Trovare casa/appartamento non è sempre facile, nemmeno in Svizzera. E quando la popolazione cresce o i prezzi salgono rapidamente (a seguito di scarsità generali come nel caso di una guerra), la questione si aggrava. Da noi il problema dell’alloggio si è fatto sentire, in modo acuto, nel decennio 1960-70, quando la popolazione residente aumentava a tassi annuali molto superiori all’1% e la Confederazione aveva abbandonato il regime di controllo degli affitti del periodo bellico. In quei tempi il problema diventò di portata nazionale. Per togliere migliaia di immigrati da condizioni di abitazione squallide, la Confederazione promosse la costruzione di alloggi sociali. I partiti di sinistra lanciarono iniziative aventi come obiettivo di favorire la proprietà immobiliare per le famiglie e di contenere la speculazione fondiaria. Occorre riconoscere che, con il passare degli anni, il problema perse di intensità sia perché l’industria delle costruzioni aumentò in misura significativa l’offerta di abitazioni, sia perché il tasso annuale di crescita della popolazione si ridusse attorno all’1% e anche meno. Ma ecco che, con la ripresa dell’immigrazione degli ultimi due decenni, il problema della casa è tornato a far parlare di sé.
Realtà contradditoria
Questa volta tuttavia sembrerebbe che la scarsità di alloggi sia limitata ai grandi agglomerati urbani dell’Altipiano e del Lago Lemano, le regioni nelle quali la popolazione tende oggi a concentrarsi. Come 60 anni fa, in queste regioni l’offerta di case e appartamenti è ridiventata scarsa e i loro prezzi rincarano. In altre regioni, come ad esempio il Ticino, ci si rallegra invece che, anche quest’anno, il numero degli alloggi vuoti sia diminuito. Questo perché da quasi più di dieci anni il nostro Cantone conta un largo numero di alloggi sfitti. La realtà attuale del mercato delle abitazioni sembrerebbe dunque essere, da una regione all’altra, contradditoria. Vi sono infatti regioni nelle quali non si trova un alloggio neanche a pagarlo a peso d’oro. Sotto i 3000 franchi di affitto al mese, senza le spese, è difficile oggi ottenere in tutto l’agglomerato zurighese un appartamento nuovo di 3 locali. In Ticino invece l’offerta di appartamenti sembra continuare ad essere superiore alla domanda: il tasso di abitazioni vuote, indice di scarsità generale, era a metà anno pari all’1,78%; a Zurigo era appena 0,52%. Non stupisce quindi che oggi il Ticino sia l’unica regione della Svizzera nella quale gli affitti diminuiscono. Secondo Newhome.ch, un portale immobiliare, la diminuzione sarebbe dell’ordine del 5,2%, anche se non viene precisato il periodo di riferimento. A livello svizzero, invece, si registrerebbe un aumento del 2,4%, con punte più elevate nelle regioni metropolitane come quella di Zurigo. Questi dati sembrano indicare che la scarsità di alloggi sia dovuta a una costruzione insufficiente rispetto alla domanda.
Dai partiti arrivano quindi proposte per aumentare la costruzione di alloggi. Se vent’anni fa si puntava a riconvertire le ex aree industriali in quartieri residenziali, oggi nel Canton Zurigo la risposta sembra essere quella dei grattacieli: torri di oltre 70 metri che consentono di creare nuovi appartamenti anche nelle zone già densamente popolate. Negli ultimi dieci anni ne sono state costruite una trentina, tra la Città e i Comuni limitrofi. Attualmente esse sono ancora abbastanza isolate nel paesaggio urbano. È però possibile che, nel corso dei prossimi due decenni, venga a costituirsi lungo la tratta ferroviaria Alstetten-Opfikon una skyline di grattacieli. Lungo i binari della ferrovia sorgerebbe quindi una città simile alla «città lineare» che l’urbanista spagnolo Arturo Soria y Mata aveva proposto più di un secolo fa. La città dei grattacieli però non sarebbe lineare, ma seguirebbe una curva, tangenziale rispetto al centro città. L’aumento dell’offerta di appartamenti è necessario. Da solo, però, non riuscirà a risolvere i problemi della casa. Ad essere scarsi sono infatti gli alloggi a buon mercato. L’affitto mensile per un appartamento di 3 locali in una delle torri costruite alla stazione di Regensdorf, a 15 km dal centro di Zurigo, costa tra i 2500 e i 3300 franchi. Gli appartamenti nei grattacieli restano costosi. Per questo occorre rilanciare l’edilizia sociale, soprattutto nelle aree metropolitane e nelle regioni turistiche come il Ticino, dove anche la diffusione di Airbnb riduce l’offerta di alloggi accessibili. Servono inoltre misure per contenere gli affitti.