Meravigliarsi in motocicletta

Editoria - Appena uscito il libro del ticinese Gianni Ghisla che si intitola Sguardi sul mondo
/ 24.12.2018
di Loris Fedele

La meraviglia del viaggio e non solo. L’autore annota che nel suo libro ci sono tre viaggi in uno. Il primo, quello fisico, effettuato in motocicletta fino in capo al mondo, illustrato da splendide fotografie che ci fanno scoprire o riscoprire una natura da salvaguardare. Il secondo, quello interiore, di chi osserva le cose con un occhio personale per riconoscere se stesso e parallelamente liberarsi dai preconcetti. Il terzo, quello riflessivo, che ti fa ripensare a quello che hai vissuto, a ciò che hai scoperto nel viaggio, alle testimonianze di cultura che hai trovato, alla coscienza di ciò che si è perso e di cosa si è guadagnato. Questo ultimo sentimento ti fa anche ricollegare alla fase che ha preceduto il viaggio, quando hai scelto un itinerario con entusiasmo, con cura, e forse anche un poco di incoscienza. 

Nel libro di Gianni Ghisa, Sguardi sul mondo (Ed. Salvioni, 2018), c’è tutto questo. Ci sono voluti quattro anni tra preparazione, viaggio e scrittura, che si sono tradotti in un libro di 270 pagine, denso di significati. Ghisla, a cavallo di una potente motocicletta carica di tutte le sue cose, prima da solo e poi accompagnato dalla moglie Graziella, ha percorso in un anno 45mila km, attraversando quasi mezzo mondo. 

Nella sua attività professionale è stato insegnante e ricercatore. Appassionato di viaggi e di moto, appena in pensione ha coronato un sogno. È andato dall’Europa all’Asia per la via della seta, inseguendo antiche civiltà e filosofie. Prima era stato in Mongolia. Poi ha attraversato il Canada e il Nord America, a contatto con realtà moderne, vastissimi spazi naturali e parchi splendidi. Infine ha percorso tutto il Sud America giù fino a Ushuaia, in Patagonia, ai confini del mondo. Negli Stati Uniti è stato anche sulle tracce degli emigranti ticinesi in California. 

Ghisla è nato e cresciuto a Mergoscia, in una di quelle nostre valli che dall’inizio del secolo scorso e per più di cinquant’anni hanno conosciuto la necessità di partire. «Partire è un po’ morire» diceva chi era costretto a lasciare gli affetti, la casa e la patria. Oggi per molti di noi questo detto risulta molto lontano dalla realtà e anzi si potrebbe rovesciare dicendo che partire è un poco vivere. 

Gianni Ghisla è uno che sa viaggiare. Non solo perché ha un’esperienza pluriennale di viaggio, ma per lo spirito con cui affronta i suoi grandi spostamenti. Capisce il significato del viaggio e lo cerca. Pianifica meticolosamente tutto ciò che può ragionevolmente programmare, ma è aperto alle sorprese e non lo spaventa l’affrontarle: sa che ne uscirà arricchito. Cerca il contatto con la natura e la gente. Non manca di ricordare che una delle belle cose legate al viaggio è il ritorno. Un vero viaggiatore sa apprezzarlo almeno quanto l’avventura che ha precedentemente vissuto. Confrontarsi con l’ambiente per il proprio benessere è un privilegio per chi ha la possibilità di farlo: il viaggio è cultura, soprattutto se gli ambienti che si visitano sono diversi dai nostri. 

C’è chi si accontenta, per scelta o per necessità, di fare il turista in una breve vacanza, ma questo non corrisponde di certo all’idea di viaggio che ha l’autore. Onestamente va notato che sono pochi quelli che spingono il loro viaggio ai suoi livelli. Ma potrebbero essere molti quelli che sfogliando il suo libro e venendone catturati siano spinti a scegliere il loro angolino di mondo da scoprire, magari solo con la fantasia.