Dalla Germania agli Usa: il nuovo asse della destra dura

by azione azione
29 Dicembre 2025

Alternative für Deutschland (AfD) è il partito dell’estrema destra tedesca che fu fondato nel 2013 per ragioni puramente economiche: era contro l’euro, e contro «gli spendaccioni» del sud europeo, nel momento in cui scoppiava la crisi greca che avrebbe portato l’Ue per la prima volta di fronte alla possibilità concreta della fuoriuscita di un suo Stato membro. L’AfD nasce quindi come un partito di rigore dei conti euroscettico ma poi il 2015 non ha portato solo il dramma della Grexit, bensì anche l’arrivo di centinaia di migliaia di immigrati, accolti dall’allora cancelliera conservatrice Angela Merkel in nome di una solidarietà umanitaria che oggi – a destra, almeno – non esiste più. Da lì in poi l’AfD abbandona la questione euro e abbraccia la retorica anti-immigrazione, con connotazioni xenofobe e razziste, fino ad attrarre anche i rimasugli del mondo nazista. Ciò che non è mai cambiato è l’inclinazione geopolitica dell’AfD: zero atlantismo (e fuori dalla Nato) e molto filorussismo, anche perché è un partito radicato in particolare nella Germania dell’est, che progressivamente ha iniziato a considerare l’unione con l’ovest come rancore e che è il trampolino di lancio per l’avventura nazionale dell’AfD, (pari nei sondaggi con il partito del cancelliere Friedrich Merz). È per questo che il coleader dell’AfD, Tino Chrupalla, va ripetendo, dopo quattro anni di aggressione russa all’Ucraina e con i servizi segreti tedeschi (e di tutta Europa) che danno per certo e imminente un attacco russo anche ai Paesi dell’Ue: «Putin a me non ha fatto nulla». È per questo che i deputati dell’AfD vanno spesso in Russia; è per questo che il partito è accusato di aver presumibilmente accettato denaro russo (e cinese). Nel marzo 2026 si vota nel Baden-Württemberg e nella Renania-Palatinato: l’AfD deve cercare di colmare il distacco di 8-10 punti percentuali dalla Cdu di Merz, ma in ogni caso, secondo alcuni studi, la quota massima di voti che può sperare di ottenere è del 30% e il sistema tedesco di fatto impedisce Governi monopartitici.

Quindi l’AfD deve abbattere il cordone sanitario tracciato dagli altri partiti che non vogliono collaborare con l’estrema destra e l’unico modo che ha è di approfondire le divisioni dentro gli altri partiti e poi insinuarsi come alternativa per gli elettori scocciati. Ed è qui che entrano in gioco i trumpiani e in particolare i Maga, gli unici americani che scalfiscono l’anti-atlantismo radicato nel partito. Alice Weidel, coleader dell’AfD, era felicissima a febbraio quando il vicepresidente degli Usa J. D. Vance – dopo il suo celebre discorso contro gli europei illiberali che censurano l’estrema destra – l’ha incontrata a Monaco, e quando l’uomo più ricco del mondo, Elon Musk, allora ancora coinvolto attivamente nell’Amministrazione Trump che ha aiutato a portare alla Casa Bianca, ha fatto campagna per lei nelle elezioni tedesche di quel mese. Da allora un flusso costante di rappresentanti dell’AfD e influencer dell’estrema destra come la 25enne Naomi Seibt, che ha chiesto asilo politico negli Stati Uniti per le minacce che riceve in Germania, hanno fatto il pellegrinaggio in America, costruendo un nuovo asse transatlantico dell’estrema destra. Il documento sulla Strategia di sicurezza nazionale dell’Amministrazione Trump, che indica i «partiti patriottici europei» come gli alleati dell’America e dichiara l’obiettivo di «coltivare la resistenza» contro il declino illiberale dei Paesi europei, è stato accolto come un segnale. All’inizio di questo mese una delegazione di circa venti deputati dell’AfD è andata a Washington e New York per cementare i contatti con i Maga: il portavoce per la politica estera del partito, Markus Frohnmaier, che è anche il candidato dell’AfD nelle elezioni del Baden-Württemberg, ha ricevuto un premio dal Young Republican Club, con tanto di slogan collettivo «AfD über alles», di inequivocabile ispirazione nazista.

L’AfD vuole essere il pivot europeo della strategia anti-europea del trumpismo, sgomita per prendersi tutte le attenzioni e così battere la concorrenza di altri partiti, come i lepenisti francesi e il brexitaro nazionalista Nigel Farage, perché l’investitura trumpiana può essere molto rilevante dal punto di vista elettorale, soprattutto ora che la minaccia russa impone scelte strutturali a tutta l’Europa. Al Cremlino, intanto, tra un piano di guerra e l’altro, brindano.