Esce in questi giorni un film di James Cameron intorno alla poliedrica artista americana
Che in questi ultimi anni Billie Eilish sia riuscita a creare un legame autentico con il proprio pubblico è risaputo ed evidente. Lo confermano le vendite dei suoi dischi e soprattutto lo dicono i sold-out dei suoi show in tutto il mondo. Ma con il nuovo film-concerto Billie Eilish – Hit Me Hard and Soft: The Tour (Live in 3D) riusciamo a conoscere qualcosa di più, andando a fondo del significato di questo suo essere, ad appena ventiquattro anni, icona di un’intera generazione. Il film-concerto, nei cinema di tutto il mondo dallo scorso 7 maggio, è infatti un’esperienza musicale e cinematografica unica nel suo genere per molti motivi. Prima di analizzarli è necessario segnalare un nome enorme, che c’è dietro a questo lavoro. È quello di James Cameron, che ha diretto il film con la stessa Billie Eilish. I due Premi Oscar hanno voluto lavorare fianco a fianco per presentare al pubblico un prodotto che fosse più della semplice trasposizione cinematografica di un concerto. E la missione è riuscita.
Le riprese sono state effettuate durante alcune tappe dell’ultimo Hit Me Hard and Soft: The Tour nel Regno Unito e in Arizona. Il tour è partito dopo l’uscita del terzo album di Billie Eilish, Hit Me Hard and Soft, che include Wildflower, brano con cui l’artista e il fratello, il musicista e produttore Finneas, hanno vinto il premio Song of the Year alla 68esima cerimonia dei Grammy. Le riprese sono state effettuate durante alcune date dell’ultimo Hit Me Hard and Soft: The Tour nel Regno Unito e in Arizona. In totale sono stati 106 i concerti, tenuti dalla cantante nel corso di una tournée iniziata nel settembre del 2024 e terminata nel novembre del 2025. Insomma: il materiale artistico in questo film-concerto è amatissimo in tutto il mondo e, come accade per ogni cosa che tocca Billie Eilish, è apprezzato in egual misura da pubblico e critica.
La pellicola ci permette di godere in maniera inedita del suo talento. Oltre alle esibizioni sul palcoscenico, vediamo Billie Eilish nel dietro le quinte; la seguiamo mentre si prepara a incontrare la sua gente e ascoltiamo alcune sue confessioni a James Cameron. Questo continuo mix di live e backstage restituisce al pubblico l’emozione dello show e l’urgenza comunicativa dell’artista. A rendere il progetto valido è la tecnologia utilizzata. Le focali da 800mm utilizzate da James Cameron ci permettono di vedere da vicinissimo la cantante sul palco, anche quando la ripresa è realizzata da molto lontano. Poi, le videocamere 3D compatte montate su alcuni strumenti utilizzati direttamente sul palcoscenico (anche dalla stessa artista) regalano immagini a tutti gli effetti immersive.
L’impianto tecnico 3D in realtà virtuale – sviluppato grazie alla collaborazione di Cameron con Meta Platforms e Lightstorm Vision – dimostra che andare a vedere un concerto al cinema non è un’attività riservata ai fanatici di un artista; se il film è realizzato con l’utilizzo di tecnologie come queste e se è ideato con tale cura e attenzione, è semplicemente un’esperienza differente, che permette di notare meglio dettagli e significati, impossibili da scorgere quando si è entusiasti tra il pubblico.
Insomma, il punto di vista dal quale assistiamo all’energia contagiosa e al talento di Billie Eilish è unico; la stessa cosa accade quando vediamo i numerosi primi piani dei fan nel pubblico. Sembra di essere lì tra loro, mentre ci si sente raccontati dalle canzoni di Billie Eilish, vera paladina delle nuove generazioni. Niente potrà mai sostituire l’esperienza reale come spettatori in un palazzetto, in un teatro o in uno stadio. Ma la tecnologia ci apre a nuove possibilità . E questo film-concerto lo dimostra, in maniera affascinante e senza dubbio coinvolgente.
