Editoria ticinese: storie, versi e immagini

by azione azione
22 Aprile 2026

Scritture diverse per linguaggio e visione indagano memoria, crescita personale e inquietudini della contemporaneità

Claudio Losa
Padre e figlio. D’istanti e di silenzi
Armando Dadò Editore

Non sempre ciò che resta sospeso tra due persone è esprimibile a parole chiare; Padre e figlio. D’istanti e di silenzi affronta proprio l’assenza di linguaggio con cui spesso si misura un rapporto profondo. Nel romanzo d’esordio di Claudio Losa, una semplice gita in montagna diventa occasione per sondare la distanza tra un genitore e suo figlio. La narrazione procede alternando pensieri e stati d’animo dei due protagonisti, mostrando come incomprensioni, fragilità e ricordi possano tessere una trama emotiva sottile ma intensa.

Losa, cresciuto a Roveredo e residente a Coira, ha messo la sua esperienza di insegnante di italiano al servizio di una scrittura che privilegia l’essenzialità e l’attenzione alle pieghe interiori dei personaggi, senza ricorrere a eventi eclatanti. Il ritmo narrativo scorre su momenti quotidiani e dettagli minimi – una cena quasi in silenzio, la lettura di un libro, lo sforzo di scrivere – e li trasforma in una lente attraverso cui guardare le tensioni affettive che segnano una relazione padre-figlio.

Il libro si distingue per una prosa calibrata e misurata, capace di rendere visibili le emozioni più pudiche e i non detti che spesso restano sullo sfondo delle relazioni umane.

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Derek Fantoni
Harion – Cronache degli Inkar – Vol. 1
Pubblicazione indipendente

Certe storie cominciano con una frattura. A Locarno, sulle rive del Lago Maggiore, la sedicenne Amanda vede la propria quotidianità incrinarsi quando presenze oscure la trascinano altrove. Da quel momento si apre l’accesso ad Alarno, città nascosta, e a un’identità inattesa: un potere latente che attende di essere riconosciuto. Con Harion – Cronache degli Inkar, Derek Fantoni (derekfantoni.com) – autore residente nelle Centovalli – firma il suo esordio narrativo che pare promettere di essere il primo volume di una saga. Si muove tra formazione e scontro, accademie segrete e reliquie antiche, creature d’ombra e leggi arcane, in un fantasy d’impianto classico che intreccia paesaggio ticinese e immaginario fantastico, dando vita a un universo parallelo che riflette paure e desideri dell’adolescenza.

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Patrick Acquadro
Toc, toc
Pubblicazione indipendente

Bussare, prima di entrare. È da questo gesto elementare che la raccolta poetica di Patrick Acquadro – autore ticinese nato a Lugano e oggi residente a Massagno – prende il titolo onomatopeico: Toc, toc. La silloge comprende cinquantadue testi posti a comporre un percorso che osserva con ironia vigile alcune tensioni del presente: il lavoro percepito come costrizione, l’accumulo digitale che scorre senza sosta, quella sensazione diffusa di rincorrere il tempo senza mai raggiungerlo davvero, il tutto – sovente – all’insegna del denaro.

La scrittura procede per versi brevi e ritmo marcato, alternando leggerezza e insofferenza, sorriso e inquietudine.

Non c’è compiacimento lirico, ma un’attenzione costante al quotidiano, alle abitudini che si sedimentano e alle domande che restano in sospeso. Il motivo del «bussare» ritorna come filo interno: interrogare sé stessi, mettere in discussione convinzioni, provare a uscire da una sorta di anticamera esistenziale.

Acquadro, classe 1983, aveva esordito nel 2020 con una raccolta di racconti (LFA Publisher). Con questo libro, pubblicato in autonomia nel 2025, sceglie la forma della poesia per dare maggiore incisività all’osservazione.

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Fabio De-Carli
Il mio nome, un numero
Armando Dadò Editore

Fermarsi a guardare la terra che stringe tra le dita, e sentire il peso di storie che non si dissolvono mai davvero: questo senso di consistenza e di memoria attraversa Il mio nome, un numero, l’ultimo romanzo del locarnese Fabio De-Carli. Qui la parola «identità» non è un’etichetta astratta ma un filo che lega tre donne, tre generazioni segnate da una storia che si impone al cuore e alla coscienza.

Al binario 16 della stazione di Firenze si apre il viaggio di Esther, costretta su un treno verso Auschwitz; attorno a lei si intrecciano le vite di Elisa e Lea in un percorso che non è solo geografico, ma morale e interiore. Con delicatezza e rigore narrativo, De-Carli ricompone frammenti di dolore e tenerezza, mostrando come l’amore e il legame familiare  possano restituire forma e nome a ciò che sembrava perduto.

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Umberto De Martino
Fiammifero
Hùrdega Edizioni

Basta un lampo, un attrito minimo, e il buio arretra di un passo. In quell’istante sospeso – fragile e definitivo – si accende l’universo di Fiammifero, raccolta di racconti del locarnese Umberto De Martino in cui l’ordinario si incrina e lascia filtrare domande scomode: quanto pesa una scelta, dove si annida la lealtà, quale prezzo ha il desiderio.

Uscito per Hùrdega Edizioni (stamperia d’arte), il libro mette in campo sette storie brevi: frammenti morali, sì, ma senza prediche; sentimentali, certo, ma con il gusto del dettaglio che graffia. Tra musiche, cinema e fiabe rilette di traverso, i personaggi cercano un appiglio: non una verità da esibire, piuttosto uno specchio da reggere in mano e interrogare. La realtà si inclina appena, quanto basta per costringerti a guardare meglio.

Chi firma queste pagine non è alla sua prima prova letteraria, pur essendo in primis un artista visivo con alle spalle diverse esposizioni delle sue opere, tanto da essere anche il cofondatore del collettivo artistico Niska.

Dopo l’esordio narrativo con Stati Uniti (2023), Umberto De Martino è tornato però anche alla prosa breve con un libro che brucia piano, lasciando una traccia, più che un fuoco d’artificio.

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Lisa Toniolo
Una balaustra blu
Edizioni d’Arte Dazzi

Un’infanzia che profuma di neve, di lame affilate e di parole antiche. La balaustra blu (Edizioni d’Arte Dazzi) di Lisa Toniolo – «mamma di quattro figli maschi» come spiega la biografia – è un albo illustrato che attraversa le stagioni della crescita intrecciando sport, memoria e identità.

Le tavole di Edy Mottini, colorate e luminose, alternano scorci alpini, primi piani, interni domestici e scene di hockey. I piccoli eventi e i dettagli – dal furgoncino d’epoca alle lame da sistemare – restituiscono un mondo concreto, percorso da un blu ghiaccio che ricorre come filo conduttore: è colore del freddo e della profondità, ma anche della perseveranza. Così come non è un vezzo folcloristico, ma vero e proprio strumento narrativo, la presenza del dialetto (tradotto a fianco in italiano) che si fa suono radicato nella tradizione.

Tra cadute, risate e fatica, alla fine il ragazzo impara soprattutto che ogni luogo conserva un’anima fatta di gesti, nomi, storie, grazie alla balaustra – soglia e confine – che incarna la voce della comunità, invita ad ascoltare ciò che resta quando il clamore passa.

Pensato per lettrici e lettori dai sei ai dieci anni, il libro parla anche agli adulti: ricorda la responsabilità di trasmettere ciò che conta. Si può acquistare in alcune librerie oppure ordinandolo presso l’editore: info@dazzi.ch