Accompagnare i bambini alla scoperta del mondo

by azione azione
27 Maggio 2026

L’associazione Alleanza Infanzia ha presentato una nuova pubblicazione per chi lavora a stretto contatto con loro

Se i primi mille giorni di vita di un essere umano sono fondamentali quale base per un sano sviluppo complessivo della persona, l’importanza di crescere e apprendere in maniera armoniosa non viene meno negli anni successivi. Un’educazione di qualità fa capo a fondamenti incentrati sui diritti e sui bisogni dei bambini. Questi ultimi vivono sempre più fin da piccolissimi in molteplici ambienti di vita chiamati a tradurre in pratica questi fondamenti. A livello nazionale esiste dal 2012 per i professionisti del settore ma con valenza più ampia un documento pedagogico di riferimento di cui è apparsa di recente una nuova versione. Si tratta del Quadro d’orientamento per l’educazione dell’infanzia, pubblicato dall’associazione svizzera Alleanza Infanzia e che presenta importanti novità. Le illustra Elena Ganzit, psicologa e pedagogista, autrice della nuova versione originale in italiano, frutto di un confronto a livello nazionale unito alle specificità della Svizzera italiana.

L’edizione pubblicata a fine 2025 riflette le trasformazioni che hanno interessato la società negli ultimi anni come pure la necessità di insistere sui bisogni evolutivi di bambine e bambini evidenziando le basi concettuali di un’educazione di qualità. «Al centro del documento – spiega l’autrice – vi è una visione globale dell’educazione, ossia una prospettiva integrata che prende in considerazione tutte le esperienze di vita del bambino. Rispetto alla prima edizione, che si occupava dei bambini da 0 a 4 anni e quindi soprattutto del lavoro negli asili nido, il nuovo documento amplia la fascia d’età da 0 a 12 anni ed estende i contesti di vita (innanzitutto il settore parascolastico). Nella prima parte del testo si trovano le basi (Fondamenti). Oltre che sui diritti (Convenzione ONU sui diritti del fanciullo) e sui bisogni dei bambini, l’accento è posto sullo sviluppo e sull’apprendimento quali processi globali e sociali. Gioco, esplorazione e sperimentazione sono dimensioni importanti di questi processi, così come è essenziale integrare fra loro forme di apprendimento individuale, relazionale e di gruppo». In estrema sintesi i bambini hanno bisogno di un ambiente accogliente, rassicurante e inclusivo nel quale essere parte attiva e imparare con piacere attraverso esperienze concrete diversificate interagendo con gli adulti di riferimento e tra pari.

Il Quadro d’orientamento per l’educazione dell’infanzia non è però solo un documento teorico che analizza in maniera accurata lo sviluppo dei bambini. Offre anche Principi guida (seconda parte) e Pratiche educative (terza parte) da mettere in atto a livello di ambiente, comunità di apprendimento e collaborazione con le famiglie. «L’azione pedagogica – chiarisce Elena Ganzit – dovrebbe essere orientata secondo cinque principi guida validi in ogni tipo di ambiente nel quale i bambini vengono educati. Per quanto riguarda le Pratiche, il capitolo dedicato alle transizioni, da progettare e accompagnare per facilitarne la riuscita, valorizza nelle tre versioni la consolidata esperienza ticinese su questo tema. I cambiamenti costituiscono momenti importanti e delicati nel percorso di crescita, ma se ben gestiti possono anche essere valorizzati e trasformati in opportunità di apprendimento. Al termine di ogni capitolo di questa parte abbiamo inserito una serie di domande per orientare la riflessione in modo da promuovere un lavoro pedagogico di elevata qualità. Il documento non è a carattere direttivo ma rappresenta, come lo indica il nome, un quadro d’orientamento che offre pertanto anche spunti per sviluppare ulteriori considerazioni».

L’autrice sottolinea ancora il carattere dinamico del documento, «strumento che può essere consultato anche per capitoli. Come l’edizione precedente, aggiornata nel 2016, sarà accompagnato da pubblicazioni tematiche corredate da un maggior numero di esempi. Quest’anno sono previste quelle dedicate all’educazione linguistica precoce e al gioco. Un altro tema presente nel Quadro d’orientamento e che ci si augura possa essere affrontato in maniera più mirata concerne i media digitali, il cui impatto sulla vita dei bambini ai tempi della prima edizione era di gran lunga minore».

La presentazione a professionisti ed enti del settore educativo e sociale, avvenuta lo scorso aprile a Bellinzona nell’ambito dell’incontro Piattaforma Infanzia, ha riscosso ottimi riscontri, facendo emergere l’auspicio di ampliare la cerchia dei destinatari coinvolgendo anche il settore scolastico e, più in generale, i professionisti a contatto con i bambini tra cui i pediatri. Il documento, elaborato sotto la direzione dell’Istituto Marie Meierhofer per il bambino (MMI) di Zurigo e sostenuto fra gli altri dal Percento culturale Migros, ha richiesto due anni di lavoro. L’obiettivo: garantire una visione nazionale pedagogica, psicologica e sociologica uniforme tenendo però presente la rappresentatività territoriale. Globalmente la versione italiana si distingue, assieme a quella francese, per un approccio più articolato. Le tre autrici – oltre a Elena Ganzit (Laboratorio di ingegneria dello sviluppo Schürch), Annika Butters del MMI per la versione tedesca e Dominique Golay (Alta scuola del lavoro sociale e dalla salute di Losanna) per quella francese – si sono confrontate fra loro accompagnate dal Comitato direttivo e da un Gruppo di risonanza composto da professionisti di diversi settori. Per Alleanza Infanzia il documento costituisce pure un mezzo per agire a livello culturale e politico a beneficio dell’infanzia. Nel Quadro d’orientamento è infatti citato il bisogno dei bambini di servizi di sostegno alla genitorialità e di reti per le famiglie. Queste ultime non figurano fra i destinatari primari del documento, concepito per i professionisti, ma il loro ruolo fondamentale nell’educazione dei figli emerge a più riprese.

La prima edizione, pubblicata dalla Commissione svizzera per l’UNESCO e la Rete svizzera per la custodia dei bambini, colmava una lacuna a livello di indicazioni pedagogiche per il lavoro professionale con i bambini e l’attività educativa prescolare. Oggi Alleanza Infanzia (fondata nel 2020), dopo aver assunto la responsabilità del documento, lo presenta come «una base concettuale solida, fondata scientificamente e validata nella pratica». In questo documento i professionisti dell’educazione e tutti gli attori interessati possono trovare molteplici informazioni e spunti per assicurare ai bambini l’ambiente, le esperienze e le relazioni adeguati per crescere e svilupparsi al meglio delle loro potenzialità.