Bussole

Vagabondaggi  letterari 
Inviti a letture per viaggiare

«Ora io potrei scrivere stupende bolle di sapone variopinte; autentiche bolle d’arcobaleno. Ma soltanto le donne e quanti sono rimasti bambini se ne compiacerebbero. Gli uomini invece sostengono di occuparsi esclusivamente di cose eterne. Vale a dire: commercio di calze e articoli di maglieria, incetta di piastre d’amianto friabile, brevetti per stilografiche, produzione di cartone; oppure: politica, trattati di pace per esempio, e trattati commerciali internazionali…». 

Questa settimana abbiamo raccontato storie legate a luoghi di transito. Li trovate dipinti nei quadri del grande pittore statunitense Edward Hopper e ora in questa raccolta di articoli di Joseph Roth: le sale d’attesa delle stazioni ferroviarie, gli scompartimenti dei treni, le stanze d’albergo, i mezzi pubblici, le strade di città sconosciute, i tavolini dei caffè, eccetera. Sono i luoghi dove Roth visse negli anni tra le due guerre, mentre scriveva i suoi capolavori. 

Dalla natia Galizia, all’estremità orientale dell’Impero asburgico (oggi Ucraina), si trasferì dapprima a Vienna, dove fu testimone del disfacimento di quel mondo dopo la Grande Guerra, diventandone il nostalgico cantore nelle sue opere maggiori: La marcia di Radetzky e La Cripta dei Cappuccini. Negli anni Venti, Roth visse invece a Berlino, senza mettervi veramente radici: «Vi ci sto come se fossi seduto nella sala d’attesa di una grande stazione e aspettassi il treno». Con l’ascesa dei nazisti al potere, l’ebreo Roth si rifugiò infine a Parigi dove abitò sempre in hotel e dove morì nel 1939 a causa dell’alcolismo.

Nei luoghi di passaggio si possono ascoltare infinite storie e Roth ne ha raccolte alcune in questa antologia: la cruda realtà del primo dopoguerra, paesaggi visionari, scene di vita quotidiana ritratte con leggerezza e un linguaggio ricco d’inventiva. Storie fragili come bolle di sapone.

Bibliografia
Joseph Roth, Bolle di sapone. Vagabondaggi letterari fra le due guerre, EDT, 2018, pp. 238, € 14.–.


Un colpo di genio

Viaggiatori d’Occidente - Storie di idee semplici ed efficaci in ambito turistico
/ 10.12.2018
di Claudio Visentin

Da qualche tempo la promozione turistica è diventata una faccenda terribilmente seria: grandi progetti, diversi professionisti coinvolti, investimenti milionari. Se tuttavia non disponete di questi mezzi, non disperate e prendete esempio da queste storie di idee semplici, economiche, efficaci, indiscutibilmente geniali.

Cominciamo dagli aeroporti? Il sociologo francese Marc Augé li considerava «non luoghi», spazi anonimi e indifferenti dove milioni di persone si incrociano senza entrare in una vera relazione, simili in questo ai grandi centri commerciali o alle stazioni dei treni. Nel caso degli aeroporti peraltro una certa uniformità ha anche i suoi vantaggi perché l’identica disposizione degli spazi aiuta il viaggiatore frettoloso a orientarsi facilmente, anche nei Paesi più lontani e diversi; con il risultato paradossale che solo nei «non luoghi» sappiamo subito dove siamo.

Da qualche tempo tuttavia anche gli aeroporti cercano di differenziarsi tra loro, di trasformarsi da semplici luoghi di passaggio ad attrazioni turistiche in piena regola. Per esempio l’aeroporto di Singapore-Changi – oltre cinquanta milioni di passeggeri all’anno, al primo posto nella classifica dei migliori aeroporti al mondo secondo Skytrax – dal 2019 ospiterà la riproduzione di una foresta pluviale, attraversata da passerelle sospese.

L’attrazione principale sarà uno spettacolare vortice d’acqua alto novanta metri e illuminato da giochi di luce. Quest’anno, intanto, propone quattro ricostruzioni in grandezza reale del mondo di Harry Potter. Al Terminal 2 per esempio si trova il famoso albero di salice incantato con incastrata l’auto dei Weasley. Diagon Alley, con i suoi negozi per maghi, è stata invece ricostruita al Terminal 3, dove i viaggiatori possono comprare (e indossare!) le uniformi di Hogwarts. E poi naturalmente è possibile scattarsi un selfie per Instagram davanti al celebre Hogwarts Express; inoltre i viaggiatori possono partecipare a diverse attività magiche e imparare a lanciare incantesimi letali (sempre utili se il vostro aereo ritarda).

Naturalmente Singapore-Changi ha anche due cinema gratuiti aperti ventiquattr’ore al giorno. Invece, l’aeroporto di Helsinki ha creato al Gate 33 un delizioso cinema per due persone soltanto, Cinema in HEL, ovviamente minuscolo anche se una speciale vernice riflettente amplia la percezione dello spazio. Nell’attesa del proprio volo si può ingannare il tempo con un breve film di un quarto d’ora, ma c’è un trucco… I due posti hanno interruttori nascosti: le luci si abbassano e il film comincia solo quando entrambi sono occupati. E così, se siete soli, dovrete invitare un altro viaggiatore in transito a condividere l’esperienza. Del resto non viaggiamo anche per fare nuove conoscenze?

Passiamo agli alberghi. Una volta, i turisti volevano essere accolti nella loro lingua, come i tedeschi in Ticino. Da qualche tempo però molti viaggiatori vogliono imparare la lingua dei luoghi visitati, a volte anche il dialetto, per sentirsi ancora più parte della comunità: Be local! Per rispondere a questa domanda, diversi alberghi offrono corsi di lingua a pagamento. Ma perché non coinvolgere il personale? Al Belmond Maroma Resort di Playa del Carmen, Messico, gli aspiranti studenti ricevono all’arrivo un braccialetto colorato. Gli impiegati dell’albergo sanno che chi lo indossa vuole imparare la loro lingua e si rivolgono a loro solo in spagnolo, con lezioni informali: facile, gratuito, divertente.

In Colombia invece hanno trovato perfette guide turistiche là dove nessuno le cercava. Dopo una lunga guerra civile di mezzo secolo, con oltre duecentomila morti e sette milioni di profughi, alla fine del 2016 i guerriglieri delle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) hanno finalmente deposto le armi. Dopo tanti anni passati alla macchia, però, trovare loro un lavoro sembrava un’impresa impossibile, con il rischio concreto che riprendessero le armi. Ma poi qualcuno si è chiesto: chi meglio di loro conosce la giungla, le piante e gli animali? E così gli ex guerriglieri sono diventati perfette guide per l’ecoturismo, sempre più richiesto poiché la Colombia è seconda solo al Brasile per varietà di ecosistemi: la foresta tropicale, le paludi di mangrovie, i boschi d’alta quota.

Per esempio il Dipartimento di Meta, a sud di Bogotà, era una fortezza dei ribelli dove polizia ed esercito non osavano entrare. Ora molti turisti percorrono un’ora e mezza di strada accidentata per imparare i più nascosti segreti della foresta. Si pensa anche di costruire un hotel e un ristorante, ma chi vuole potrà sempre dormire nelle tende su letti di foglie, come un vero guerrigliero, senza acqua corrente, né elettricità.

E, per finire, si è da poco conclusa l’edizione 2018 della Settimana del baratto, diventata ormai un’istituzione. Alla fine di novembre oltre ottocento Bed & Breakfast italiani hanno offerto alloggio gratuito in cambio di vari beni o servizi (per esempio lezioni di lingua, lavori di manutenzione, ecc.), rigorosamente senza scambio di denaro. Tutti i giornali ne hanno parlato: tanta pubblicità gratuita in cambio di qualche pernottamento in bassa stagione. 

Anche nel turismo abbiamo persone di talento, efficienti. Ma il genio va oltre: combina ispirazione, uno sguardo diverso sul mondo e, almeno in questi casi, molto più senso pratico di quanto di solito non si creda.