Morire non è più una scelta definitiva

by azione azione
5 Agosto 2026

Videogiochi: «Directive 8020» inaugura la seconda stagione della serie di Supermassive Games portandola nello spazio profondo una trama non sempre convincente e troppo lunghe sezioni «stealth» 

Supermassive Games è di ritorno sugli schermi dei videogiocatori con la sua celebre serie che, tra alti e bassi, ha saputo ritagliarsi una nicchia di appassionati del genere horror avventuroso. Dopo la chiusura della prima stagione con il deludente The Devil in Me, lo studio britannico tenta di farsi perdonare portandoci nello spazio profondo. Con Directive 8020 si apre ufficialmente la seconda stagione, cambiando decisamente tono e portandoci in una oscura ambientazione sci-fi (ndr: abbreviazione di science fiction) alla Alien, decisamente più survival horror e meno teen horror.

Una mappa ad albero permette di riavvolgere il tempo, cambiare le decisioni prese e salvare personaggi condannati

La storia di Directive 8020 ci vedrà ai comandi di un equipaggio in una missione cruciale: scoprire un nuovo mondo per permettere agli abitanti della Terra di rifarsi una vita dopo aver rovinato il proprio pianeta natale. Il giocatore (o i giocatori, visto che si tratta di un gioco fatto per essere condiviso da un gruppo di amici tutti seduti sullo stesso divano) prenderà i comandi dei membri dell’equipaggio della Cassiopeia, una nave da ricognizione inviata verso il pianeta Tau Ceti f.

Come da manuale del perfetto horror spaziale, le cose vanno storte ancora prima dell’arrivo: l’impatto con un meteorite danneggia l’astronave e risveglia una terribile minaccia aliena in grado di prendere le sembianze degli esseri umani. Il suo scopo è ignoto ma le conseguenze saranno decisamente fin troppo chiare da subito: la distruzione della missione. La trama ha dei momenti davvero riusciti, con colpi di scena e un uso intelligente di alcuni flashback dedicati a Young, il personaggio principale interpretato dall’attrice Lashana Lynch. Tuttavia, la storia non è ai livelli di altri titoli della serie, come l’eccellente House of Ashes, ed è a tratti un po’ caotica, specialmente per via dell’uso tutto sommato esagerato dei flashback e salti temporali che inizialmente lasciano davvero un po’ confusi.

Per quanto riguarda la parte videoludica, ci sono diverse novità rispetto al passato. Abbandonata la struttura da avventura grafica pura basata quasi solo sui quick time events (ovvero, premere il pulsante giusto al momento giusto), Directive 8020 si avvicina di più a un gioco survival horror tradizionale. Vi troveremo una telecamera libera, esplorazione degli scuri corridoi della nave, utilizzo di gadget per deviare l’energia alle porte o rilevare tracce organiche e, soprattutto, l’introduzione di sezioni stealth, nelle quali essere discreti è l’unico modo per sopravvivere. Queste ultime però sono riuscite solo a metà: decisamente troppo lunghe, finiscono per risultare noiose e ripetitive, spezzando continuamente il ritmo dell’avventura, invece che fare salire la tensione.

A questo si aggiunge un difetto piuttosto fastidioso: la ripartizione del tempo di gioco. Se giocato in un gruppo di amici, capita fin troppo spesso che un giocatore si ritrovi a stare a guardare gli altri per parecchio tempo, venendo chiamato in causa magari solo per fare un’unica scelta in un video per poi tornare a essere semplice spettatore. E se per caso sbagliasse qualcosa, potrebbe anche causare la morte di uno dei personaggi!

Fortunatamente la novità introdotta da Directive 8020 sono i turning points, ovvero una mappa ad albero alla quale possiamo accedere in qualsiasi momento per vedere le ramificazioni della storia e che ci permette di riavvolgere il tempo per correggere le scelte ed evitare la morte dei personaggi. Una buona opzione in caso di errori o solo per vedere cosa sarebbe successo se le cose fossero andate in modo diverso. Volendo, però, è anche possibile disattivare questa opzione, per rendere ogni conseguenza davvero definitiva.

Visivamente Directive 8020, che abbiamo giocato su PlayStation 5 Pro, è davvero molto bello. Visitare gli ambienti dell’astronave, scuri e via via più infetti da mostruosi organismi alieni, è un piacere. Anche l’audio è ottimo, con un doppiaggio completo in italiano di buona qualità. Perfino le espressioni dei personaggi, solitamente un po’ legnose, sono migliorate rispetto al passato. Certo, non da farci dimenticare che si tratta di un videogioco, ma comunque apprezzabili.

Directive 8020 è un gioco discreto, tecnicamente riuscito, e dalla storia non incredibilmente originale. Si vede la volontà di Supermassive Games di dare una scossa alla serie, cambiando alcune cose e rendendole più dinamiche. Ma le sezioni stealth sono troppo lunghe e un piccolo errore può facilmente costare la vita a un membro dell’equipaggio, il tutto mentre i nostri amici stanno semplicemente a guardare impotenti. Un gioco consigliato ai fan della serie e, forse, anche ai fanatici dei film di horror fantascientifico.