Alla sfilata assistono adulti e bambini con abbigliamento e accessori ispirati all’Irlanda
La Cattedrale di St Patrick’s sulla Fifth Avenue, prima della parata
Alla sfilata assistono adulti e bambini con abbigliamento e accessori ispirati all’Irlanda
 

www.nycstpatricksparade.org

La Grande Mela si tinge di verde

Reportage - Sabato 16 marzo si torna a festeggiare il Saint Patrick’s Day, patrono d’Irlanda, a New York, tra trifogli e storie di immigrazione
/ 11.03.2019
di Simona Dalla Valle, testo e foto

Il giorno di San Patrizio (in irlandese: Lá Fhéile Pádraig) è una festa culturale e religiosa che si tiene il 17 marzo di ogni anno (nel 2019 si festeggerà però sabato 16 per rispettare il riposo domenicale) in occasione dell’anniversario della morte del principale patrono d’Irlanda. 

Resa ufficiale all’inizio del XVII secolo, la celebrazione è osservata dalla Chiesa cattolica, dalla Comunione anglicana (e in particolare dalla Chiesa d’Irlanda), dalla Chiesa ortodossa orientale e dalla Chiesa luterana. Durante la giornata si commemorano il santo e l’arrivo del cristianesimo in Irlanda, e più in generale si festeggiano il patrimonio e la cultura degli irlandesi; le celebrazioni consistono in genere in feste, sfilate pubbliche e céilidhs (raduni tradizionali). 

Il consumo di alcol è sempre stato parte integrante del giorno di San Patrizio, dal momento che, storicamente, l’occasione è stata celebrata con una sospensione di un giorno delle restrizioni della Quaresima sul consumo di alcol: via libera, dunque, a Guinness e whisky irlandese, talvolta serviti in un’insolita colorazione verde.

È interessante notare che San Patrizio non era in realtà irlandese, si ritiene infatti che l’uomo sia nato in Scozia o in Galles con il nome di Maewyn Succat, e che da ragazzo sia stato tenuto prigioniero per sei anni in Irlanda, dove fu impiegato come pastore. In quegli anni, l’uomo si avvicina a Dio e, una volta fuggito e tornato in Gran Bretagna, decide di diventare prete. Di nuovo in Irlanda con il nome di Patricius, o Patrick (da pater, termine latino per «figura paterna»), si impegna per il resto della sua esistenza a convertire i pagani irlandesi al cristianesimo. Il celebre shamrock (cioè il trifoglio), uno dei simboli più noti della nazione, fu utilizzato dal missionario allo scopo di spiegare il concetto della Santa Trinità ai celti.

Sebbene il giorno di San Patrizio si sia evoluto principalmente in una celebrazione culturale del patrimonio irlandese, alcune tradizioni come il verde e lo shamrock hanno prevalso. È curioso come il verde sia il colore tipicamente associato all’Irlanda quando in realtà, prima del 19° secolo, il colore usato durante le celebrazioni era il blu – che si può ancora vedere su alcune antiche bandiere irlandesi. L’uso del verde nel giorno di San Patrizio iniziò soltanto durante la rivolta irlandese del 1798 quando il colore, insieme al trifoglio, divenne un simbolo del nazionalismo contrapposto al rosso delle divise britanniche. Del periodo resta anche una canzone, la ballata The Wearing of the Green.

Ma facciamo un salto indietro nel tempo, fino al 1892, e nello spazio, fino a Ellis Island, un tempo stazione di smistamento degli immigrati alle porte di New York: la prima persona a passare i controlli di Ellis Island fu Annie Moore, una ragazzina irlandese di quindici anni. Da quel momento in poi negli Stati Uniti sono approdati molti altri irlandesi, che nella metropoli formano oggi una comunità di quasi 400mila persone. 

Il legame fra New York e l’isola smeraldo è da allora molto forte e le celebrazioni del patrono irlandese in città non hanno nulla da invidiare a quelle che si svolgono Oltreoceano. Curiosamente, infatti, la prima parata del giorno di San Patrizio non si è tenuta in Irlanda, ma negli Stati Uniti: nel 1762, i soldati irlandesi che prestavano servizio nell’esercito inglese celebrarono la festa marciando per le strade di New York City. Nel 1848 la sfilata era ormai diventata un evento ufficiale della città e oggi quasi tre milioni di persone si affacciano sulle strade di New York per assistere alla processione lunga cinque ore. 

La parata vede sfilare migliaia di persone lungo la 5th Avenue tra la 44th Street e la 79th Street, tra irlandesi in festa, newyorkesi, turisti e curiosi. La sfilata si svolge ogni anno dalle 11 del mattino, con un passaggio simbolico di fronte alla St Patrick’s Cathedral all’altezza della 50th Street, e le strade sono chiuse al traffico per l’occasione. Ogni anno vengono scelti un Grand Marshal (gran cerimoniere) e i suoi Aides (aiutanti), personaggi di spicco che hanno fatto cose importanti per la società; nel 2019 il ruolo di Grand Marshal sarà ricoperto dall’avvocato Brian J. O’Dwyer, che negli anni ha ottenuto diversi riconoscimenti per il suo lavoro a favore degli immigrati. 

Alla parata prendono parte bande musicali con tipiche caratteristiche irlandesi, zampognari in kilt, trampolieri e artisti folkloristici. A questi si uniscono corpi militari in uniforme, e a completare il panorama vi sono giocolieri, acrobati, artisti e leprechaun (il tipico gnomo della mitologia irlandese). È possibile osservare la parata da bordo strada, dietro le transenne che delimitano il passaggio del gruppo. 

Se in Irlanda per l’occasione si mangiano tipici piatti irlandesi come la steak and Guinness pie o il soda bread, negli Stati Uniti gli americani di origine irlandese si concedono di solito corned beef e cabbage. Nei numerosi pub o locali a matrice irlandese sparsi per la città è possibile festeggiare in compagnia di una buona pinta assistendo a un concerto di musica tradizionale a base di violini e cornamuse. 

Ma è anche sempre un’occasione importante per arricchirsi culturalmente. Numerose sono infatti le occasioni per scoprire in città maggiori nozioni, ad esempio sull’immigrazione irlandese: il tour Irish Outsiders organizzato dal Tenement Museum nel Lower East Side permette di rivivere l’esperienza di una tipica famiglia di immigrati irlandesi del XIX secolo. In alternativa, al Merchant’s House Museum dell’East Village, situato all’interno di una casa del XIX secolo, si può scoprire di più sugli immigranti irlandesi che una volta vi lavoravano. Infine, l’Irish Hunger Memorial a Battery Park City è un luogo di commemorazione delle vittime della devastante carestia delle patate degli anni 1840, conosciuta come la Grande Fame.

Lá fhéile Pádraig sona dhuit! («Felice giorno di San Patrizio!»), dunque, ma sempre con uno sguardo rivolto al passato.