Informazioni
www.viamia.ch
Ufficio dell’orientamento scolastico e professionale a Bellinzona, Tel. 091 8146351, oppure inviare una mail a decs-uosp(at)ti.ch


Una via che sia mia

Over 40 – Un progetto attivo in undici Cantoni offre alle persone con più di 40 anni le risorse e le competenze per ripensare la carriera professionale e pianificare il futuro
/ 11.01.2021
di Nicola Mazzi

«Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai per una selva oscura / ché la diritta via era smarrita». Il famoso incipit della Divina Commedia è perfetto per il tema di quest’articolo che tratta, infatti, di chi, superati i 40 anni, desidera analizzare il proprio percorso professionale.

La Confederazione ha messo a punto un nuovo strumento, intitolato ViaMia, che ha lo scopo di fare il punto della situazione sulle proprie competenze e scoprire le possibilità di crescita professionale. Un progetto partito con il nuovo anno e al quale partecipano 11 Cantoni. Tra di essi anche il Ticino dove la prestazione è garantita dall’Ufficio dell’orientamento scolastico e professionale.

Con Matteo Crivelli (orientatore professionale e responsabile cantonale di ViaMia) cerchiamo di saperne di più. «Il progetto è stato lanciato nel 2019 dal Consiglio federale e fa parte di un pacchetto di misure mirate a rilanciare il mercato del lavoro. L’obiettivo è quello di permettere alle persone con più di 40 anni di eseguire una valutazione della propria situazione lavorativa per capire se e come continuare con la situazione che stanno vivendo o se invece indirizzarsi su altre strade professionali».

Come aggiunge Crivelli, gli over 40 sovente si rivolgono agli orientatori per una consulenza e ora troveranno un’offerta di accompagnamento in più. «Alcuni desiderano capire che cosa offre il mondo del lavoro, altri vogliono riqualificarsi, altri ancora si chiedono se la professione scelta – magari 20 anni prima – sia quella che vogliono praticare per i prossimi 25. Insomma, sei a metà della tua vita professionale, con una formazione alle spalle e vuoi capire quali sono le tue potenzialità e come le vuoi sviluppare per il resto della tua vita lavorativa. Il tutto all’interno di un mercato del lavoro che è in continuo mutamento».

Ma in pratica come funziona il progetto? «Ci sarà un primo colloquio con l’orientatore, nel quale viene eseguita una valutazione della situazione personale per capire quale può essere la sua impiegabilità. Questo passo è però preceduto da un lavoro del partecipante e da un altro che facciamo noi. Nel dettaglio chi inizia la consulenza deve anzitutto farci avere il suo CV e passare un test online per rilevare quali sono le risorse a disposizione della persona. Così facendo noi possiamo iniziare la valutazione che poi completiamo insieme all’interessato. In teoria, già dopo un solo colloquio, si potrebbe capire se la persona sia pronta per ripartire oppure se ha bisogno di rafforzare le sue risorse o sviluppare dei progetti di carriera mediante ulteriori incontri. In questo senso non è previsto un numero preciso di colloqui da effettuare, ma ci adeguiamo ai bisogni di chi si vuole rimettere in gioco».

Gli strumenti a disposizione sono molteplici. ViaMia si appoggia, per esempio, su alcune piattaforme che saranno affinate con il progetto pilota e che permetteranno di valutare le risorse di ognuno, grazie a un questionario sviluppato dal professor A. Hirschi dell’Università di Berna. Inoltre, sono a disposizione alcune linee guida e sono stati sviluppati moduli ad hoc per effettuare l’analisi del CV, delle risorse personali e di carriera, delle competenze e della motivazione. Altri moduli analizzeranno, invece, le tendenze in atto nel mercato del lavoro al fine di scoprire le opportunità a disposizione del lavoratore.

Il progetto inizia con l’impiego di due orientatori a metà tempo. Mentre un’altra orientatrice, tutti e tre adeguatamente formati, è a disposizione in caso ci fosse una richiesta superiore a quanto preventivato e quindi ai 150 colloqui l’anno. In altre parole se dovessero essercene molti di più gli uffici cantonali sono pronti a farvi fronte.

«Oltre all’età non abbiamo altri limiti», sottolinea ancora Matteo Crivelli. Siamo aperti a tutti coloro che desiderano fare il punto della loro situazione lavorativa e a rispondere a queste domande: chi sono, dove sono e dove voglio andare? È un lavoro importante che ognuno dovrebbe fare a metà della propria attività professionale, per capire che direzione lavorativa prendere e per avere maggior controllo sulla propria traiettoria».

ViaMia – come detto all’inizio – coinvolge nel 2021 per la prima fase pilota 11 Cantoni e nel 2022, sulla base dell’esperienza fatta, sarà allargato a tutta la Confederazione (che lo finanzia quasi interamente) e durerà almeno fino al 2024.

Rispetto ad altri progetti dedicati ai lavoratori, ViaMia si rivolge a una fascia di persone – nella loro piena attività lavorativa – che spesso sono date per scontate e che beneficiano raramente di misure atte a valorizzarle. In particolare, permette di aiutare adulti che si trovano davanti a domande diverse da quelle di un giovane alla prima esperienza professionale. «Perché il nostro intento non è solo quello di analizzare il lavoro in quanto tale, ma il fine ultimo è quello di approfondire l’intera traiettoria di vita: è un momento di autoanalisi, in quanto il suo sguardo particolare e nuovo permette alla persona di guardarsi dentro e analizzare i vari contesti in cui si trova. La nostra sfida è quella di offrire agli interessati le risorse e le competenze per prendere in mano la vita e gestire i prossimi passi nella carriera professionale e privata».

Tutto ciò perché, per citare ancora Dante, dopo lo smarrimento iniziale lo scopo ultimo è quello di uscire «a riveder le stelle».