Mondoverde: una selezione di specie meno note per coprire muri, pergolati e facciate, con fioriture insolite e profumi inattesi
Se penso ai rampicanti, devo ammettere di essere senza alcun dubbio una fan del gelsomino sempreverde o falso gelsomino, Trachelospermum jasminoides, per via delle sue tante qualità , ma a volte è anche bello andare alla ricerca di vere e proprie chicche vegetali meno note tra quelle in grado di nascondere o ingentilire muri e facciate. Vi garantisco che vi sono alcune piante rampicanti che vale proprio la pena coltivare, allungandole magari fino a rivestire archi o incorniciare portoni e finestre.
La prima che vi propongo è Akebia quinata: predilige zone a mezz’ombra, arriva dall’estremo oriente e fu importata prima negli Stati Uniti, intorno al 1850 e successivamente in Europa, dove viene chiamata in Inghilterra chocolate vine (liana del cioccolato), per via della fragranza dei suoi fiori. Si arrampica in fretta raggiungendo i cinque-sei metri d’altezza, grazie ai fusticini che produce, i quali rimangono sottili e flessuosi anche dopo anni.
Decidua, ha foglie composte da altre cinque foglioline simili alle dita di una mano e fiori numerosi, portati su racemi penduli dal color rosa violaceo, che sbocciano tra maggio e giugno. Sulla stessa pianta si trovano fiori maschili, più piccoli, e femminili, dalle dimensioni maggiori, ma che sono autosterili tra loro; serve quindi piantare due Akebie vicine per permettere l’impollinazione e la comparsa dei frutti. Questi ultimi sono bacche lunghe dieci-quindici centimetri, con buccia dura. Non sono molto conosciuti alle nostre latitudini, ma in altre zone, come il continente asiatico e in particolare in Giappone, sono apprezzati per via della polpa dolce.
È peraltro di gradevole impatto anche la varietà «Alba», che si distingue dalla specie madre per via dei fiori bianchi con le antere violette.
Cambiando genere, può essere interessante sapere che ci sono anche delle clematidi insolite, e tra queste vi segnalo una vera e propria perla: Clematis urophylla «Winter Beauty». Rientra nel gruppo non troppo vasto delle piante a fioritura invernale, e ha anche il pregio di essere una sempreverde, per cui è apprezzabile anche in estate. I suoi fiori si schiudono tra dicembre e gennaio, con vistosi petali bianchi e cerosi, riuniti in mazzetti ricadenti. Per averla sempre in splendida forma, trovatele una posizione accanto a un muro, in modo che resti riparata dalle correnti fredde e dal sole cocente. La base di questa pianta rispetta le regole valide per tutte le clematidi: piedi in ombra e testa al sole, quindi è utile proteggere le sue radici con un arbusto basso, ad esempio un’azalea o una Daphne.
Anche tra i gelsomini si possono trovare piante insolite, come succede con Jasminum beesianum, dai bei fiori rosa. È originario del Tibet, per cui resiste al freddo e al gelo, fino a – 20°C; fiorisce da aprile fino alla tarda estate, ed è rigoglioso tanto da arrivare ad allungarsi fino a raggiungere i cinque metri. Dal colore rosa intenso, i suoi boccioli sono anche profumati; presenta foglie semipermanenti e lo si pianta in pieno sole.
Potete abbinarlo a un’altra rampicante curiosa, il kiwi Actinidia kolomikta, dalle foglie caduche, verdi e dalla punta rosa intenso o bianca. Raggiunge anch’essa i cinque metri, si riempie di piccoli fiori candidi e profumati tra giugno e luglio; viene utilizzata per coprire pergolati come il suo più classico parente, il kiwi dalla foglia totalmente verde, ma ha il vantaggio di essere più appariscente.
E infine mi sono tenuta una vera pianta inconsueta, conosciuta da pochissimi: l’astro rampicante, Ampelaster carolinianus. Mostra rami lunghi fino a due metri, in grado di crescere sopra a recinzioni o strutture, invadendoli letteralmente con i suoi numerosi fiori autunnali rosa violacei e fragranti. Di origine americana, della Carolina, lo si coltiva in pieno sole o a mezz’ombra in terreni fertili, resistendo fino a -15 °C. Ha foglie strette e decidue, steli erbacei che vanno potati dopo la fioritura per contenere la sua vegetazione esuberante.
