È iniziato un nuovo anno, è il momento di formulare desideri e buoni propositi. Chi scrive ha oltrepassato l’ottantina e vorrebbe che i grandi progetti infrastrutturali della città-Ticino, che si stanno pianificando dalla fine del secolo scorso, compissero un passo decisivo in avanti così da poterli ancora vedere realizzati. È un desiderio che però probabilmente resterà insoddisfatto. La città-Ticino si è formata nella seconda metà del secolo scorso in seguito alla rapida espansione demografica ed economica dei quattro agglomerati urbani di Chiasso-Mendrisio, Lugano, Bellinzona e Locarno. La stessa ha portato alla saturazione delle capacità disponibili nell’infrastruttura per il traffico suburbano e interurbano. Di conseguenza su più assi stradali, molto frequentati, la velocità di circolazione ha cominciato a diminuire per il formarsi di code sempre più lunghe. Osserviamo poi che l’esaurimento progressivo della capacità disponibile si sta verificando anche per quel che riguarda l’infrastruttura ferroviaria, nonostante la realizzazione della galleria di base del Ceneri.
Con l’espandersi dell’agglomerato urbano stanno infatti aumentando sia il numero dei passeggeri che le frequenze. La città-Ticino è così arrivata a una soglia del suo sviluppo. Per poterla superare si dovranno costruire nuove infrastrutture per far posto ai cresciuti volumi di traffico. Ma qui casca l’asino! Riconoscere che l’infrastruttura deve essere adattata per superare i colli di bottiglia determinati dalla crescita dei volumi di traffico è presto fatto. Definire i progetti che potrebbero migliorare la situazione, e ridurre i costi sociali provocati dalla saturazione delle capacità di scorrimento esistenti, non domanda più che un paio d’anni agli ingegneri del traffico. Che blocca invece la realizzazione dei progetti sono, da una parte, il loro iter politico-amministrativo particolarmente complicato in uno Stato federale come il nostro e, dall’altra, la scarsità di risorse a disposizione degli enti pubblici per finanziarli. Le lungaggini nelle quali si dibattono i progetti infrastrutturali della città-Ticino sono, da questo punto di vista, un esempio da manuale.
Almeno a partire dalla fine degli anni Ottanta del Novecento nella città-Ticino si è riconosciuto che, per ricreare la necessaria capacità di scorrimento del traffico, occorreva realizzare nuove importanti infrastrutture. Di conseguenza si sono messi a punto i progetti corrispondenti. Si tratta, per essere più espliciti, deI progetto A2-A13 COBELLO, volto a creare un nuovo collegamento veloce tra l’agglomerato del Bellinzonese e quello del Locarnese, della circonvallazione di Agno e del progetto tram-treno del Luganese. Di questi tre rilevanti progetti, i tecnici e i politici responsabili discutono dunque da più di 30 anni. Essi hanno dunque conosciuto, sin qui, una fase pianificatoria di una lunghezza superiore alla media. Nonostante questo la loro realizzazione non è purtroppo per domani. Se per il progetto tram-treno del Luganese si può cominciare a intravvedere la fase finale, per gli altri due progetti ci troviamo invece sempre in alto mare.
Stando al programma pubblicato dalla società RTTL, che si occuperà della sua realizzazione, il progetto tram-treno con la galleria tra il piano del Vedeggio e il centro di Lugano dovrebbe essere terminato entro il 2035. Per gli altri due progetti in discussione si prospettava, prima della pandemia di Covid, una realizzazione entro il 2040. Purtroppo le cose sono andate evolvendosi in un’altra direzione. Il progetto A2-A13 COBELLO, che ha visto i suoi costi esplodere, è stato ritardato a dopo il 2050 con una decisione dell’anno scorso del Consiglio federale. Per la circonvallazione di Agno i tempi di realizzazione si allungheranno certamente oltre il 2040 a causa del lievitare dei costi. Il Dipartimento cantonale competente ha infatti comunicato, sempre nel 2025, che avrebbe abbandonato il progetto esistente per una variante meno costosa. Questa decisione è però contestata dai Comuni interessati al progetto che auspicherebbero un maggiore intervento finanziario da parte della Confederazione. Tuttavia per Berna i progetti infrastrutturali concernenti il traffico veicolare in Ticino non sono prioritari e quindi…