Una nuova esposizione nazionale

NEXPO – I promotori la prevedono nel 2028 e la vogliono sostenibile, partecipativa e diffusa su tutto il territorio
/ 26.10.2020
di Stefania Hubmann

NEXPO è un acronimo ancora poco visibile nei media, eppure il progetto di una nuova esposizione nazionale (Nuova EXPO) sta crescendo in diverse città svizzere, fra le quali anche Lugano. L’orizzonte temporale sembra lungo, poiché l’evento culminerà nel 2028 con la possibilità di vivere e sperimentare in tutto il Paese proposte di convivenza che vedranno la luce negli anni a venire. Il lavoro sta però già entrando nel vivo con iniziative locali e il coordinamento dell’associazione fondata a questo scopo, per cui NEXPO 2028 diventerà un richiamo sempre più frequente. Nata per iniziativa delle dieci maggiori città svizzere, la Nuova EXPO si vuole tale perché punta ad una forma totalmente inedita. Per volere dei suoi promotori sarà infatti sostenibile, partecipativa, orientata al futuro e diffusa su tutto il territorio. Il tema principale della convivenza nella Svizzera del XXI secolo sollecita tutti a chiedersi sin d’ora in quale futuro ci si vuole proiettare in un’era in cui globalizzazione, digitalizzazione, cambiamento climatico e migrazione sono sfide mondiali da cogliere come opportunità piuttosto che subire arrendevolmente.

Tutti possono contribuire a forgiare il grande evento di portata nazionale e con esso il proprio futuro. Questo il senso del progetto, la cui prima idea, come spesso accade, è stata abbozzata durante una pausa caffè nel 2016 dai sindaci di Basilea, Berna, Bienne, Ginevra, Losanna, Lugano, Lucerna San Gallo, Winterthur e Zurigo. Quest’ultima ha svolto un ruolo trainante e presiede il consiglio direttivo nella persona della sindaca Corinne Mauch, mentre i vicepresidenti sono i colleghi Alec von Graffenried (Berna), Sami Kanaan, (Ginevra) e Marco Borradori di Lugano. Ecco quindi che la Città ticinese è chiamata a giocare un ruolo di rilievo nel consolidamento della candidatura di NEXPO a esposizione nazionale, candidatura che dovrà essere sottoposta al Consiglio federale. Tornando al coinvolgimento della popolazione, una prima possibilità su scala nazionale è offerta dal sondaggio online NEXPLORER (www.nexplorer.ch) lanciato lo scorso primo agosto e presentato durante un tour estivo che ha toccato diverse città. A Lugano la bicicletta con rimorchio di NEXPLORER è giunta il 21 agosto per invitare la gente ad esprimere preoccupazioni, desideri e motivi di gioia attraverso le risposte a 50 domande. Si tratta di un sondaggio sui valori al quale nelle prime settimane hanno partecipato oltre 2500 persone. Dai risultati raccolti finora sono state individuate le prime tendenze. In un anno pesantemente condizionato dalla pandemia gli auspici per il proprio Paese riguardano in prevalenza sicurezza e stabilità (65%), ma anche equità e solidarietà (55%). Emergono inoltre propensioni diverse, ad esempio riguardo alla natura con la quale le donne nutrono un legame più forte rispetto agli uomini, o ancora una differenza fra residenti in campagna e in città per quanto concerne la dimensione del «Qui» (per la quale propendono i primi) e quella del «Là» (più accentuata nel secondo caso). Questi poli, unitamente a «Io» e «Noi», si trovano alle quattro estremità della croce svizzera personalizzata che ogni partecipante ricava al termine del sondaggio. Nel complesso i primi dati indicano che le croci dei gruppi analizzati presentano molte più affinità che differenze.

Come testimonia questo tassello della fase esplorativa, le modalità digitali rivestono un ruolo chiave nell’intero progetto. Ad un uso intelligente delle moderne tecnologie punta anche Lugano con l’obiettivo di costruire un futuro che abbini qualità di vita e sostenibilità a fronte di una crescente urbanizzazione. Questo processo, che si sta concretizzando attraverso le Linee di Sviluppo 2018-2028 e lo specifico impulso del laboratorio urbano Lugano Living Lab, è in sintonia con i propositi della nuova esposizione nazionale, come rileva Giorgio Maric, direttore dell’Ufficio di statistica della Città e suo rappresentante in seno alla direzione di NEXPO. Precisa l’intervistato: «La Città di Lugano è interessata da una profonda trasformazione, condizionata da fattori esogeni come la dimensione e una dinamica accelerata, ma anche interni nell’ambito della visione e delle relative strategie volte a renderla un luogo attrattivo dove vivere e lavorare. Questa trasformazione costituisce un’opportunità per chinarsi sui reali bisogni dei cittadini, così come NEXPO intende fare sul piano nazionale. Bisogni legati ad esempio al contatto con la natura – qui Lugano ha ancora un ampio margine di manovra valorizzando i territori aggregati – ma che devono tener conto delle esigenze economiche associate alla dimensione del lavoro sfociando in compromessi accettabili e sostenibili. Va rilevato come in questa visione l’innovazione tecnologica non rappresenti una finalità, bensì uno strumento al servizio degli obiettivi perseguiti».

Quale a questo punto il ruolo delle dieci maggiori città svizzere? Risponde Giorgio Maric: «L’intento iniziale, poi sfociato nel progetto NEXPO, era di riconoscere la responsabilità delle città in quanto detentrici di una massa critica di competenze e di un ampio spettro di sensibilità nel processo strategico di riflessione sul Paese, sui valori, sulle modalità di convivenza lungo un asse temporale che giunge fino a fine secolo. L’idea di abbinare questa riflessione a un’esposizione nazionale è emersa pensando al “diritto” di ogni generazione di poter vivere pienamente un evento di tale portata. Il questionario Gulliver dell’EXPO ’64 svoltasi a Losanna – una serie di domande per i visitatori le cui risposte non furono rese pubbliche per volontà del Consiglio federale – ha ispirato il sondaggio NEXPLORER. Questa volta un’indagine che precede l’evento e all’insegna della massima trasparenza».

A livello locale sono già stati avviati percorsi concreti da inserire nel più ampio progetto nazionale volto ad identificare su tutto il territorio i punti di riferimento della Svizzera di domani, alcuni esistenti, altri nuovi. Giorgio Maric illustra una prima nuova iniziativa luganese: «Un programma sperimentale di formazione per allievi e allieve delle scuole elementari della Città è stato presentato durante la recente manifestazione “Aspettando le giornate digitali”. Denominato TAC (Tecnologia, Ambiente, Competenze), ha quale obiettivo lo sviluppo di competenze nella raccolta e nell’interpretazione di dati ambientali e nella didattica con l’ausilio di tecnologie digitali. TAC intende avvicinare i più piccoli, ma anche gli adulti, all’uso di queste tecnologie in modo originale e ludico per accrescere la sensibilità ambientale e favorire l’adozione di comportamenti sostenibili. Saranno raccolti dati relativi a temperatura, umidità, qualità dell’aria, rumore e luminosità. Pure in questo caso la tecnologia è utilizzata come prezioso alleato». Il progetto sarà proposto nelle classi nel corso di questo anno scolastico e al pubblico durante alcuni incontri previsti nel 2021.

Il mese di ottobre coincide anche con l’inizio della fase di consolidamento (prevista fino al 2022) di NEXPO, cui hanno nel frattempo aderito altre sette città: Aarau, Coira Friburgo, La Chaux-de-Fonds, Neuchâtel, Sciaffusa, Uster. In questo periodo ci si concentrerà sulla partecipazione della popolazione e sul processo politico con la candidatura ufficiale presso la Confederazione. NEXPO 2028 è un progetto innovativo che mira a coinvolgere l’intero Paese valorizzando le iniziative locali. Uno dei suoi punti di forza, come sottolinea Giorgio Maric in conclusione, è costituito dal carattere evolutivo grazie al quale è possibile dar vita con dinamismo e agilità alla visione della Svizzera del futuro così come desiderata dai suoi cittadini.

Informazioni
www.nexpo.ch
www.luganolivinglab.ch