Bibliografia

Cindy Gilbert e Roberta Maresci, Il grande libro delle erbe medicinali per le donne – La guida più completa al benessere femminile, Sonda editore, 2019, 432 pp.


Un fiore contro le vampate

Fitoterapia - Cimicifuga Racemosa è tra le piante più utili per affrontare i problemi creati dalla menopausa
/ 04.10.2021
di Eliana Bernasconi

«Ma perché la femmina della nostra specie va in menopausa?». Se lo chiede nel capitolo «I rimedi medici in menopausa», Emanuele Jannini, medico e sessuologo, autore del libro Uomini che piacciono alle donne: «È un mistero irrisolto dell’evoluzione, pare che la donna sia l’unica tra i mammiferi ad attraversare questa fase, insieme ad alcuni cetacei e agli scimpanzé in cattività…».

Dal greco «men» che significa «mese» e «pausis», «fine», il termine menopausa fu coniato da un medico francese nel 1816 e si riferisce all’ultima mestruazione della donna.

In un’età che indicativamente si pone nel periodo tra i 45 e i 55 anni, variabile ma non procrastinabile, l’equilibrio ormonale si altera in seguito alla ridotta produzione di estrogeni, gli ormoni sessuali dell’organismo femminile, determinanti durante l’età fertile. Gli estrogeni riducono e sospendono la loro funzione e ritmicità quando ipotalamo e ipofisi smettono gradualmente di impartire segnali alle ovaie. Possono allora manifestarsi leggeri ma fastidiosi disturbi, di natura neurovegetativa o psicoaffettiva, vampate, sudorazioni, tachicardia o disturbi del sonno, o anche irritabilità, forme ansiose o depressive, cambiamenti di umore. Sono stati catalogati 35 piccoli disturbi di questo tipo; disturbi sopportati senza molti disagi da circa un terzo delle donne.

Diverse sono le modalità con cui le donne vivono questa fase della vita assolutamente naturale, erroneamente definita critica da una società dove aspettative sociali e martellanti messaggi mediatici sembrano attribuire priorità e valore solo a giovinezza e bellezza. Più che mai la fitoterapia ci offre il suo aiuto per affrontare questa fase di transizione e i suoi cambiamenti. I fitoestrogeni, come indica il nome stesso, sono sostanze naturali contenute in molte piante. Grazie alla loro particolare struttura chimica sono in grado di legarsi ai recettori degli estrogeni svolgendo una funzione ormonale di rinforzo. Su queste molecole vegetali dette isoflavoni, di cui è particolarmente ricca la soia, esistono molti studi: ad esempio, si è osservato che le donne giapponesi che seguono un’alimentazione molto ricca di soia soffrono in misura molto minore di tumori al seno.

L’osteoporosi è una malattia che può fare il suo ingresso nel periodo della menopausa. Interessa milioni di donne dopo i cinquant’anni e colpisce in misura minore anche gli uomini. È definita «malattia silenziosa» perché può passare inosservata, ma provoca una riduzione della struttura e della densità ossea, e un’aumentata esposizione al rischio di fratture.

Con l’esperimento «Nanoparticles and Osteoporosis» dobbiamo a Samantha Cristoforetti lo studio avanguardistico di questa subdola malattia, approfondito all’interno della stazione spaziale nel 2015, dove, per sei mesi, un prelievo quotidiano di saliva ha monitorato gli indicatori delle condizioni del metabolismo osseo e muscolare dell’astronauta. Tra le piante più ricche di fitoestrogeni, e una delle prime da usare in menopausa, vi è la Cimicifuga Racemosa, una delle molte erbe che gli europei hanno imparato a usare dagli indigeni del Nord America. Originaria del Canada, cresce nelle regioni orientali dell’America settentrionale. La sua radice è nera e la si ritiene indicata per chi attraversa periodi di sconforto e tristezza. Con questa radice si prepara un decotto ant-iinfiammatorio, per alleviare mal di testa e disturbi del ciclo; si utilizza anche in gocce di tintura madre. Attenzione: si raccomanda sempre di evitare l’automedicazione, serve consultare uno specialista competente.

Anche il Trifoglio dei prati (Trifolium pratense), noto con il nome di Trifoglio rosso rientra nella categoria dei fitoestrogeni, e contiene isoflavoni come la soia. Come per la Cimicifuga, ne abbiamo appreso l’uso dagli indigeni del Nord America. Analisi recenti confermano la sua capacità di ridurre le vampate di calore. La medicina tradizionale cinese ha compiuto numerose ricerche anche su Angelica sinensis. o Angelica cinese: la radice essiccata di questa magica pianta – detta erba degli angeli o Ginseng femminile (che ha fama di essere pure afrodisiaca) – è ricca di fitoestrogeni e cura le irregolarità e i disturbi del ciclo mestruale; esiste anche in tintura madre.

È poi impossibile non citare la salvia; si dice che bevuta quotidianamente renda immortali, e scusate se è poco. L’ antica scuola medica salernitana, che tra il X e il XIII secolo unì il sapere arabo delle erbe con quello occidentale si chiedeva: «perché un uomo dovrebbe morire se ha la salvia in giardino?».

La Salvia era sacra a Zeus, gli egiziani la associavano all’immortalità, bruciata con grani di incenso libera ambienti e persone da influssi negativi, ma soprattutto è ricca di fitoestrogeni. Essendo astringente, è stata usata per attenuare ed eliminare le vampate di calore durante la perimenopausa, cioè il periodo che precede la menopausa: uno studio clinico ha dimostrato la riduzione della frequenza e dell’intensità delle stesse dopo quattro settimane. È efficace anche un infuso misto di salvia ed erba cardiaca, la pianta spontanea che cresce in molti luoghi: una tazza di acqua bollente più volte al giorno. Non usare invece mai incautamente l’olio essenziale di salvia: è pericoloso e può avere effetti tossici.

La Salvia officinalis è stata immortalata nella ballata Scarborough Fair e nel titolo dell’album di Simon & Garfunkel Parsley, Sage, Rosemary and Thyme. Aggiungiamo che il famoso iperico, o erba di San Giovanni è un antidepressivo dolcissimo ed efficace, per cui è indicato quando la menopausa porta con sé pensieri di malinconia.