Economia 2026: domina ancora l’incertezza

by azione azione
26 Gennaio 2026

Il 9 dicembre 2025 la Seco – la Segreteria di Stato dell’economia – ha annunciato che gli Usa hanno ridotto i dazi sulle esportazioni svizzere dal 39 al 15%, con effetto retroattivo al 14 novembre dello stesso anno. E dal Wef non sono giunti segnali che andassero in una direzione diversa. Gli esportatori elvetici respirano, sperando che questa situazione si mantenga anche in futuro. Questo stato di cose, più favorevole all’economia del nostro Paese, ha già avuto ripercussioni sulle previsioni macroeconomiche per il 2026. Il Kof, l’istituto per le ricerche economiche del Politecnico di Zurigo, e la Seco si aspettano infatti, per il 2026, una crescita del Prodotto interno lordo pari all’1,1%. È vero che questo valore è decisamente inferiore alla crescita dell’1,3-1,4% che si pensa sia stata realizzata nel 2025, ma è anche vero che lo stesso è superiore al tasso di crescita dello 0,9% delle previsioni fatte durante il periodo in cui i dazi americani erano ancora fissati al 39%.

Per quel che riguarda l’evoluzione delle componenti della domanda globale, il Kof anticipa tassi di crescita dell’ordine dell’1,1% per gli investimenti in macchine ed equipaggiamenti e dell’1,6% per gli investimenti nelle costruzioni. Si tratta di tassi di crescita modesti. Per quel che riguarda la spesa pubblica, sia i preventivi cantonali sia quello della Confederazione indicano che il 2026, nonostante la manna che pioverà dall’utile distribuito dalla Bns, sarà ancora un anno di risparmi e di deficit. Anche i consumi privati non cresceranno di molto. Da inchieste recenti risulta che un terzo dei consumatori residenti stia pianificando di spendere meno. Le riduzioni dovrebbero sentirsi soprattutto nei settori del non-food, dei viaggi e della gastronomia. Sullo sviluppo delle esportazioni pesa invece una grande incertezza determinata in primo luogo dai dazi imposti dal Governo americano, anche se ridotti. Un secondo fattore d’incertezza, che pesa sul futuro delle nostre esportazioni, è la cattiva congiuntura nella quale si trova l’economia tedesca. Infine a frenare la crescita delle esportazioni c’è, come sempre, il franco forte che riduce la competitività delle nostre aziende sui mercati internazionali.

Le conseguenze del colpo di freno alla crescita del Pil si faranno sentire soprattutto sul mercato del lavoro. In Svizzera la disoccupazione, secondo i criteri della Seco, dovrebbe risalire al 3-3,1%. In Ticino questo tasso è già stato raggiunto nel novembre del 2025. È quindi probabile che il tasso ticinese di disoccupazione Seco per il 2026 salga ancora di qualche decimo. Nel panorama delle previsioni nazionali ci sono solo due aspetti davvero positivi. Il primo riguarda il tasso di interesse guida che non dovrebbe muoversi dall’attuale 0%. Il secondo aspetto positivo riguarda il rincaro. Il tasso di aumento dei prezzi per il 2026 non dovrebbe superare lo 0,3-0,4%. Di conseguenza è possibile che il potere d’acquisto delle famiglie l’anno prossimo conosca un leggero aumento. Ricordiamo tuttavia che le aspettative dei consumatori sono al pessimismo e che quindi non è detto che il possibile leggero aumento del potere di acquisto si traduca  in un aumento dei consumi privati. Se dalle previsioni di istituzioni pubbliche o parapubbliche come la Seco e il Kof passiamo a quelle di un istituto privato come il BAK Economics, l’orizzonte si oscura. Gli economisti di Basilea, pur fondando le loro previsioni su considerazioni analoghe a quelle del Kof e della Seco, si attendono infatti, per il 2026, una crescita del Pil solamente dello 0,9% più, in riga con le previsioni modeste che vengono avanzate per le economie dei Paesi confinanti con la Svizzera. In grandi linee le previsioni per l’economia elvetica valgono anche per quella del Canton Ticino.

Come indicano i dati del terzo trimestre del 2025, anche in Ticino si è verificato un rallentamento della crescita e un aumento della disoccupazione in seguito alla riduzione delle esportazioni in particolare quelle verso l’Italia. Per il 2026, però, l’economia ticinese sembrerebbe essere in grado, a differenza della maggior parte delle altre economie cantonali, di giocare due atout: il turismo e l’edilizia. In questi due rami, sempre importanti per l’economia del Cantone, la buona congiuntura del 2025 dovrebbe continuare anche nel 2026. Se il bel tempo sarà dei nostri!