Scoprire il Ticino attraverso la sua architettura

by azione azione
14 Ottobre 2026

La seconda edizione di Open House Ticino si terrà sabato 24 e domenica 25 ottobre

Entrare in una casa, una scuola o un altro edificio, osservare e percepire gli spazi, le aperture, i dettagli della sua progettazione e realizzazione. Nulla più dell’esperienza diretta permette di comprendere e apprezzare l’architettura. Questa opportunità è piuttosto rara, soprattutto per quanto riguarda le costruzioni private. È quindi un’occasione preziosa quella offerta da Open House Ticino i prossimi sabato 24 e domenica 25 ottobre. Giunta alla seconda edizione, la manifestazione è organizzata dall’omonima associazione che fa parte del movimento internazionale Open House, già presente in alcune città svizzere. In Ticino si propone sull’insieme del territorio dove apriranno le porte gratuitamente una settantina di edifici di epoche diverse. Professionisti e volontari saranno sul posto per assicurare visite guidate e spiegazioni.

Open House Ticino è un evento che, pur essendo espressione di un label internazionale, ha le sue specificità. Le spiega ad «Azione» l’architetta e presidente dell’associazione Ludovica Molo: «La nostra candidatura ha preso in considerazione il Ticino come regione, mentre il brand in genere è legato a città con oltre 400mila abitanti. Nella prima edizione dell’anno scorso ci siamo concentrati sulle città ticinesi aggiungendo le zone di Rancate e Monte Carasso. Questo focus nell’edizione 2026 si è spostato a Riva San Vitale, Ascona, Losone, Maggia e Biasca, contribuendo a coprire in modo sempre più capillare il territorio e facilitando nel contempo gli spostamenti dei visitatori. La Città-Ticino offre esempi di Baukultur (cultura dell’ambiente costruito) di notevole interesse che meritano di essere conosciuti. La tradizione in questo campo è d’altronde secolare e ha già beneficiato di grande visibilità, ad esempio negli anni Ottanta del secolo scorso. Attraverso questo label internazionale desideriamo tornare a valorizzare questo patrimonio e mostrare che anche oggi nel nostro cantone esiste un’archiettettura di qualità». Il pubblico può quindi confrontarsi in maniera ludica – sono previsti anche programmi per bambini e scolaresche – con edifici contemporanei senza per questo rinunciare a preziose testimonianze storiche. «È questa un’altra caratteristica di Open House Ticino – prosegue la presidente – perché la lista degli edifici comprende in ogni zona costruzioni recenti così come testimonianze del passato recente e lontano. Favorire l’esperienza fisica di una visita significa sensibilizzare il pubblico affinché si impegni nella protezione di questi beni e nella promozione di nuove costruzioni di qualità».

Il programma delle due giornate di Open House Ticino (pubblicato sul sito www.openhouse-ticino.org) prevede tre tipologie di visite a dipendenza dell’accessibilità degli spazi. Le visite su prenotazione con un numero massimo di partecipanti prestabilito richiedono una registrazione online con scelta del turno, mentre visite senza prenotazione sono possibili laddove è prevista un’apertura in fascia oraria definita ma sempre con un numero massimo di partecipanti. Infine in altri edifici è consentito l’accesso libero durante una fascia oraria prestabilita nella quale è comunque presente una guida per fornire informazioni.

Il ruolo delle guide è importante, come dimostrano le oltre novanta visite guidate organizzate l’anno scorso. In questo ambito forniscono il loro contributo architetti (laddove possibile i progettisti dell’edificio che apre le sue porte), guide professioniste, storici e storici dell’arte, coadiuvati da decine di volontari. «La comunità dei volontari è molto motivata» – afferma la nostra interlocutrice. «Ognuno di loro segue una formazione e diventa ambasciatore del valore di questi luoghi di vita». A livello di partecipazione, Open House Ticino ha registrato nella prima edizione un successo oltre le aspettative con più di duemila visitatori in una sessantina di edifici.

Quest’anno siamo a quota settanta edifici fra i quali figurano ad esempio a carattere storico Casa Cavalier Pellanda a Biasca, la masseria Cuntitt a Castel San Pietro o ancora la Casa d’arte Miler a Capolago. Per quanto riguarda l’architettura più recente, saranno aperte diverse abitazioni private come Casa Bianchi a Riva San Vitale, Casa a Sonvico, Casa agli orti a Locarno, Casa Snider a Verscio e Attico 1077 a Bellinzona.

A portare in Ticino Open House sono stati tre enti: l’Istituto Internazionale di Architettura, centro di cultura urbana con sede a Villa Saroli a Lugano, CCP Cities Connection Project e FAI Swiss. Il primo è diretto dalla stessa Ludovica Molo e ha appena concluso l’organizzazione della sesta Biennale svizzera del territorio. Il secondo è un ponte tra le città e la loro architettura creato dagli architetti Nicola Regusci e Xavier Bustos, partendo dalle rispettive città di origine (Lugano e Barcellona). I loro progetti interessano annualmente anche l’Istituto Internazionale di Architettura. L’interscambio è pure al centro dell’attività di FAI (Fondo Ambiente Italiano) Swiss che preserva e valorizza il patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico.

A livello nazionale Open House è presente da dieci anni a Zurigo, che ha inaugurato l’attività in Svizzera, seguita da Basilea nel 2018 e Berna nel 2024. Le origini dell’evento risalgono al 1992, quando Victoria Thornton concretizzò la sua visione a Londra, favorendo l’esplorazione, il dialogo e la partecipazione attiva dei cittadini. Oggi il network conta oltre sessanta organizzazioni nel mondo in tutti i continenti. Ogni anno vengono organizzati anche festival, programmi educativi e momenti di confronto. Open House Ticino da parte sua aderisce alle Jane’s Walk (passeggiate urbane guidate) a maggio e alle Giornate europee del patrimonio a settembre, oltre a organizzare su richiesta visite guidate per gruppi.

Scoprire il Ticino attraverso la sua architettura è l’invito rivolto al pubblico che ha dimostrato nella prima edizione interesse sia a livello locale, sia nel resto della Svizzera e all’estero. Particolare attenzione è rivolta in questo senso all’Italia, dove Open House è una realtà a Milano, Torino, Roma e Napoli. Il comitato dell’associazione ticinese crede molto nel lavoro di squadra sia al suo interno sia nell’ambito di collaborazioni esterne. In Open House vede un valido strumento per promuovere la qualità dell’architettura e favorire la cultura dell’ambiente costruito, perché permette di rivolgersi con immediatezza a un pubblico eterogeneo fungendo da aggregante fra i professionisti, i committenti, i cittadini e non da ultimo le autorità attraverso i comuni dove sorgono gli edifici visitabili.