La paura della terza guerra mondiale, la «regina delle spie rosse» e il vagone ristorante
Buongiorno, sono un ex minatore in pensione: Graziano Giuseppe Sia, nato l’8 settembre 1948 a Satriano, in Calabria, emigrato in Svizzera nel 1966. Residente a Tesserete.
Hai mandato poche parole Graziano, accompagnate dalle tue poesie. Raccontano di un bambino che aspetta suo padre (il tuo è partito per l’Argentina ed è tornato solo dieci anni dopo), la nostalgia della mamma sempre indaffarata e la speranza, quella che ha fatto partire anche te, in cerca di fortuna. Ho letto la tua storia online sul «CdT»: «Vi racconto la mia vita di minatore poeta».
Ma adesso torniamo al tuo compleanno. Sei venuto al mondo in un’Europa che cerca di rialzarsi dopo lo scempio della Seconda guerra mondiale. Sono anni di ricostruzione ma anche di grande incertezza. Pensa al blocco di Berlino (1948-49), uno dei primi grandi episodi della Guerra fredda: il tentativo sovietico di isolare Berlino Ovest interrompendo ogni collegamento, ma un massiccio ponte aereo alleato garantisce i rifornimenti e costringe l’URSS a tornare sui suoi passi.
Quell’aria di tensione e paura si respira anche in Svizzera: «E se scoppiasse una terza guerra mondiale?». «Azione» del 9-16 settembre 1948 si apre proprio con un editoriale che esprime il timore di nuove crisi e la necessità di creare scorte per affrontare eventuali tempi difficili: «Che cosa sarebbe meglio, la capitolazione imposta con la forza delle armi o imposta dalla fame?». A questo proposito si cita la mozione Duttweiler, con cui Gottlieb Duttweiler – fondatore della Migros, insieme alla moglie Adele – propone di creare riserve strategiche per due anni, così da garantire la tenuta del Paese in caso di guerra o di blocchi economici.
La Dichiarazione universale dei diritti umani,
Sulla stessa pagina compare una foto che racconta la preparazione dell’Assemblea generale dell’Onu, prevista a Parigi dal 21 settembre 1948. Si sottolinea che «forniture d’ufficio e materiali di ogni genere» sono stati inviati dagli Stati Uniti in Francia per permettere il corretto svolgimento dei lavori. Durante quella sessione si discuterà della situazione critica nei rapporti tra Est e Ovest e si lavorerà alla definizione finale della Dichiarazione universale dei diritti umani, che sarà adottata pochi mesi dopo.
Il clima di austerità del dopoguerra si riflette anche nell’abbigliamento. Nello spazio «Che dice donna…» si osserva come il look femminile cambi «in nome dell’economia»: gonne più strette e più corte per risparmiare stoffa. E poi scollature meno audaci, colletti più sobri, colori più discreti, tacchi più bassi. La parola d’ordine diventa semplicità , pure negli accessori.
La Mata Hari sovietica
Intanto, sulle stesse pagine, un mondo di intrighi e cospirazioni cattura l’immaginazione di lettori e lettrici. Perché nella vita ci vuole avventura. È così che si racconta la vicenda di Elizabeth Bentley, descritta come una sorta di «emula di Mata Hari», anche se – l’articolo, brusco, fa notare – non ha niente della femme fatale: non è né bionda né seducente ma «vecchiotta, grassa, con un viso inespressivo e un piccolo mento affogato nelle rughe del collo». Eppure, dietro l’aspetto dimesso, si nasconde la «regina delle spie rosse». La sua attività inizia nel 1934, dopo un viaggio in Italia in cui conosce Jacob Golos, agente al servizio del Cremlino. Se ne innamora e, quando lui si ammala nel 1941, è lei a prendere in mano la rete informativa sovietica: raccoglie notizie sui bombardieri B-29, sulla data dello sbarco in Europa, su una nuova formula per la produzione della gomma sintetica e altre informazioni strategiche utili al Cremlino.
Salse piccanti e di consommé
E, quando si parla di spie, la mente corre ai treni: a quei viaggi lunghi e sospesi nel tempo, perfetti per incontri furtivi e scambi di documenti. Su «Azione» si legge un articolo dedicato ai convogli diretti verso l’Africa o le Indie. Ma il vero protagonista è il vagone ristorante, dove si respira «un’ondata di caldo (…) frammista a un odore di carbone, di salse piccanti e di consommé». Gli inservienti «equilibristi» decidono dove devi sederti, mentre tu hai il tempo di osservare gli altri che fumano, bevono, studiano il conto o pagano. Immagini, ragioni. L’era del telefonino è ancora lontana…
Chi vuole essere la prossima storia? Scrivi a info@azione.ch, intestazione «Il mio compleanno».
