In fuga dalla metropolitana

Videogiochi – Metro Exodus: nuove avventure in una Russia post apocalittica
/ 04.03.2019
di Davide Canavesi

Il 2013 è stato un anno che ha cambiato le sorti dell’umanità. Un enorme cataclisma nucleare ha spazzato via Mosca e, si ipotizza, anche qualsiasi altra metropoli del mondo. I pochi sopravvissuti si sono rintanati negli oscuri cunicoli della metropolitana moscovita, sopravvivendo di stenti e sprofondando in un baratro di barbarie e violenza. Fuori, in superficie, il mondo è un incubo di radiazioni letali e orribili mutazioni genetiche, mostri usciti dal peggiore degli incubi. 

In questo mondo morente troviamo Artyom, uno dei sopravvissuti al conflitto nucleare, un uomo le cui decisioni cambieranno il destino della razza umana. Il suo coraggio e la sua determinazione lo porteranno ad esplorare ogni anfratto della metro, scontrandosi con le diverse fazioni che ne controllano le linee nel disperato tentativo di bloccare la minaccia dei Tetri, creature dai poteri terribili e misteriosi. 

Questo, per sommi capi, l’incipit di Metro 2033, un romanzo fantascientifico post apocalittico pubblicato nel 2002 dallo scrittore russo Dmitrij Gluchovskij al quale lo studio ucraino 4A Games si è ispirato per la fortunata serie di videogiochi che comprende Metro 2033, Metro: Last Light e il nuovo Metro Exodus. Un esempio di come letteratura e videogiochi sono divenuti complementari, con l’opera elettronica che ha avuto origine da quella letteraria per poi proseguire con nuovi archi narrativi. Metro Exodus prosegue, infatti, le avventure di Artyom al di fuori della metropolitana di Mosca per portare il giocatore in  un viaggio lungo migliaia di chilometri tra le terre devastate (ma non disabitate come si pensava) della Russia. Dalle rive del Volga agli Urali meridionali, il mar Caspio, la taiga e altri luoghi ancora.

Metro Exodus si apre con una rocambolesca fuga dalla metro a bordo di un treno a vapore, l’Aurora, alla ricerca di un governo centrale di cui, fino a pochi istanti prima, non sapevamo nemmeno l’esistenza. Dopo gli eventi di Metro: Last Light Artyom è infatti un uomo disilluso, stufo delle continue lotte intestine tra le varie fazioni e cerca disperatamente di scoprire se qualcuno è sopravvissuto, da qualche parte nel mondo. È quindi con gioia che si imbarca nel lungo viaggio, accompagnato dalla moglie Anna e dall’Ordine degli Spartani.

Il nuovo gioco di 4A Games, uscito su Xbox One, PlayStation 4 e PC, cerca rinfrescare la serie dopo i due precedenti capitoli. Dopo aver speso molte ore nei cunicoli della metropolitana, seguendo una storia appassionante ma estremamente lineare, in Exodus si è deciso di offrire un mondo più aperto. Ora, al posto del classico sparatutto in prima persona in cui bisogna andare da un punto all’altro senza possibilità di deviare il percorso, troviamo un’impostazione più open world. Il team ha pensato di riprendere ogni elemento che ha fatto la fortuna della serie Metro, cambiando però approccio per quanto riguarda le ambientazioni. Ritroviamo ancora una trama accattivante, una gestione delle armi e munizioni piuttosto complessa e una deriva nemmeno troppo velatamente horror. Questi elementi però si inseriscono ora in un mondo aperto, ampi spazi dove la scelta sta al giocatore. Potremo andare diritti all’obiettivo principale oppure perderci per ore esplorando ogni anfratto, aiutando persone, cacciando mostri e raccogliendo risorse. Un cambiamento piuttosto epocale per una serie che tradizionalmente offriva al giocatore un ritmo estremamente serrato. In realtà Exodus non stravolge totalmente l’idea alla base di Metro: non siamo realmente di fronte a un gioco totalmente a mondo aperto come tanti altri sul mercato. Tuttavia, non possiamo che guardare con un po’ di malcelata nostalgia alla riuscitissima formula dei primi due giochi.

Metro Exodus è un titolo tecnicamente validissimo, specialmente su PC, vista l’introduzione della nuova tecnologia chiamata ray tracing. Essa simula il comportamento dei singoli raggi luminosi attraverso il mondo di gioco per offrire al giocatore un’approssimazione più realistica della luce. Il risultato finale è una fedeltà visiva maggiore, al costo di performance nettamente peggiori anche sui computer di ultimissima generazione. Finezze tecniche a parte, Exodus è un gioco magnificamente creato e totalmente adattato in lingua italiana. Un nuovo capitolo a tratti un po’ spiazzante per i vecchi fan della serie che rimane comunque interessante. 

Consigliato però solo a un pubblico adulto, visto tematiche e livello di violenza decisamente inadatto ai più giovani.