella si alzasse di una tacchetta».
Qual è allora il progetto più estremo in cui si è mai cimentato? «Bella domanda! Ne ho fatti così tanti che c’è l’imbarazzo della scelta. Così di prim’acchito mi viene in mente l’attraversamento di un tunnel di 152 metri, percorso volando a venti centimetri dal suolo (e valsogli tra l’altro il nuovo record mondiale per questo genere d’impresa, nda). L’ho fatto nel 2024, ma l’intero progetto è durato circa quattro anni, tra scelta del tunnel adatto, l’allestimento della strategia di volo e le relative prove. All’inizio si era pensato di farlo in Svizzera, ma nessuna delle gallerie che avevamo preso in considerazione si prestava al caso. Abbiamo dunque allargato il campo delle ricerche, trovando il tunnel giusto in Trentino».
Qualcosa, nel… calderone volante di Patrick von Känel bolle però anche nei cieli ticinesi. Il bernese sta infatti lavorando a un progetto ancora più spettacolare che dovrebbe avere come location una delle vallate del Locarnese: sarà il caso di tenere il naso e gli occhi all’insù!


