«Le forme di socializzazione stanno cambiando»

by azione azione
30 Settembre 2026

Il nuovo studio annuale di Pro Senectute condotto a livello nazionale è dedicato alle relazioni nella terza età: oltre un terzo delle persone con più di 60 anni sente qualche volta la mancanza di compagnia

Stare in compagnia, divertirsi insieme, discutere alla pari, scambiarsi gesti d’affetto, condividere intimità e sessualità. Le sfumature delle relazioni sono numerose, variano in intensità e vanno oltre questi esempi. Tutte rispondono però a un forte bisogno dell’essere umano, bisogno da poter soddisfare a qualsiasi età. Ecco perché lo studio annuale di Pro Senectute Svizzera, i cui risultati sono pubblicati oggi, è dedicato quest’anno alle «Relazioni nella terza età». Questa fascia d’età, pur essendo ancora ben integrata nella società, è più esposta al rischio di solitudine, in particolare in mancanza di un partner o se dispone di un reddito basso. Nel complesso oltre un terzo delle persone sopra i 60 anni sente qualche volta la mancanza di compagnia. Lo studio viene quindi a confermare l’importanza del ruolo della Fondazione nel promuovere opportunità di incontro di facile accesso e in sintonia con i desideri delle persone anziane. Anche sul territorio ticinese le offerte innovative crescono con grande successo.

In quest’ottica domani 1. ottobre, Giornata internazionale delle persone anziane, Pro Senectute Ticino e Moesano inaugura nella sede regionale di Porza (dalle 10 alle 13) un ciclo di cineforum dedicato alle relazioni affettive nella terza età. Partendo dalla visione del film Le nostre anime di notte – interpretato da Robert Redford e Jane Fonda – viene offerto uno spazio di parola per porre domande e condividere riflessioni. La relazione dei due protagonisti del film nasce infatti dal bisogno concreto di non essere soli durante la notte, momento delicato caratterizzato da elementi che accentuano il senso di isolamento: il buio, il silenzio, i pensieri della giornata. L’evento, gratuito ma su prenotazione, sarà riproposto il 16 dicembre (13.30-17) a Mendrisio e il 20 gennaio (13.30-17) a Muralto sempre nelle sedi regionali di Pro Senectute. Ad animare gli incontri sarà la psicologa ed esperta in sessuologia Francesca Ravera, responsabile del Servizio Promozione qualità di vita di Pro Senectute Ticino e Moesano.

L’esperienza di Francesca Ravera a diretto contatto con le persone anziane e la visione di Paolo Nodari, direttore di Pro Senectute Ticino e Moesano, riflettono quanto evidenziato dallo studio a livello nazionale. Chi vive in coppia – secondo l’indagine il 71% delle persone dai 60 anni in su, di cui la maggior parte da decenni – non sente quasi mai la mancanza di compagnia. Così risponde infatti il 69% delle persone sposate, percentuale che scende al 51% tra i vedovi. Sempre secondo lo studio «anche i divorziati e le persone separate riferiscono molto più spesso di provare sentimenti di emarginazione». Per Francesca Ravera questi dati sono un’evidenza che emerge con regolarità dai diversi incontri organizzati dall’ente. Precisa al riguardo: «Il cineforum permette di partire da una situazione esterna nella quale proiettarsi per giungere poi a parlare di se stessi. I partecipanti si esprimono in modo aperto e autentico, manifestando non solo il bisogno delle relazioni, ma anche un esplicito interesse per le medesime. Numerose persone sole hanno ancora il desiderio di investire in una relazione ritrovando un rapporto stretto fra pari». La psicologa evidenzia come le discussioni evolvano inoltre in riflessioni di più ampio respiro, ad esempio sui pregiudizi esistenti nella società, sulle capacità di quest’ultima (e sovente dei figli) di riconoscere e accettare le relazioni sentimentali degli anziani e sulla solitudine in generale. Le relazioni di coppia non sono l’unica risorsa sociale, pur rivestendo un ruolo significativo, perché a mantenere una vita sociale attiva dopo il pensionamento contribuiscono pure la famiglia, le amicizie, il vicinato, il volontariato e le associazioni.

Paolo Nodari da parte sua conferma che «le persone in età AVS oggi sono attive, autonome, interessate alla cultura, alla tecnologia, al movimento e alla vita sociale. Il nostro obiettivo di favorire il loro benessere e la loro partecipazione va pertanto declinato con offerte adeguate a queste caratteristiche. Oltre alla possibilità di tematizzare questioni come le relazioni affettive, proponiamo esperienze nuove e stimolanti quali la Disco 60+, che ha registrato finora il tutto esaurito, aperitivi con musica e trasferte oltre Gottardo, ad esempio per partecipare alla Suisse Disco 60+ a Zurigo, il più grande evento danzante dedicato agli over 60 in Svizzera».

«Abbiamo sempre dedicato attenzione alle relazioni ma ora sono diventate il focus di alcune nostre attività»

«Abbiamo sempre dedicato attenzione alle relazioni – aggiunge da parte sua Francesca Ravera – ma ora sono diventate il focus di alcune nostre attività. Le forme di socializzazione stanno cambiando, per cui accanto ad appuntamenti tradizionali come la tombola, introduciamo nuove formule nelle quali l’aspetto centrale non è più l’attività bensì la relazione. Le due serate di Disco 60+, organizzate per la prima volta quest’anno, hanno registrato il tutto esaurito con 220 persone per evento. Dopo due date a Lugano, a dicembre toccherà al Sopraceneri con la serata di martedì 15 (dalle 19.30) al Villaggio di Natale in Piazza del Sole a Bellinzona. Il medesimo riscontro degli aperitivi in musica, pure previsti in varie località del cantone, conferma che stiamo intercettando un bisogno reale. La partecipazione a questi eventi, organizzati in luoghi curati, rappresenta anche uno stimolo a curare il proprio aspetto, a prepararsi in maniera mirata, a valorizzare la propria persona. Chi magari tende a trascurarsi da questo punto di vista, in simili occasioni può ritrovare nello sguardo dell’altro il ricordo di chi era e cogliere l’incentivo per tornare a essere protagonista». I dati relativi a questi eventi confermano una partecipazione variata per età e genere.

Dallo studio di Pro Senectute Svizzera emerge però anche un altro dato interessante. «Circa la metà delle persone sole esclude a priori l’idea di una nuova relazione. La vita da soli in età avanzata è quindi spesso espressione di uno stile di vita autonomo e non è automaticamente sinonimo di solitudine». «Vivere soli e sentirsi soli sono due condizioni differenti – conferma la nostra interlocutrice – Ci sono persone che trovano il loro equilibrio pur vivendo da sole, per altre invece si tratta di una condizione subita e percepita come un peso. È soprattutto a queste ultime che ci rivolgiamo con le attività di socializzazione incentrate sulle relazioni. Pro Senectute parte sempre dall’ascolto dei suoi utenti trasformando le loro esigenze in nuovi progetti».

La solitudine intesa come mancanza di appartenenza è nemica della salute. Contrastarla nelle persone della terza età è una forma di prevenzione che passa da molteplici servizi. Pro Senectute assicura consulenza, luoghi di incontro, attività comuni per il tempo libero e sempre più eventi festosi al passo coi tempi in modo da poter rimanere in sintonia con la vita sociale a ogni età.