Tutto è pronto per un’esperienza magnifica
Per migliaia di ragazze e ragazzi ticinesi da oggi la parola d’ordine è una sola: «vacanze». Dieci settimane di estate da riempire senza dubbio con riposo e divertimento, ma che possono, perché no?, anche diventare occasione di scoperta del territorio e di ripasso delle materie scolastiche, il tutto in un clima amichevole e stimolante come può esserlo quello di Lingue e Sport. Ne abbiamo parlato con Joël Rossetti, impiegato all’Ufficio cantonale dello sport del DECS e nella direzione della Fondazione Lingue e Sport.
Joël Rossetti, oggi finiscono le scuole e per le ragazze e i ragazzi ticinesi inizia un lungo periodo di vacanze. Lingue e Sport è pronto?
Assolutamente sì. L’estate è da sempre il periodo più intenso per la Fondazione Lingue e Sport e siamo pronti ad accogliere migliaia di giovani in tutta la Svizzera italiana. Proponiamo attività che combinano sport, apprendimento, scoperta del territorio e socializzazione.
Dai corsi diurni ai soggiorni residenziali, l’obiettivo è offrire un’estate ricca di esperienze significative, in cui il divertimento va di pari passo con la crescita personale.
A quali fasce d’età si rivolge Lingue e Sport e chi può parteciparvi?
La nostra offerta si rivolge principalmente ai bambini e ai ragazzi dalla scuola dell’infanzia alla scuola media. Le attività sono aperte a tutti coloro che desiderano vivere un’esperienza educativa, sportiva e ricreativa durante le vacanze.
Cerchiamo di proporre attività adatte alle diverse età affinché ogni partecipante possa trascorrere momenti piacevoli e stimolanti con Lingue e Sport.
Quali sono le novità in programma che incuriosiscono voi da una parte e il pubblico dall’altra?
Ogni anno cerchiamo di innovare. Tra le novità di questa estate ci sono il Parkour e, a Bellinzona, un corso dedicato alla lingua dei segni, proposta per la prima volta.
Siamo sempre curiosi di vedere come i partecipanti reagiscono alle nuove attività. I giovani apprezzano soprattutto le esperienze pratiche, all’aria aperta e diverse dalla routine scolastica.
Perché consiglierebbe a una giovane o un giovane di fare almeno una volta un’esperienza con Lingue e Sport?
Perché offre la possibilità di trascorrere una parte dell’estate in un ambiente positivo e accogliente. Molti arrivano per uno sport o una materia e scoprono molto di più: nuove amicizie, autonomia, fiducia in sé stessi e il piacere di imparare in modo diverso.
Non è raro sentire ex partecipanti descrivere un corso Lingue e Sport come uno dei ricordi più belli delle loro vacanze.
Al di là delle attività di scoperta e di ripasso scolastico, al centro di questi programmi vi è sempre l’amicizia. Quanto investite su questo tipo di relazione, oggi più importante che mai?
Investiamo molto. Le attività sono importanti, ma ciò che rende speciale un’esperienza Lingue e Sport sono le relazioni che si creano.
Docenti e monitori promuovono il lavoro di gruppo, l’inclusione e il rispetto reciproco. Vedere nascere amicizie che continuano anche dopo la fine dei corsi è uno degli aspetti più gratificanti del nostro lavoro.
Le attività hanno un costo, ma esistono aiuti per le famiglie che potrebbero avere difficoltà economiche?
Sì. Il nostro obiettivo è permettere al maggior numero possibile di giovani di partecipare. Diversi comuni ticinesi offrono contributi ai propri domiciliati; l’elenco completo è disponibile su www.linguesport.ch.
Esistono inoltre sostegni tramite enti e fondazioni. Tra questi vi sono ROKJ Ticino, sostenuto dai Rotary ticinesi, e Soccorso d’Inverno Ticino, con cui collaboriamo e che può intervenire in situazioni di necessità.
Invitiamo le famiglie che dovessero incontrare difficoltà a contattarci con serenità: ogni situazione viene valutata con discrezione e riservatezza.
