Nato, vertice lampo per gestire Trump

by azione azione
15 Luglio 2026

Ad Ankara si è chiuso il trentaseiesimo vertice della Nato, in formato rapidissimo – una cena, una riunione, un pranzo: una giornata e mezza – perché tra i vari modi che gli europei hanno trovato per maneggiare Donald Trump c’è anche quello di vedersi il meno possibile. Non che sia un metodo salvifico, il presidente americano è riuscito a maltrattare buona parte degli alleati e anche a dichiarare morto il cessate il fuoco in Iran – nella notte tra il primo e il secondo giorno, le forze americane hanno colpito l’Iran, che aveva attaccato delle navi nello Stretto di Hormuz. L’Alleanza atlantica sta vivendo una trasformazione epocale, a suon di strattoni e minacce da parte dell’America, che si sente scomoda nell’organizzazione che ha creato e di cui ha il ruolo guida. Quando Trump minaccia di uscire dalla Nato, i pensieri degli analisti vanno sempre allo statuto della Nato che prevede, per chi vuole lasciare l’Alleanza, una notifica al dipartimento di stato americano: Trump dovrebbe scriversi una lettera da solo.

Ma a parte le relazioni precarie, non si può dire che il vertice sia andato male, anzi. Trump ha annunciato che concederà all’Ucraina le licenze necessarie a produrre i missili intercettori per i sistemi di difesa aerea Patriot, la priorità di Volodymyr Zelensky e degli europei. La carenza di intercettori per i sistemi Patriot è diventata evidente nelle ultime settimane: gli ucraini non riescono a intercettare i missili balistici che Putin lancia con furia proprio perché sa che arriveranno a destinazione. L’Amministrazione Trump ha azzerato i trasferimenti di armi attraverso il programma Purl – con il quale gli europei comprano materiale militare dagli americani e lo trasferiscono all’Ucraina – perché la sua priorità è la guerra con l’Iran: «Non ne abbiamo molti», ha detto Trump, riferendosi ai Patriot. Gli europei, che questi intercettori li hanno, non hanno voluto rimanere sguarniti nelle loro difese aeree e l’Ucraina si è ritrovata più vulnerabile.

Chi l’avrebbe mai detto

Le licenze per i Patriot erano una priorità sia di Zelensky sia dei leader europei, che avevano già convinto Trump a firmare un impegno in questo senso al G7 di Evian: la Nato continua a esistere. Naturalmente serviranno settimane per negoziare gli accordi di licenza e mesi, se non anni, per iniziare la produzione di intercettori per i Patriot, ma l’annuncio ad Ankara segnala una svolta nella percezione della guerra condotta dalla Russia in Ucraina: Zelensky non è più l’uomo che «non ha le carte», come nel febbraio del 2025 nello Studio ovale (e Zelensky, al fianco di Trump, non ha perso l’occasione per sottolineare: chi l’avrebbe mai detto, dopo quel che è successo alla Casa Bianca, che ci saremmo ritrovati qui e così). Trump ha detto che Zelensky e l’esercito ucraino hanno «fatto un lavoro straordinario», che si stanno dimostrando «molto efficaci», diversamente dai russi, che sono in fila per fare benzina, mentre Putin sospende le esportazioni di diesel perché ne ha troppo poco (quando Trump ha chiesto a Zelensky: andrai a Mosca?, Zelensky gli ha risposto: è troppo pericoloso, con tutti quei droni ucraini). Per le altre priorità degli europei, il vertice di Ankara è stato l’ultimo esercizio di equilibrio, mentre Trump ha fatto di tutto per far saltare nervi e accordi a tutti quanti – eccetto l’ospite, Recep Tayyip Erdogan, che ha coccolato ed esce dal vertice con la promessa di poter riaccedere al programma degli F-35 Usa.

Molto amore e molta unità

Il presidente americano ha ritirato fuori la questione della Groenlandia, dice che serve più agli americani che ai danesi; tutti gli hanno risposto: ok, ma è un territorio danese, e della Nato. Quanto alla presenza americana in Europa, Trump ha di nuovo minacciato un ritiro dei soldati e dei mezzi, ma gli europei sono convinti di riuscire a ottenere un disimpegno ordinato e coordinato: la consapevolezza che la Nato non sarà più come prima esiste, ma come tutti gli amori che finiscono si può decidere se far volare gli stracci oppure no. Il Paese più maltrattato è stata la Spagna, gli altri europei sono imperdonabili perché non hanno aiutato l’America in Iran, ma davanti ai giornalisti Trump ha detto di aver visto «molto amore» e «molta unità». Quel che conta per gli europei è «il sostegno incrollabile all’Ucraina», che è nella dichiarazione congiunta, e per il resto ci si organizzerà di volta in volta: il vertice Nato dell’anno prossimo, previsto in Albania, potrebbe non esserci, si passa al 2028, senza troppi rimpianti.