Terrazzi attorno a Collana
Vegetazione a Collana
Noemi con una sua pecora
Le mucche di Edelmira
Animali al pascolo
 

Il «vecchio Ticino» nelle Ande peruviane

Reportage - Come da noi si spopolarono le valli, così molti peruviani partono per le città, ma qualcosa è ancora rimasto vivo a Collana
/ 18.03.2019
di Lisa Maddalena, testo e foto

Non sono neanche le sei di mattina, ma in tutto il villaggio già si sentono ragliare asini e cantare galli. È fresco, per strada i bambini indossano berretti colorati mentre le donne vestono maglioni di lana e cappelli neri. Siamo a Collana, un paesino peruviano a circa 2700 metri d’altezza, a quattro ore di bus da Lima. Un centinaio di persone risiede qui, in case fatte di adobe (mattoni di terra e paglia). La maggior parte degli abitanti vive di agricoltura e allevamento, come la signora Edelmira.

Edelmira ha 48 anni ed è nata e cresciuta qui, da dove non si è mai spostata. Dei suoi cinque figli, i tre maggiori sono andati ad abitare in città, mentre il tredicenne Jorge e la piccola Noemi, di cinque anni, vivono tuttora con lei.

Io sono qui per dare una mano seguendo la filosofia del viaggiatore Wwoofing, che riassume le cosiddette esperienze rurali con attività in «fattorie biologiche» sparse nel mondo, in cambio di vitto e alloggio. Viaggi singolari che ti mettono a stretto contatto con la gente del posto, permettendoti di vivere con loro quotidianamente gioie e disagi; tutte esperienze, che a volte ti riportano a realtà del passato, come qui in Perù, che a modo suo ricorda la vita della gente delle nostre valli prima che si spopolassero.

Sempre più giovani peruviani, infatti, lasciano la propria famiglia per trasferirsi in città, molto spesso a Lima, dove sono concentrati un terzo degli abitanti del Perù. Nonostante l’agricoltura fornisca alla gente cibo in abbondanza, spesso non permette di guadagnare a sufficienza per pagare la scuola ai figli, per i medicamenti o per i vestiti nuovi. Per questo, molti cercano fortuna altrove, anche se non sempre la trovano.

Un’alternativa è andare a fare lavori pericolosi e pesanti, come il marito di Edelmira, minatore in una miniera di rame a qualche decina di chilometri da Collana. Con il suo sacrificio, la famiglia può pagare il materiale scolastico e il trasporto fino alla scuola media che si trova sul fondovalle. Altrimenti, Jorge e i suoi compagni dovrebbero camminare almeno un’ora ogni giorno per arrivarci.

Partiti i ragazzi e i mariti, a Collana restano quasi solo donne, bambini e anziani. Le donne si prendono cura degli animali e dei campi, aiutate dai figli più giovani, se non vanno a scuola. I bimbi delle elementari hanno la fortuna di poterle frequentare direttamente a Collana. Però spesso, la mattina, Edelmira (e sicuramente così fanno molte altre madri) lascia alla figlia Noemi la scelta tra andare a scuola oppure accompagnarla a portare le mucche al pascolo. E purtroppo molte volte Noemi sceglie la seconda opzione. Per Edelmira è comodo avere un aiuto in più: con la piccola che cura le mucche, lei potrà dedicarsi ad altri lavori.

Attorno al paese ci sono terrazzi a perdita d’occhio, che continuano più su, nella valle, fino a superare i 4000 metri sopra il livello del mare. Ancora più in alto si scorgono le cime delle montagne, che in questa regione superano facilmente i 5000 metri d’altezza. Qui si contano due stagioni: l’inverno, da maggio a settembre, e l’estate, da ottobre ad aprile. D’inverno il clima è estremamente secco e fresco (la temperatura media a giugno e luglio si aggira sugli 11 gradi), mentre d’estate le temperature sono un po’ più alte (15 gradi in media a febbraio) e le precipitazioni più frequenti. Si capisce che la zona è piuttosto secca dalla quantità di cactus che crescono attorno ai campi. Questi ultimi sono un’importante risorsa per la gente del posto: mentre curano le mucche al pascolo, Edelmira e le altre donne di Collana passano il tempo a togliere le spine dalle piante, che in seguito lasceranno seccare al sole. Una volta secchi, i cactus verranno trasportati e venduti a Lima, dove grazie all’alto contenuto di saponine saranno usati nella fabbricazione di shampoo.

Tutti i terrazzi più vicini al paese sono dotati di un ingegnoso sistema di canali che ne permette l’irrigazione. Poiché l’acqua non è così abbondante (perlomeno nel periodo invernale), gli abitanti possono usarla ciascuno solo alcuni giorni al mese, con un sistema a rotazione. Purtroppo, questo metodo non sempre permette di irrigare a sufficienza, quindi d’inverno molti pascoli soffrono la siccità. D’estate, invece, grazie alle maggiori precipitazioni, l’erba cresce in abbondanza e le mucche producono più latte.

Una fortuna di Edelmira e delle altre donne di Collana è quella di poter vendere il latte delle loro mucche al signor Juan del paese vicino, Ayas. Infatti, da pochi anni Juan e sua moglie hanno costruito un caseificio professionale, dove viene lavorato tutto il latte di Ayas e di Collana. Qui vengono prodotti vari tipi di yogurt, formaggi freschi o stagionati, burro, panna, ricotta e altri latticini, i quali vengono poi trasportati ogni settimana nei grandi supermercati di Lima. La vendita del latte permette a Edelmira di contribuire al budget famigliare, anche se purtroppo le sue cinque mucche non producono molto, soprattutto nei periodi di siccità. La costruzione del caseificio ha portato pure un altro vantaggio alla comunità di Collana: ogni mattina il camion del latte passa nel paese per ritirare la produzione giornaliera e poi proseguire per Ayas, permettendo agli abitanti di avere un mezzo di trasporto per scendere a valle.

Nei campi attorno a Collana, oltre ai pascoli per il bestiame, vi sono terreni coltivati secondo la rotazione delle colture. Il primo anno si coltivano patate, che qui non si limitano a poche varietà, ma a centinaia: le papas nativas, originarie delle Ande, presenti in tutte le forme e colori. Il secondo anno vengono seminate fave, quello successivo mais, anch’esso di vari colori e grandezze. Dopodiché, per tre o quattro anni viene coltivata l’alfalfa, una leguminosa simile al trifoglio usata come foraggio per il bestiame o per i cuy, i porcellini d’India. Questi ultimi sono molto amati in Perù, purtroppo non come animali domestici… Sono infatti considerati una prelibatezza, molto più del pollo o del maiale. In ogni casa se ne trova un piccolo allevamento, come nella cucina di Edelmira: aprendo la porta, si viene subito sorpresi da squittii impauriti. Una ventina o più di cuys corrono rapidi a rifugiarsi sotto i mobili. Quando diventano grossi abbastanza, ecco servito uno squisito picante de cuy (stufato di porcellino d’India).