Una novità per il giardino

Mondoverde - Direttamente dall’Asia, è una pianta per le quattro stagioni e il suo nome è Heptacodium miconioides
/ 08.06.2020
di Anita Negretti

Oltre alle classiche piante che siamo ormai abituati a coltivare, come abelie, nandine, camelie e azalee, è sempre bello inserire nelle proprie aiuole qualche novità botanica. Se infatti le varietà delle specie più note offrono ogni anno qualche sorpresa, più raramente ci si imbatte in vere e proprie piante nuove, come invece è il caso quando ci si trova confrontate con Heptacodium miconioides. Scoperto in una regione cinese all’inizio del 1900, ha dovuto attendere molti decenni prima di esser classificato: solo da pochi anni i botanici gli hanno attribuito il suo nome scientifico.

Sfogliando un catalogo di arbusti ho letto la sua descrizione e me ne sono entusiasmata, prima pensando a dove posizionarlo in giardino, poi a quale pianta abbinarlo e infine a come fare per averlo subito e poterlo ammirare in tutte le prossime stagioni. Eh sì, perché al di là del suo nome difficile, questo arbusto caducifoglio, regala per tutto l’anno dei punti di interesse.

Dallo sviluppo veloce, raggiunge i cinque metri d’altezza, con una chioma densa che facilmente supera i due metri di larghezza. In inverno, quando il giardino tace, l’Heptacodium è spoglio, ma con una bella corteccia squamata di color marrone chiaro e ocra, che tende a sfogliarsi. Ai primi caldi compaiono le foglie, dalla forma lanceolata, verde scuro ma con tre evidenti nervature parallele nella parte centrale.

Da metà luglio sbocciano i fiori: profumatissimi, persistono sulla pianta fino a metà settembre. Ogni bocciolo porta sempre sette fiorellini bianchi, che assomigliano molto a quelli del falso gelsomino (il classico gelsomino sempreverde molto usato per coprire muri o graticciati). I fiori con il passare dei giorni virano dal bianco al rosa pallido, ma è con l’inizio dell’autunno che dà il meglio di sé: le foglie diventano gialle rossastre e i frutti si colorano di un rosa intenso. Le piccole capsule verdognole contenenti i semi, vengono circondate da cinque lunghi sepali molto decorativi, tanto da far sembrare la pianta nuovamente in fioritura. Tra le note tecniche per la coltivazione di questa pianta, si evidenzia il fatto che non ama il vento, e predilige zone in pieno sole, con suoli ben concimati e potature leggere, meglio se solo di pulizia dei rami rotti. La chioma si sviluppa armoniosa se lasciata indisturbata e la pianta non ha esigenze particolari, sopportando geli invernali fino a –20°C.

Grazie all’appartenenza della famiglia delle Caprifoliaceae, si può ben capire che il profumo dei suoi fiori risulta essere delizioso, quindi eviterò di piantarlo accanto a specie già odorose, per non stimolare competizioni, prediligendo invece sfumature di colore simili o in contrasto con i toni del Heptacodium. Le lunghe spighe di veronica blu-viola, i grandi capolini a forma di margherita delle echinacee, con petali rosa o bianchi, un fitto tappeto di campanule azzurro cielo e come arbusto di compagnia, da utilizzare per bilanciare l’altezza con le altre erbacee, sceglierò una bella abelia, con la quale condividere le stesse esigenze e gli stessi toni di colore durante tutto l’anno.