I ticinesi erano presenti a Ecolades anche con un ensamble di chitarre

Un incontro di creatività

Ecolades – Il festival di musica, teatro, danza e arte, organizzato a La Chaux-de-Fonds e Le Locle, ha riunito oltre mille giovani provenienti dai licei svizzeri e da alcune scuole estere
/ 10.06.2019
di Stefania Hubmann

Oltre mille giovani sui palchi e nelle vie di due città giurassiane per trascorrere un fine settimana cantando, suonando, recitando e applaudendo i loro coetanei. Sono giovani che esprimono con forme diverse la loro creatività trasmettendo emozioni e valori. L’occasione è data dal festival Ecolades, svoltosi lo scorso aprile a La Chaux-de-Fonds e Le Locle, al quale hanno partecipato anche 350 fra allievi e docenti dei cinque licei ticinesi. Una folta delegazione che regolarmente contribuisce al successo di questa manifestazione, organizzata ogni tre anni e giunta alla sesta edizione. La trasferta nel canton Neuchâtel, dove sono pure presenti scuole provenienti dall’estero, è sempre attesa con trepidazione per l’atmosfera festivaliera, ma anche quale momento culminante di una lunga preparazione compiuta durante corsi facoltativi dopo gli impegni scolastici.

Il risultato è un insieme di eventi che riflettono passioni, sensibilità e tematiche dell’universo giovanile contemporaneo, senza dimenticare i classici, siano essi compositori o autori teatrali, i cui contenuti sono sempre attuali. Ad accomunare le numerose presentazioni (teatro, danza, esposizioni, musica e produzioni visive) l’elevato livello qualitativo delle medesime, cui plaude la presidente del festival Annie Clerc-Birambeau che così lo riassume: «Ecolades è l’incontro di talenti e ricchezze creative. Sono sempre affascinata dall’impegno dei giovani e dalla qualità di ciò che propongono». Quest’anno è spiccata ad esempio una performance ininterrotta di 24 ore dedicata appunto all’arco di una giornata con la possibilità per il pubblico di entrare e uscire a piacimento dal suggestivo Temple Farel. Molto apprezzati anche gli spettacoli dei giovani ticinesi: dal concerto di apertura che ha visto riuniti i licei di Bellinzona e Locarno a quello presentato insieme dai licei di Lugano 2 e Mendrisio, dalle pièce teatrali degli istituti di Bellinzona e Mendrisio ai flashmob dei licei cantonali di Lugano 1 e Lugano 2, dalla mostra del Liceo di Bellinzona al concerto «Viaggiare nei suoni» presentato dal coro, dall’orchestra, dall’ensemble di chitarre e da un gruppo di allievi delle classi dell’Opzione Specifica (OS) Musica del Liceo di Lugano 1.

I cori sono le formazioni più numerose (130 allievi ticinesi), seguiti dalle orchestre (98) e dai gruppi di teatro (93), ai quali si aggiungono una trentina di docenti. Il coro del Liceo di Lugano 1 conta da solo un’ottantina di studenti e circa quindici insegnanti (di cui alcuni ex). Fra questi ultimi anche Luca Paltrinieri, docente di biologia e collaboratore di direzione, che ribadisce il successo della partecipazione al festival come pure l’importanza del suo valore educativo. «Il Liceo cantonale di Lugano 1, il più grande del Cantone con 1124 allievi, partecipa a Ecolades dal 2007, anno della seconda edizione», precisa il prof. Paltrinieri. «Il festival, oltre a gratificare gli studenti per le loro esibizioni, offre la possibilità di confrontarsi con le produzioni di altre culture, favorendo l’apertura mentale e lo scambio culturale. L’organizzazione è ottima, siamo sempre ben accolti ed è un’esperienza arricchente per tutti. A ciò contribuisce anche il comportamento degli allievi, i quali dimostrano senso di responsabilità e spirito di adattamento». 

Luca Paltrinieri sottolinea inoltre come il risultato finale sia frutto di un impegno costante e volontario durante l’intero anno scolastico sia da parte degli allievi, che seguono questi corsi al di fuori della griglia oraria obbligatoria, sia degli insegnanti. «L’obiettivo ultimo non è tanto l’alta qualità della prestazione quanto il percorso che permette di raggiungerla. Un percorso comune che premia la responsabilità del singolo nei confronti del gruppo e lo sforzo comune. Si tratta di una forma di educazione preziosa per tutta la vita». Gli fa eco Andrea Pedrazzini, docente di musica al Liceo di Lugano 2, che da parte sua pone l’accento sull’importanza, per coro e orchestra, delle collaborazioni fra gli istituti: Locarno e Bellinzona, rispettivamente Lugano 2 e Mendrisio. «Un gruppo più grande di coristi e strumentisti permette di ampliare il repertorio e di esibirsi a Ecolades nella grande Sala della Musica, rinomata a livello internazionale per la sua acustica. Sia per chi partecipa al coro quale prima esperienza musicale che per i musicisti dell’orchestra che hanno già un’esperienza musicale, Ecolades è un avvenimento che lascia il segno». In effetti al ritorno dal festival alcuni allievi del Liceo di Lugano 2 hanno desiderato condividere la loro esperienza scrivendo un testo poi diffuso quale comunicato stampa.

Offrire visibilità all’impegno creativo degli studenti contribuisce a diffondere un’immagine positiva della scuola notevolmente apprezzata dagli organizzatori della manifestazione. Il festival Ecolades, come spiega la presidente Annie Clerc-Birambeau, è infatti scaturito dall’idea di un gruppo di cittadini di La Chaux-de-Fonds desiderosi di animare la loro città. Dal 2004 l’evento viene riproposto ogni tre anni con un numero crescente di partecipanti. Oltre a nove scuole neocastellane e ai cinque licei ticinesi, erano presenti istituti provenienti dai cantoni Friburgo, Ginevra, Vaud, Jura e Berna, nonché da Francia, Québec e Irlanda per un totale di 1100 partecipanti. La presidente di Ecolades: «Penso che abbiamo raggiunto il numero massimo di iscritti, perché già ora è difficile trovare soluzioni adeguate per l’alloggio. Disponiamo però di diverse belle sale in un perimetro ristretto, ciò che contribuisce alla buona riuscita del festival. Mi riferisco in particolare alla Sala della Musica e al teatro all’italiana L’Heure bleue. Alcuni istituti, come quelli ticinesi, tornano ad ogni edizione e ne siamo lieti. Durante il fine settimana di Ecolades – il nome è ispirato alle più famose Schubertiades – la città è animata da una gioventù straordinaria. Quest’anno ha partecipato anche l’associazione “À part entière” con un gruppo di giovani dal percorso movimentato, giovani che hanno espresso con successo il loro potenziale creativo mettendo in scena proprio la loro difficile situazione».

Mille partecipanti, quaranta presentazioni e quindici luoghi sono le cifre che riassumono quello che da alcuni anni, vista la regolare e importante presenza del nostro cantone, si definisce come Festival delle scuole romande e ticinesi. Al di là dei numeri conta però lo spirito e il valore della manifestazione come sottolineano tutti gli intervistati, fra i quali anche Daniele Sartori, capo della Sezione dell’insegnamento medio superiore. «Questi corsi sono fortemente sostenuti dalle direzioni dei licei e dal Dipartimento – spiega Daniele Sartori – perché contribuiscono a definire l’identità dell’istituto e a sviluppare il senso di appartenenza. Le materie obbligatorie sono stabilite a livello federale, mentre i corsi facoltativi costituiscono un’offerta supplementare che i Cantoni propongono agli studenti». Il capo Sezione assicura che anche con l’adeguamento della griglia oraria, attualmente in fase di consultazione, queste offerte facoltative non saranno sfavorite e si continuerà a tener conto della loro importanza evitando di penalizzare il loro posizionamento nell’orario settimanale degli allievi.

Per valorizzare la passione degli studenti ticinesi in ambito musicale e teatrale negli anni in cui manca l’appuntamento con Ecolades, sono stati promossi, su iniziativa dell’ex direttore del Liceo di Lugano 1 Giampaolo Cereghetti, due eventi cantonali al LAC sostenuti da LAC edu. Il concerto di tutti i cori e di tutte le orchestre dei licei ticinesi, che si esibiscono anche riuniti in un’unica grande formazione, si alterna con «Play!», dedicato ai gruppi teatrali. L’appuntamento con la creatività dei liceali ticinesi è quindi per la prossima primavera sul palco del LAC.