La Fondazione Pro Senectute quest’anno ha indetto il Prix Merci quale riconoscimento simbolico ai propri volontari. Per il Ticino e il Moesano la candidata è Roberta Mascia, l’abbiamo incontrata
Sarà aperta fra pochi giorni la votazione nazionale per il Prix Merci, indetto quest’anno per la prima volta dalla Fondazione Pro Senectute quale riconoscimento simbolico per l’attività che svolgono circa 16mila volontari in tutto il Paese. Per l’organizzazione cantonale Ticino e Moesano, che può contare sul supporto di quasi 300 volontari, la candidata è Roberta Mascia di Monte Carasso, risultata la più votata dai volontari medesimi. La votazione nazionale, possibile direttamente dall’apposito sito (www.prixmerci.ch) o tramite codice QR di una cartolina, si concluderà il 31 agosto. Più del risultato a essere rilevante è l’attenzione rivolta al volontariato nel suo insieme, pilastro della solidarietà a livello comunitario. Grazie alla testimonianza di Roberta Mascia è facile capire l’arricchimento personale derivante dal tempo dedicato a chi si trova in situazione di bisogno.
«Aiutare il prossimo senza aspettarsi nulla in cambio» è il principio di Roberta, 52enne madre di due figli, attiva professionalmente a tempo pieno in una fabbrica del Moesano. Così si esprime sul volontariato: «Non si tratta solo di qualche cosa che faccio, ma è parte integrante di ciò che sono. È un dono reciproco che unisce, sostiene e appaga l’anima». Roberta ci spiega infatti che occuparsi delle persone anziane è per lei un piacere naturale, un’attività che le permette di dare il meglio di se stessa. Questo impegno lo concilia con una vita privata e lavorativa intensa. Due figli di 19 e 23 anni che vivono con lei, un compagno, turni di lavoro in fabbrica dalle 6 alle 14 o dalle 14 alle 22. «Se si vuole, il tempo lo si trova» aggiunge ancora la candidata al Prix Merci 2026, volontaria di Pro Senectute da sei anni, in parte al Centro diurno terapeutico di Bellinzona e in parte a domicilio. «Apprezzo molto l’esperienza di vita delle persone anziane perché costituisce per me un grande arricchimento. Consiglio quindi a tutti questa esperienza che, come dimostra il mio caso, è conciliabile con gli impegni di lavoro e la famiglia. I miei figli capiscono il valore del mio impegno e sono comprensivi; spero che un giorno anche loro scelgano di dedicare parte del loro tempo agli altri».
Come è giunta Roberta Mascia al concorso del Prix Merci? Risponde l’intervistata: «Partecipo, nel limite del possibile, a tutte le proposte di Pro Senectute Ticino e Moesano per i volontari, dalle formazioni agli eventi ricreativi. Ho quindi aderito al concorso con lo stesso spirito, non immaginando certo di vincere. Per me l’organizzazione è come una seconda famiglia nella quale mi sento veramente a mio agio». Aperta e solare, Roberta apprezza sia i momenti ludici con gli utenti, sia quelli dedicati all’ascolto, al conforto, ai gesti e alle parole che li fanno sentire importanti.
Nell’Anno internazionale dei volontari per lo sviluppo sostenibile, proclamato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite (vedi «Azione» del 29 aprile 2026), Pro Senectute rende loro omaggio con il Prix Merci consapevole dell’importante ruolo che svolgono nella società. Come le altre organizzazioni cantonali, l’ente della Svizzera italiana offre un Servizio volontariato articolato nell’interesse dell’utenza e dei propri volontari. Per conoscere meglio questi ultimi ci siamo rivolti a Giuliana Chiauzzi, coordinatrice del Servizio e referente per il Locarnese. «In Ticino e nel Moesano possiamo contare su circa 300 donne e uomini che si mettono a disposizione in uno o più settori di attività. Il più richiesto riguarda le visite a domicilio, effettuate una volta alla settimana per due ore sempre dallo stesso volontario. Queste visite sono a beneficio di persone anziane autonome residenti al proprio domicilio che ricevono in questo modo un supporto per attività come le passeggiate o andare a fare la spesa o semplicemente possono godere di un po’ di compagnia. L’impegno del volontario è regolare per cui, grazie anche all’abbinamento utente-volontario basato sulle affinità, si crea con il passare del tempo un rapporto di conoscenza più stretto». Gli altri settori nei quali i volontari forniscono il loro contributo sono più mirati. Prosegue la coordinatrice del Servizio: «Abbiamo figure impegnate nei servizi amministrativi – fiduciario, puntuale e per la dichiarazione d’imposta – come pure nel supporto delle équipe nei centri diurni terapeutici (per persone affette da demenze) e in quelli socio-assistenziali, per supportare durante un’attività oppure conversare con gli ospiti che non vi prendono parte. Infine, ci sono volontari che accompagnano gruppi di partecipanti autonomi in vacanze organizzate fungendo da punto di riferimento sul posto e per familiari».
A tutti i volontari e le volontarie Pro Senectute Ticino e Moesano offre ogni anno un programma gratuito di formazione non obbligatoria. «Sono incontri di interesse generale ripartiti su tutto il territorio – precisa Giuliana Chiauzzi – che favoriscono la crescita personale, l’approfondimento di alcune tematiche legate alla geriatria e la riflessione sulla figura del volontario. Facilitano inoltre la conoscenza e lo scambio di esperienze fra i partecipanti. Siamo sempre attenti a proteggere e sostenere i volontari. Questa figura non si sostituisce ai professionisti del settore sociale e sanitario, così come deve essere consapevole dei propri limiti al fine di preservare il benessere personale».
I volontari di Pro Senectute attivi nella Svizzera italiana, secondo i dati del 2024, sono per circa due terzi donne e un terzo uomini, di età variabile con la fascia più numerosa corrispondente alle persone fra i 60 e i 70 anni. La coordinatrice del Servizio indica però un aumento dei giovani e soprattutto un impegno che si protrae nel tempo. L’ente ha bisogno di: sensibilità, costanza, rispetto, discrezione e tempo (da concordare a dipendenza della disponibilità) come indica sul suo sito internet.
Malgrado i volontari di Pro Senectute Ticino e Moesano siano numerosi, le richieste a livello di visite a domicilio superano le possibilità di soddisfarle, per cui esiste una lista di attesa. L’ente lancia quindi un appello a seguire l’esempio di Roberta Mascia e di tutte le altre persone che con regolarità si impegnano a favore di una generazione più o meno autonoma, ma sempre ricca di esperienze umane da condividere.
