Mondoanimale â—† In Ticino vivono oltre 200 asini, l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria spiega che le loro esigenze sono diverse da quelle dei cavalli con i quali spesso convivono
Secondo le statistiche ufficiali più recenti disponibili del Dizionario storico della Svizzera (basato su dati statistici nazionali sugli animali domestici), nel Canton Ticino ci sono circa 200–220 asini. Si tratta di una delle concentrazioni più alte del Paese dopo il canton Berna, mentre a livello nazionale, la Banca dati degli animali registra oltre 11.000 asini in tutta la Svizzera. Su tutto il territorio, oggi questi equidi sono presenti soprattutto come animali da compagnia, per trekking, attività educative o di terapia assistita, e talvolta per accompagnare le greggi nei pascoli alpini.
Alimentazione moderata, ripari asciutti, contatto sociale sono elementi essenziali per garantire il loro benessere
Nonostante la loro diffusione crescente e l’affetto di cui godono, gli asini continuano però a essere spesso fraintesi e uno degli equivoci più comuni è considerarli semplicemente «piccoli cavalli». In realtà , come sottolinea l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) nelle sue informazioni tecniche sulla protezione degli animali, gli asini non sono cavalli e richiedono una gestione diversa. Per cominciare si sottolinea che «dal punto di vista evolutivo l’asino domestico deriva dall’asino selvatico africano, adattato a vivere in ambienti aridi e poveri di vegetazione. Il cavallo, invece, si è sviluppato nelle steppe temperate con erbe più ricche, e questa è una differenza che si riflette ancora oggi nel metabolismo degli animali. Inoltre, gli asini hanno un apparato digerente estremamente efficiente, capace di estrarre energia anche da foraggi poveri». Proprio per questo motivo, gli esperti sottolineano che «un’alimentazione troppo ricca, tipica delle razioni pensate per i cavalli, può causare seri problemi di salute: fieno molto nutriente, mangimi concentrati o eccesso di erba fresca possono favorire obesità , disturbi metabolici o patologie agli zoccoli».
Per gli asini è quindi preferibile una dieta semplice e poco energetica, basata soprattutto su fieno di qualità moderata e su pascoli non troppo ricchi. E questo è proprio uno degli aspetti che l’USAV richiama più spesso quando si parla di detenzione adeguata, mentre un’altra differenza riguarda la resistenza alle condizioni climatiche: «Molti pensano che gli asini siano robusti quanto i cavalli, ma non è esattamente così. Il loro mantello è meno impermeabile e offre una protezione minore contro pioggia e freddo persistente». Questo è il motivo per il quale quando sono tenuti all’aperto devono sempre avere accesso a un riparo asciutto e ben protetto dalle intemperie: «Una semplice tettoia o una stalla aperta possono fare la differenza per il benessere dell’animale, soprattutto durante gli inverni umidi tipici di molte regioni svizzere». Un’analogia con i cavalli riguarda invece il fatto che, come loro, anche gli asini sono animali sociali. «Vivono meglio quando hanno contatto con altri individui della stessa specie o almeno con altri equidi, dunque, tenerne uno solo, isolato, può causare stress e comportamenti anomali». Per questo, gli esperti consigliano di allevarli almeno in coppia o in piccoli gruppi. Lo dimostrano molte aziende agricole o fattorie didattiche svizzere nelle quali gli asini vengono infatti tenuti insieme ad altri asini, muli o cavalli con cui instaurano relazioni sociali stabili.
L’asino ha anche una reputazione ingiusta: quella di essere testardo. «In realtà , ciò che viene percepito come ostinazione è spesso una forma di prudenza: quando si trova davanti a una situazione che considera rischiosa, l’asino tende a fermarsi e valutare l’ambiente invece di reagire impulsivamente e questo comportamento, evolutosi in ambienti difficili e rocciosi, è in realtà una strategia di sopravvivenza. Richiede però un approccio paziente e rispettoso da parte delle persone che lavorano con questi animali». In passato, soprattutto nelle regioni alpine e mediterranee, gli asini erano preziosi animali da lavoro: trasportavano merci, legna e prodotti agricoli su sentieri dove carri e cavalli non potevano passare, mentre oggi il loro ruolo è cambiato: «In Svizzera sono sempre più presenti in attività di turismo lento, trekking con animali da soma, programmi educativi e progetti di terapia assistita a causa del loro temperamento calmo e della loro intelligenza che li rendono infatti compagni ideali per molte attività con il pubblico».
D’altronde, la presenza di oltre 11mila asini nel Paese dimostra che questi animali hanno trovato un nuovo spazio nella società contemporanea. Tuttavia, proprio perché spesso convivono con i cavalli nelle stalle o nei pascoli, è importante ricordare che le loro esigenze non sono identiche e le raccomandazioni dell’USAV insistono su un principio semplice: «Una detenzione adeguata deve tenere conto della biologia e del comportamento specifico dell’asino. Alimentazione moderata, ripari asciutti, contatto sociale e gestione rispettosa sono elementi essenziali per garantire il benessere di questi animali». In un cantone come il Ticino, dove appunto se ne contano oltre 200, conoscere meglio le loro caratteristiche significa non solo prendersene cura nel modo corretto, ma anche riscoprire una presenza discreta e affascinante del nostro paesaggio rurale. Gli asini non sono cavalli: sono una specie con storia, carattere e bisogni unici, e per questo meritano attenzione e rispetto.
