(Acabashi)

L’acero grigio che porta colore

Mondoverde - Un albero da giardino, a crescita lenta e molto decorativo
/ 10.02.2020
di Anita Negretti

Al momento dell’acquisto di un acero di solito si guardano le foglie e il portamento poiché negli ultimi decenni vanno di gran moda gli aceri giapponesi dalle foglie seghettate e dalla forma a ombrello.

Chi invece desidera differenziarsi potrebbe recarsi in qualche vivaio di sua fiducia per dare un’occhiata a un bel esemplare di Acer griseum. Si tratta di un albero che raggiunge gli otto-dieci metri, che ha una crescita lenta e contemplativa per chi desidera ospitarlo in giardino.

La sua chioma ha forma arrotondata, compatta e si allarga come un cappello fino a raggiungere sei metri di diametro. Tra le tante caratteristiche che rendono l’Acero grigio un albero interessante vi è la corteccia che si presenta di un bel colore marrone cannella, e ha la particolarità di essere in grado di sfaldarsi in lamine sottili simili a vecchie pergamene, che rimangono attaccate al tronco e ai rami più grossi.

Si avrà così naturalmente una doppia colorazione con lamine rossicce e corteccia chiara negli strati sottostanti, differenza che si evidenzia molto bene in questo periodo invernale.

La scelta di questa pianta, originaria della Cina centrale, risulta essere ottimale per chi cerca di valorizzare un cortile a mezz’ombra, un corridoio verde sul retro dell’abitazione o anche per rendere più sfizioso il classico giardinetto delle case a schiera.

Trascorso il periodo invernale, con l’arrivo della stagione mite, Acer griseum, o se preferite acero grigio, si riempirà di piccole foglie dalla forma composta e dal colore bordeaux nelle prime settimane, per poi diventare verde scuro.

Le foglie sono in realtà formate a loro volta da tre piccole foglioline dentate e hanno il lato inferiore biancastro; in autunno assumono una favolosa sfumatura arancio-rossastra.

Sempre in primavera, tra aprile e maggio, compaiono i piccoli fiori gialli e poco vistosi, che daranno origine a samare (frutti secchi) autunnali dalle ali lunghe tre-quattro centimetri, contenenti semi grandi ma con un’alta percentuale di sterilità.

Ciò comporta una certa difficoltà nel riuscire a riprodurre questi aceri per seme, visto che si stima che ben il 90 per cento dei semi prodotti non darà origine a una nuova pianta.

Molto rustico, ama terreni freschi e ben drenati, leggermente acidi, con necessità di un buon drenaggio creato con uno strato di almeno dieci centimetri di ghiaia sul fondo della buca. Non è necessaria alcuna potatura, se non l’eliminazione di rami secchi o danneggiati a fine inverno.

Essendo una pianta da ammirare e studiare in ogni stagione, grazie al suo aspetto che muta di mese in mese, vi consiglio di accompagnarla con delle erbacee perenni basse e da mezz’ombra, come della vinca blu o bianca, degli ellebori a fiore chiaro, un tappeto di mughetti o una bordura di pietre bianche con cuscini di Phlox tappezzanti.