Avventure in un mondo incompiuto

Videogiochi – Anthem è prodotto dallo studio canadese Bioware che ne garantirà l’evoluzione
/ 22.04.2019
di Davide Canavesi

Quando si parla di videogiochi caratterizzati da una forte componente narrativa che hanno segnato la storia recente di questo media, non possiamo non ricordare la serie Mass Effect prodotta dallo studio canadese Bioware. La trilogia originale metteva il giocatore al centro di un’avventura complessa e piena di sfaccettature, nella quale tenevamo tra le mani il destino della nostra galassia. Ora, dopo la delusione di Mass Effect Andromeda nel 2017, i canadesi ci propongono un nuovo universo e un nuovo modo di giocare con Anthem. Che sia l’occasione di riscatto per uno studio di sviluppo che ha perso parte del suo prestigio negli ultimi anni?

Anthem è un gioco d’azione/avventura ambientato in uno strano mondo lasciato incompiuto da una razza di esseri onnipotenti. Nessuno sa perché i Creatori abbiano abbandonato l’opera in corso, lasciandosi alle spalle manufatti tanto potenti quanto incontrollabili. Un pianeta devastato da cataclismi, in cui tanto gli esseri umani quanto gli animali sono in continua lotta per la sopravvivenza. La nostra avventura nel mondo di Anthem inizia in un periodo di forte crisi. Accecati dalla sete di potere, alcuni agenti della fazione umana chiamata Dominio hanno tentato di imbrigliare il potere della creazione, causando un evento distruttivo conosciuto come Il Cuore della Furia. Il giocatore, in quanto parte di un gruppo di difensori dell’umanità, è chiamato ad intervenire per fermare il disastro. Sfortunatamente le potenze in movimento sono semplicemente troppo grandi per il gruppo di specialisti inviati sul campo di battaglia e la sconfitta è devastante. Molti eroici soldati perdono la vita, compresi alcuni dei nostri compagni di ventura. Con la reputazione in frantumi e il cuore infranto, siamo costretti a ripartire da zero per dimostrare che c’è ancora motivo di fidarsi degli Specialisti.

Anthem, come detto, è un gioco d’azione/avventura. A differenza però delle produzioni passate di Bioware, questa volta ci ritroveremo a giocare in un mondo condiviso con altri giocatori. Impersoneremo uno specialista, un soldato che combatte a bordo degli Strali, esoscheletri da combattimento robotici che gli forniscono tutta una serie di abilità particolari, non da ultima quella di volare e di muoversi rapidamente sott’acqua. La campagna, che potremo affrontare da soli, in compagnia di amici oppure assieme a sconosciuti, ha una durata di circa 50 ore e ci porterà ad affrontare nemici sempre più potenti, a scoprire retroscena e segreti del mondo di gioco e a potenziare sempre di più i nostri strali. La differenza principale tra Anthem e tanti altri giochi di questo genere è che non saremo costretti a scegliere un archetipo di combattimento. Normalmente dobbiamo scegliere se fare, per esempio, il mago, l’assassino, il soldato o soldato pesante senza poter più cambiare idea. Anthem permette invece al giocatore di cambiare strale tra una missione e l’altra, aprendo nuovi approcci e strategie, in particolar modo se orchestrate con altri compagni di squadra. Ogni strale possiede le proprie abilità, le proprie armi e le proprie modifiche, che andranno vinte partecipando alle diverse missioni. Allo stesso modo di altri titoli quali Destiny o Warframe, Anthem fa parte del genere definito come «loot and shoot». In poche parole, una volta che avremo terminato la storia principale, una delle ragioni per continuare a giocare è quella di ottenere un equipaggiamento sempre migliore. Migliori saranno armi e poteri, meglio potremo affrontare le sfide più ardue che ci verranno proposte a mano a mano che il gioco sarà espanso dagli sviluppatori. Esattamente come altri giochi di questo genere, Anthem non è caratterizzato da un mondo statico bensì da una continua evoluzione che dovrebbe protrarsi su più anni, con aggiornamenti regolari. Bioware aggiungerà missioni, nuovi capitoli di storia, nuove armi, poteri e personaggi.

Il suo essere un gioco in evoluzione, un «gioco quale servizio» è al contempo un vantaggio e uno svantaggio. È un bene perché gli sviluppatori avranno la possibilità di migliorare sensibilmente ogni componente dell’esperienza di gioco, utilizzando il feedback offerto dai giocatori di tutto il mondo. Purtroppo però significa anche che, al momento attuale, gli equilibri di Anthem semplicemente non ci sono. Nelle prime settimane di disponibilità abbiamo visto parecchi problemi, anche piuttosto gravi, in gioco. Dal bilanciamento delle armi inesistente ad un sistema di ricompense ingiusto. 

Come per tanti altri giochi usciti prima, Anthem sarà una maratona sia per i produttori sia per i giocatori. C’è tanta carne al fuoco, il potenziale si intravvede, tuttavia sarà il primo anno di vita di Anthem a decretarne veramente il successo o il fallimento.