Scommettere su lavoro e salari in ripresa

by azione azione
11 Febbraio 2026

Daron Acemoglu è un professore di economia del MIT, il famoso Massachusetts Institute of Technology, una delle migliori università tecniche del mondo e tra le prime cinque per quel che riguarda l’insegnamento dell’economia. Per le sue ricerche sul rapporto che corre tra istituzioni democratiche e prosperità ha ricevuto, qualche anno fa, il premio Nobel di economia. Di recente ha scritto per il «Financial Times» un interessante articolo nel quale, partendo dal successo di Zohran Mamdani nell’elezione al sindacato di New York, precisa le quattro condizioni che devono essere soddisfatte perché la democrazia liberale, che per lui è l’unica forma politica accettabile, torni a prevalere negli Stati Uniti.

Si tratterebbe di ristabilire quella prosperità condivisa che aveva caratterizzato lo sviluppo degli Stati Uniti, dall’inizio del secondo dopoguerra mondiale sino agli anni Settanta, e che si è indebolita non da ultimo per effetto della rivoluzione digitale. Per far questo occorre in primo luogo che il partito democratico torni a comunicare con gli elettori facendo eleggere rappresentanti che abbiano fascino e carisma come Mamdami. In secondo luogo deve tornare a preoccuparsi dei problemi dei lavoratori: disoccupazione, salari e costo della vita. Il segreto del successo di Mamdami è di aver messo al centro della sua campagna il costo della vita a New York, diventato ormai insostenibile, non solo per le classi più povere, ma anche per una parte delle classi medie. Tuttavia, sostiene Acemoglu, ai democratici non basterà rioccuparsi delle difficoltà dei lavoratori delle metropoli per tornare al potere a Washington. Per far questo bisogna che tornino a farsi carico anche dei problemi dei lavoratori delle regioni più periferiche degli Stati Uniti. Si tratta degli elettori delle regioni minerarie o di vecchia industria. Essi necessitano di trovare un lavoro stabile e di ricevere un salario decente. Acemoglu pensa che la sinistra americana, guidata sempre più da professionisti con formazione accademica, non abbia notato che, nell’età del computer, stava perdendo di vista la classe lavoratrice che, fino ad allora, aveva sempre votato per il partito democratico. La terza condizione per tornare al potere sarebbe dunque quella di riavvicinarsi a questi lavoratori.

L’ultima condizione formulata dall’esperto è che chi vuole accedere e mantenersi al Governo del Paese deve tener fede alle promesse che fa. Da questo punto di vista il caso Mandami, pensa Acemoglu, non promette niente di buono. Nella sua campagna elettorale il nuovo sindaco di New York ha fatto infatti promesse che non potrà mantenere perché essenzialmente gli verranno a mancare le risorse finanziarie necessarie per farlo. Fin qui la predica di Acemoglu non contiene proposte veramente nuove e originali. Ma, nella conclusione, il suo discorso diventa veramente interessante. Acemoglu suggerisce infatti alla sinistra americana di non concentrarsi solo su politiche di redistribuzione del reddito, ma di rivendicare invece un aumento permanente dei salari. La storia insegna, sostiene il premio Nobel del MIT, che solo una solida crescita dei salari e una creazione sostenuta di posti di lavoro può assicurare la condivisione della prosperità. Per poter soddisfare questo obiettivo, però, sarà necessario adottare provvedimenti e politiche che promuovano la produttività.

Acemoglu è convinto che per conseguire questo obiettivo l’Intelligenza artificiale può essere di aiuto, a condizione però che non venga applicata solo per incrementare processi di automazione che eliminano posti di lavoro. Ci si può chiedere se l’analisi di Acemoglu valga anche per i Paesi europei. Noi pensiamo di no. Mentre nuove opportunità di lavoro e salari reali in aumento potrebbero bastare ai democratici americani per ritornare al potere, in Europa ci vorrà dell’altro. Per attenuare le difficoltà della sua popolazione invecchiata, l’Europa deve infatti trovare soluzioni che le consentano di continuare a finanziare le istituzioni dello Stato sociale, come le pensioni e le casse malati obbligatorie. In Europa, quindi, la politica di redistribuzione, in favore più dei pensionati che di chi lavora, ha una valenza maggiore per i partiti di sinistra che non negli Stati Uniti. Ma nello stesso tempo riavvia il conflitto generazionale e spinge i giovani a votare per i partiti di destra.