Camminare nella storia

by azione azione
29 Dicembre 2025

Il periodo delle festività invita alla meditazione (e a stilare personali bilanci) ma anche a compilare una lista di buoni propositi, tanto nobili quanto disattesi con il passar dei mesi. Qui si vorrebbe affacciare un’alternativa meno ansiogena: una mini-programmazione per quando entreremo nella bella stagione. La proposta arriva da un’iniziativa della casa editrice neocastellana Livreo Alphil, la quale, nei mesi scorsi, ha pubblicato tre guide sotto il titolo Au fil de l’histoire suisse in cui l’autore, lo storico François Walter, elenca una serie di percorsi da compiere in alcuni luoghi emblematici nella Svizzera. Una trentina di itinerari rigorosamente eco-sostenibili in quasi tutti i Cantoni confederati, da Versoix (Ginevra) alla Val Monastero, da Arlesheim (Basilea Campagna) a Bellinzona, passando per il massiccio centrale. Ogni tomo prende in considerazione una regione, i cui orizzonti rispondono ai gusti e alle scelte dell’autore, e non coincidono con le suddivisioni amministrative interne. Quindi un volume per la Svizzera occidentale, uno per quella centrale e settentrionale, una per la parte orientale e per le Alpi.

Il professor François Walter è un intellettuale molto noto in Romandia, a lungo docente di storia moderna e contemporanea all’università di Ginevra, autore di lavori che spaziano dall’urbanizzazione (La Suisse urbaine 1750-1950) allo studio dei sistemi ambientali e delle catastrofi, e compilatore infine di una Histoire de la Suisse in cinque piccoli tomi, poi riuniti in un unico volume, ai quali ha aggiunto, in collaborazione con il grafico Marco Zanoli, un atlante storico: strumento molto utile per la didattica, data la ben nota complessità e frammentarietà dell’evoluzione storica della Confederazione.

L’autore, spiega nella premessa, si è fatto guidare dall’intento di rendere visibili le tracce del passato, in un’epoca in cui un insieme di forze livellatrici, dalle vie di comunicazione all’espansione edilizia, ha via via spianato e sotterrato sotto cumuli di terra e detriti le vestigia delle civiltà precedenti. Solo la camminata pedestre, suggerisce Walter, solo l’incedere lento e riflessivo conserva il potere di decifrare il territorio nascosto, i diversi strati che i secoli hanno via via sovrapposto gli uni sugli altri. Come già ci insegnavano gli antichi peripatetici, passeggiare è apprendere, perché il moto schiarisce le idee, scaccia brutti pensieri, favorisce intuizioni, elimina oscurità. E il primo nome che viene alla mente, per i romandi, è quello di Jean-Jacques Rousseau, che fece del cammino e del vagabondaggio trasognato una fonte d’ispirazione, come si evince dalle sue Le fantasticherie del passeggiatore solitario (opera del 1776-78) sull’isola di San Pietro (penisola del lago di Bienne): «Non mi hanno lasciato trascorrere che due mesi in quest’isola, ma ci avrei trascorso due anni, due secoli, e tutta l’eternità senza mai annoiarmi un istante». D’altronde percorrere in lungo e in largo il Paese in cui si era venuti al mondo era, per gli illuministi, una missione che comprendeva la minuta osservazione del contesto da esplorare e repertoriare, sia delle sue caratteristiche fisico-naturali, sia degli usi e costumi delle singole comunità, allo scopo di fortificare l’amore per la patria comune.

Walter riserva un capitolo anche al Ticino: una tappa sudalpina che a noi sembrerà poco originale (i castelli di Bellinzona), ma che tale non apparirà a molti nostri cugini francofoni, con i quali non condividiamo i confini linguistici. Nella guida figura anche il San Gottardo, ma osservato dal versante nord, dalla valle della Reuss, con relativa escursione dalla stazione di Andermatt alla chiesetta di Wassen, con soste al Ponte del Diavolo e al monumento Suvarov.

Non è comunque questo che il nostro storico intende sottolineare, ovvero il viaggio nel già noto e risaputo. È l’ignoto, o l’ignorato, che si suggerisce di perlustrare, ciò che rimane ai bordi, fuori dai circuiti turistici abituali. Vuol essere anche un invito a ridare senso alle gite scolastiche nei luoghi che hanno visto nascere la vecchia Confederazione: la cosiddetta «culla» collocata nel poliedro territoriale che ruota intorno a Lucerna: Grütli, Flüeli-Ranft, Morgarten, Sempach. Ritornare in questi luoghi vuol dire camminare letteralmente nella «storia patria», scarponi ai piedi e zaino in spalla.