Come i tagli all’agenzia Usa per lo sviluppo internazionale indeboliscono la risposta alla crisi in Africa: il saggio di Nicholas Enrich
C’è un disastro potenzialmente persino peggiore della guerra Iran-Libano-Gaza, con le sue catastrofiche ripercussioni sull’economia globale. Si tratta dell’ondata di Ebola, malattia spesso fatale, per la quale non c’è nessun vaccino o cura specifica, che in maggio è esplosa in Congo e Uganda. Sappiamo cosa c’entri l’amministrazione Usa Trump con la catastrofe mediorientale, ma cosa c’entra con Ebola? Nel primo giorno del suo Governo, 20 gennaio 2025, Donald Trump emana un ordine esecutivo che congela gli aiuti all’estero. Questo porta, in breve tempo, all’interruzione degli studi clinici sui farmaci, alla chiusura delle cliniche che diagnosticavano malattie gravi e alla riduzione dei servizi di ambulanza per le emergenze. Nel giro di poche settimane l’impatto si estende a interi programmi sanitari.
In pasto alla cippatrice
S’assiste per esempio allo smantellamento della USAID, l’agenzia federale istituita negli anni Sessanta del Novecento per amministrare i programmi per gli aiuti umanitari per conto del Governo americano. Tema raccontato da varie fonti, incluso Nicholas Enrich, ex alto funzionario USAID, che pochi mesi fa ha pubblicato un libro sulle vicende dell’agenzia intitolato Into the Wood Chipper (Dentro la cippatrice, S&S/Summit Books). Il titolo si riferisce a questo tweet di Elon Musk (che all’epoca gestiva il Dipartimento per l’efficienza governativa Usa) dei primi di febbraio dell’anno scorso: «Abbiamo passato il weekend a dare in pasto la USAID alla cippatrice. Potevamo andare a delle grandi feste. Invece abbiamo fatto questo». La cippatrice, detto per inciso, è la macchina usata per sminuzzare legno o materiali vegetali per ridurli in cippato.Â
USAID è accusata di faziosità , sprechi, frodi, abusi e inefficienze. Sebbene questi problemi esistano, l’agenzia – di cui è stato cancellato l’80% dei programmi – non è stata quasi smantellata per queste ragioni né per allinearla alla linea trumpiana di America First. Secondo Enrich la causa principale sarebbe l’inserimento nell’agenzia di personale politico senza competenze tecniche, introdotto da Musk per sbarazzarsi degli esperti e ignorare i loro avvertimenti sull’interruzione degli studi clinici, sulla preparazione alla stagione delle piogge, sulla distribuzione del cibo, sul funzionamento degli ospedali nelle zone di guerra, sulla prevenzione della malaria e sul controllo dell’Ebola.
Quelle vite perse
Gli esperti stanno cercando di salvare alcuni dei programmi più vitali della USAID, spiegando che milioni di vite avrebbero potuto andare perdute a causa dei tagli. Sempre secondo Enrich, i morti causati dai tagli a USAID sarebbero già almeno 750’000, ma il problema più grave è che una nuova generazione di bambini nelle zone più disagiate non ha ricevuto le vaccinazioni che l’agenzia forniva contro malattie mortali. In cliniche dove fino a un anno prima la trasmissione materno infantile dell’HIV era quasi azzerata, ora si registrano tassi altissimi. La stima è che nei prossimi cinque anni fino a 14 milioni di persone potrebbero morire a causa dei tagli.
L’agenzia ha perso la velocità necessaria per rispondere a epidemie come Ebola. USAID aveva un protocollo con partner sul territorio, al quale mandava entro 24-48 ore notifiche su focolai epidemici, squadre in loco per coordinare gli sforzi internazionali con quelli delle autorità locali e per mobilitare risorse, dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti) e sorveglianza locale. Oggi questo sistema non esiste più. Intanto in Kenya sono scoppiate tensioni per il progetto di creare un centro di quarantena per l’Ebola destinato solo ai cittadini statunitensi provenienti dal Congo, poiché la popolazione locale teme che il virus possa arrivare nel Paese e l’assenza di una risposta internazionale rapida sta alimentando sospetti e malumori.
