Ritratti che raccontano un mestiere antico

by azione azione
17 Giugno 2026

Il racconto-reportage di Blaise Hofmann ci porta nelle fattorie della Svizzera romanda

«Crescere in una fattoria è un regalo e questo libro forse non è altro che un tentativo di restituire una parte di quanto ricevuto». Così scrive Blaise Hofmann nel suo libro Il senso della terra nel quale esplora cosa significa fare i contadini e le contadine oggi in Svizzera (ed. Casagrande). L’autore parte proprio dalla sua infanzia trascorsa nella fattoria del padre e prima ancora del nonno a Villars-sous-Yens dove un tempo «la dote si stimava in base alle dimensioni del cumulo di letame davanti alla fattoria dei genitori». Ma non ha nulla di nostalgico la scrittura di Blaise Hofmann, classe 1978, autore di una quindicina di romanzi, pièce teatrali e libri per ragazzi, già vincitore del Premio letterario del Canton Vaud nel 2023.

Nessuna nostalgia dicevamo nel libro che ha più il respiro del reportage. Un reportage svolto nelle campagne della Svizzera romanda raccogliendo esperienze e testimonianze di contadini e allevatori (o sarebbe meglio scrivere «imprenditori agricoli»?) di diverse generazioni, giovani e anziani, proprietari di aziende piccole e grandi, riuniti in collettivi, donne e uomini. Perché, diciamolo subito, non esiste il «contadino tipo», ad accomunarli vi è però una realtà rurale sempre più difficile. A confermarlo sono i numeri: se nel 1950 l’agricoltura in Svizzera coinvolgeva il 20% della popolazione, nel 2021 la percentuale era scesa al 2% e ogni anno, scrive Hofmann, scompaiono 1500 fattorie. Dati che fanno riflettere e che sono lo specchio di un settore in affanno che cerca nuove vie percorribili e soluzioni senza sosta. Non sempre i risultati sono quelli sperati e tra i contadini allora troviamo il «rassegnato», il «nostalgico» ma anche «l’imprenditore» che «si impegna a trovare il proprio posto, rispondendo alle aspettative della popolazione e mettendo a punto un nuovo modo di agire».

Le storie raccolte dall’autore sono interessanti, vere, riportano punti di vista differenti e a volte contrastanti, toccano temi che vanno ben oltre il duro lavoro dei contadini, temi che spesso in Svizzera sollevano grandi discussioni in seno all’opinione pubblica. Non per niente l’idea del libro Hofmann l’ha avuta nel 2021, anno in cui siamo stati chiamati a votare due iniziative popolari che puntavano a combattere i prodotti fitosanitari. Nei mesi precedenti la votazione, si ricorda nel libro, la popolazione si era spaccata in due, allargando quel fossato che sempre più separa le città dalle campagne. Un Röstigraben che l’autore vive su se stesso: cresciuto in campagna diventato cittadino, subisce la riluttanza, per non dire la diffidenza di chi in campagna c’è rimasto e porta avanti il lavoro di generazioni passate. Ma i pesticidi non sono l’unico argomento che scalda gli animi, tra i tanti affrontati c’è il lupo, il prezzo del latte, i rapporti con la grande distribuzione o la burocrazia appesantita che rende sempre più complicato gestire un’azienda agricola. Per Blaise Hofmann dare voce e capire il punto di vista dei contadini non significa sempre sposare le loro tesi, lo sguardo sembra essere più quello di un mediatore che ben conosce la materia che sta trattando e che si augura di veder rinascere un sincero sodalizio tra mondo urbano e mondo rurale, tra chi produce gli alimenti e chi li consuma, tra chi cura il paesaggio e chi lo abita. «Ho fatto un sogno – scrive nelle ultime pagine – nel mio sogno ogni contadino cercava di comprendere i fantasmi della città, il modo di vedere il mondo dei suoi abitanti… in questo sogno il cittadino non considerava più gli agricoltori degli irresponsabili. Si rendeva conto che sono il suo stesso riflesso, una parte di sé, quella identità terrena che non si è curato di sviluppare».

Per chi fosse interessato ad incontrare l’autore, Blaise Hofmann sarà presente sabato 11 luglio al mattino alla Libreria Casagrande di Bellinzona e al pomeriggio, all’Agriturismo Alpe Rompiago a Bidogno.