Dalla Migros alla luna con Yuri Catania

by azione azione
8 Aprile 2026

A colloquio con l’artista che a Melano presenta il suo progetto articolato in tre sezioni

Nell’immaginario collettivo l’artista trascorre molto tempo all’interno del proprio atelier, dove il processo di pensiero spesso si fonde a quello di realizzazione dell’opera, in quella simbiosi che è frutto e origine di ogni impulso creativo. Lo street artist, per contro, quando non opera a identità nascosta e con il favore delle tenebre, impone le proprie opere a chi passa, anche per caso, e spesso lanciando messaggi politici la cui potenza è ampliata dalla superficie dell’opera o dalla posizione della stessa, basti pensare a Jorit o Banksy.

Il lavoro di Yuri Catania è diverso, perché non nasce solo per la gente, ma anche con la gente. Le sue sono opere in cui le teste di misteriosi astronauti si intrecciano con moltitudini di fiori e farfalle, in quella che vuole essere una fantasiosa polvere di stelle, sospesa tra terra e cielo. Il suo nuovo percorso artistico lo vedrà partire da Melano con tre progetti, tutti realizzati intorno e dentro la Casa comunale, situata in un edificio che ospita anche un supermercato Migros. Ad accogliere chi arriva vi è la monumentale opera Moon Flowers Generoso Mission raffigurante una grande luna, che sarà completata da esplosioni di fiori eterei e leggeri. All’interno della Casa comunale, invece, a partire dal 19 aprile, sarà ospitata una personale dell’artista residente a Rovio.

La grande luna è in realtà «la luna del Generoso», ci spiega Catania, ed è stata scelta perché, a differenza del sole, tutti la possono vedere, ma anche guardare: «La luna è visibile da ogni parte del mondo ed è la stessa per ognuno di noi. È una cosa che ci accomuna tutti, indistintamente. Questo progetto è molto legato al territorio, mi piaceva anzitutto l’idea che dal Generoso si riuscisse a vedere Melano, dove siamo ora. Inoltre, i fiori che decoreranno la mia luna sono le peonie del Generoso – che crescono solo qua e sono anche il simbolo di questo Comune – le dalie che coltiva mia moglie nel nostro giardino, e le Vanessa, farfalle migratrici che partono dall’Africa e, percorrendo più di mille chilometri, si riproducono qui, e quindi sono un simbolo di forza».

Yuri Catania, in un momento di pausa dall’applicazione del suo murales, non interagisce solamente con passanti e clienti del negozio, rispondendo alle loro curiosità, ma anche con un gruppo di volontarie impegnate a ritagliare, appunto, fiori e farfalle da fogli di grandi dimensioni. «Ognuna delle volontarie dà quello che può: in fondo, il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo. Nella mia vita sono stato anche educatore e soccorritore, dunque amo stare in mezzo alle persone, e per questo voglio che ogni mio progetto diventi in qualche modo un progetto di massa, cui possono partecipare tutti. Alla fine, mi trasformo in una specie di maestro d’orchestra, il cui compito è quello di mantenere la melodia dei fiori».

La carta stampata viene incollata alle pareti esterne della Casa comunale con della semplice colla vinilica, cosa che la rende per sua natura effimera, e in balia delle bizze del tempo: «Abbiamo sempre l’idea che l’opera d’arte debba durare per sempre e (r)esistere fisicamente. Ma quando andiamo a vedere un concerto o uno spettacolo di danza, non ci nutriamo forse del qui e ora? La mia arte vuole creare comunione, ma anche un ricordo condiviso fra chi mi ha aiutato a realizzarla e chi la guarda».

La novità del lavoro di Yuri Catania risiede però nel terzo progetto presente a Melano, Migros To The Moon, realizzato ad hoc per dodici filiali di Migros Ticino, e che lo vedrà portare l’arte direttamente all’interno dei supermercati: «Spesso si espone nei centri commerciali, ma è una rarità trovare una mostra all’interno di un supermercato». L’arte di Catania si muoverà nel negozio a bordo di alcuni carrelli della spesa, su cui saranno installati degli astronauti. «Grazie alla realtà aumentata i clienti saranno invitati a riflettere sulla facilità con cui facciamo alcune cose, come ad esempio la spesa. Per l’astronauta, goffo come è, non però né facile né scontato. Grazie a questo progetto porterò l’arte anche in luoghi periferici, come la Valle Maggia, creando vicinanza tra la gente».

Eppure, Catania, quando si riferisce alla propria arte, non rinuncia al termine provocazione, seppur in un’accezione molto personale. «Solitamente la provocazione viene intesa come uno scossone, a me invece piace sollevare o porre delle domande in modo giocoso. Io provoco generando meraviglia. Credo che l’arte debba costruire dei ponti, oltre che cercare di salvare il mondo in maniera provocatoria e, perché no?, curativa. In questa società ci sono state tolte molte cose, e oggi al loro posto abbiamo preoccupazioni, ansia e stress. Ma l’arte è capace di portare a uno stato di fanciullezza, di irrazionalità, forse addirittura di spensieratezza. Sono però sempre consapevole del fatto che ogni segno sia anche un atto di responsabilità, poiché può cambiare il pensiero delle persone, quindi è importante che l’artista giochi nel rispetto del prossimo, evitando di superare quel limite per cui si invade lo spazio altrui, e che sia lui a coinvolgere il prossimo a entrare nel proprio, di spazio».