L’interno del canyon che taglia il Jebel Khazali
Uno dei canyon che tagliano il deserto: qui la sabbia è di un colore rosa intenso

Il bianco e il rosa del Wadi Rum

Reportage - Il deserto reso famoso dal film Lawrence D’Arabia, al quale è stata «dedicata» una duna; tra antiche iscrizioni di epoca nabatea, oasi, canyon e addirittura una stazione ferroviaria
/ 09.09.2019
di Simona Dalla Valle, testo e foto

Una visita al Wadi Rum è un viaggio attraverso l’evoluzione geologica della Terra; massicce formazioni rocciose spuntano dal mare di sabbia, risultato di un movimento tettonico primordiale che ha spaccato la roccia prima di innalzarla sopra il suolo desertico. Sabbia, vento e inondazioni hanno levigato valli e gole, modellando l’arenaria in torri naturali e archi ricurvi. Il granito più duro e più vecchio forma il substrato del Wadi Rum ed è visibile tra gli strati di base delle montagne – in arabo, jebel – più alte.

Il villaggio di Rum si trova a circa un chilometro sopra il livello del mare, e l’area protetta circostante ospita il punto più alto della Giordania, il Jebel Umm ad-Dami (1854 m s.l.m.). All’interno del Wadi Rum sono stati documentati oltre ventimila petroglifi e iscrizioni, che fanno risalire la presenza umana in questo luogo a circa dodicimila anni or sono. Abitato nel corso della storia da cacciatori, pastori, agricoltori e commercianti, il deserto del Wadi Rum fu occupato inizialmente dai Nabatei, i quali lasciarono dietro di sé diverse tracce della loro presenza.

La bellezza del Wadi Rum fu introdotta nel resto del mondo dal film Lawrence of Arabia del 1962, attirando ondate di turisti e un numero crescente di troupe cinematografiche. Le gesta di Lawrence sono entrate a far parte del folklore locale, e alcuni siti turistici popolari prendono il suo nome. 

Al giorno d’oggi, quasi tutti gli abitanti del Wadi Rum sono beduini. Le antiche tribù erano nomadi e facevano pascolare capre e pecore nel deserto, creando insediamenti temporanei man mano che si spostavano. Dei sette gruppi tribali che risiedono nel deserto, il principale è quello degli Zalabia, a cui appartiene la maggior parte degli abitanti del villaggio di Rum; essendo questo l’unico villaggio all’interno dell’area protetta, la tribù Zalabia è in gran parte responsabile dei servizi turistici.

La maggior parte di loro vive in modo permanente nel villaggio – l’unico insediamento dell’area protetta – ed è coinvolta nell’industria turistica della zona. Molti elementi della vita beduina, come la tradizione dello zarb, una sorta di barbecue sotto la sabbia, rimangono onnipresenti nel Wadi Rum, permettendo ai visitatori di godere di un’autentica esperienza culturale. 

I beduini allevano tuttora mandrie di capre per il latte, la carne e lo jameed, un tipo di yogurt. In alcuni momenti dell’anno alcune famiglie o membri della famiglia tornano a un’esistenza errante con le loro greggi. Pochi, tuttavia, sono in grado di continuare un’esistenza interamente nomade e lo stile di vita tradizionale beduino sta rapidamente scomparendo.

Riconoscendone la storia naturale e culturale unica e l’importanza vitale del turismo per l’economia locale, nel 1998 il governo giordano ha dichiarato il Wadi Rum un’area protetta. I visitatori devono pagare una tassa di ingresso e registrarsi presso il centro visitatori istituito all’ingresso dell’area di fronte al Jabal Al-Mazmar, la montagna soprannominata «Sette Pilastri della Sapienza». 

Il deserto presenta una vasta area di dune di sabbia accatastate contro le montagne, dalle quali si ha una vista mozzafiato sul deserto sottostante, e spettacolari archi naturali in roccia. Con i suoi 80 metri di altezza, il Burdah Rock Bridge è il ponte di roccia naturale più alto del Wadi Rum, mentre l’Um Frouth Rock Bridge è alto quindici metri ed è uno dei punti di riferimento più fotografati della zona. La sorgente di Lawrence è il luogo dove Lawrence d’Arabia si sarebbe lavato durante la Rivolta Araba, ed è contrassegnata da un serbatoio d’acqua vicino all’ingresso di Wadi Shallalah. Il nome ufficiale della sorgente è Ain Abu Aineh, e presenta iscrizioni di roccia sulle pareti vicine.

In tutta l’area del Wadi Rum sono comuni iscrizioni talmudiche e nabatee raffiguranti carovane di cammelli, guerrieri di caccia e animali vari. Le iscrizioni di Alameleh sono tra le più complete e meglio conservate. Esse raffigurano cammelli e fauna selvatica. Altri petroglifi sono stati ritrovati nella stretta fessura che taglia il Jebel Khazali; è possibile esplorare il siq a piedi per circa 150 metri, abbastanza lontano per vedere l’impressionante numero di iscrizioni sulle pareti rocciose, come disegni di struzzi, coppie di piedi e una partoriente. 

Nell’area protetta sono in corso numerosi progetti di conservazione per salvaguardare il paesaggio e sensibilizzare la popolazione locale e i visitatori. Sono state effettuate anche indagini ecologiche per monitorare le popolazioni di animali in via di estinzione come il lupo grigio e la capra nubiana. Pattuglie di ranger contribuiscono a far rispettare le norme dell’area protetta e a ridurre la caccia illegale, e le piste principali attraverso il deserto sono state classificate per ridurre i danni causati da una guida non regolamentata. Sono inoltre in corso di attuazione programmi di sensibilizzazione per promuovere l’importanza dell’area protetta e incoraggiare comunità locali e visitatori a partecipare alla sua conservazione.

In pochi sanno che nel deserto del Wadi Rum vi è anche una stazione ferroviaria; la linea ferroviaria dell’Hegiaz fu costruita a partire dal 1900. Nel 1916 gran parte del mondo arabo era controllato dall’impero turco ottomano e gli alleati cercarono di costringere i turchi a lasciare la regione, esortando gli arabi a prendere le armi contro di loro in cambio dell’indipendenza. Nel corso dei due anni successivi, gli arabi aiutarono a sconfiggere i turchi in un grande sforzo bellico. 

Sotto la guida del principe Faisal, e con l’aiuto dell’illustre T.E. Lawrence, per l’appunto famoso con il nome di Lawrence d’Arabia, gli arabi riuscirono a interrompere il passaggio dei treni sulla ferrovia dell’Hegiaz: questi attacchi ai sistemi di trasporto contribuirono a sconfiggere i turchi e a porre fine alla Grande Guerra. Nonostante la linea ferroviaria sia stata in gran parte smantellata, la locomotiva restaurata nei pressi del Wadi Rum mantiene vivo il ricordo del conflitto che ha contribuito a plasmare il moderno Medio Oriente.