Cosa succedeva quando sono nata, il 26 settembre 1976

by azione azione
10 Giugno 2026

Dalla Seconda ondata del femminismo agli unicorni, passando per il topless e l'abbronzatura integrale

Sono nata 50 anni fa, il 26 settembre 1976. Mi hanno detto che era domenica e che pioveva. Nascita bagnata, nascita fortunata? Della mia infanzia ricordo i tragitti casa-scuola a Loreto e le gite in bici lungo il lago con mia sorella. Mio figlio invece è nato il 4 dicembre 2010 con un sole meraviglioso. (Lorenza Bertoli)

Cara Lorenza, tornando indietro di 50 anni grazie al nostro archivio ci immergiamo in un clima di fermento culturale e politico. Si parla tanto di donne nell’edizione del 23 settembre 1976, a partire dalla loro condizione nella vicina Penisola: «Nascere donna in Italia è un grave infortunio come nascere negri in Sudafrica o in Louisiana. Gli italiani (maschi) così tolleranti verso i cittadini stranieri di altre razze, diventano profondamente razzisti (…) verso le connazionali ed anche le ospiti straniere». Nonostante voti dal 1946 e possa essere eletta anche alle più alte cariche dello Stato, la donna «rimane un cittadino di seconda categoria», «un essere senz’anima e senza personalità, da offendere, maltrattare e violentare se le circostanze lo permettono». Nell’articolo si accenna poi al delitto d’onore e alla colpevolizzazione mediatica delle vittime.

In Svizzera c’è poco da rallegrarsi, aggiungiamo noi: il voto alle donne arriva solo nel 1971,  l’articolo costituzionale sulla parità nel 1981 e nel 1988 la revisione del diritto matrimoniale sancisce finalmente l’uguaglianza tra coniugi (prima era il capo famiglia a decidere su lavoro, domicilio e finanze). Solo nel 1992 lo stupro viene riconosciuto anche all’interno del matrimonio… Comunque si reagisce, cara Lorenza: è il periodo della cosiddetta Seconda ondata del femminismo (tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta). Si va oltre la rivendicazione dei diritti di base, mettendo in discussione l’intera organizzazione della vita quotidiana e dei rapporti sociali. L’idea è che «il personale è politico»: esperienze private come matrimonio, maternità e lavoro domestico riflettono disuguaglianze da superare.

Una ventata di libertà

Su «Azione» troviamo un’intervista a una delle figure chiave di quella corrente: la scrittrice e attivista statunitense Betty Friedan (1921-2006), famosa per il libro La mistica della femminilità. Le donne – dice – «non possono in nessun modo mostrare capacità cosiddette maschili e per gli uomini è ritenuto una vergogna mostrarsi teneri e sensibili. Questo tipo di polarizzazioni ci impedisce di svilupparci come esseri umani completi e costituisce un impoverimento notevole».

Nella stessa edizione leggiamo anche un articolo più leggero, ma capace di cogliere il clima di cambiamento e una certa voglia di libertà. Si intitola «I seni più dei gioielli» e parla delle mode che scatenano il panico tra commercianti e fabbricanti di costumi da bagno: il «topless» e «l’abbronzatura integrale, che si va diffondendo sempre di più in Paesi come la Francia, la Repubblica federale tedesca (siamo in piena Guerra fredda, ndr.) e i Paesi scandinavi». Di pari passo cresce anche il giro d’affari per estetisti, massaggiatori e «specialisti di chirurgia estetica».

Il maschio è più bello

Sempre sul filo dell’estetica, lo stesso giornale cambia registro e ci porta altrove: «(non se la prendano le femministe)… il maschio è sempre più bello, ornato, grande e possente, con code, creste, barbigli e speroni negli uccelli, corna e criniere nei mammiferi». Si tratta di un articolo sulla caccia! La stagione del 1976 inizia proprio il giorno del tuo compleanno. «In rapporto alla popolazione la nostra percentuale è tra le più elevate al mondo: un cacciatore ogni trenta abitanti, come l’Italia e la Grecia».

Dagli animali selvatici passiamo infine a quelli immaginari: gli unicorni, in onore di tuo figlio. Nell’edizione del 6 dicembre 2010 – vicina al suo compleanno – si racconta di una pittrice d’avanguardia, Camomile Hixon, che a Manhattan affigge duemila manifesti offrendo una ricompensa per il suo unicorno smarrito. Il risultato, grazie anche ad alcuni blog che riportano la notizia: migliaia di chiamate da 46 Stati Usa e 32 Paesi diversi. Largo agli unicorni dunque, capaci di stupire, divertire e regalare una via di fuga magica da crisi e stress.

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