Tutta la bellezza dei nostri borghi

Pubblicazioni – La guida nata dal lavoro dell’omonima associazione «I Borghi più belli della Svizzera» ha riunito 43 località particolarmente vive, ricche di storia e preservate non solo dal punto di vista architettonico
/ 27.09.2021
di Stefania Hubmann

Per scoprire nel nostro Paese suggestive località in parte misconosciute basta sfogliare l’agile guida illustrata I Borghi più belli della Svizzera pubblicata di recente nelle tre lingue ufficiali dall’omonima associazione. Quest’ultima ha raggiunto in sei anni di attività una tappa essenziale nella realizzazione dei suoi intenti. Ha riunito 43 borghi distribuiti in quindici cantoni, includendone anche uno situato nel principato del Liechtenstein, sfruttando così la fama di quelli già apprezzati per il loro valore culturale, architettonico e paesaggistico per promuovere località altrettanto uniche rimaste finora nell’ombra. La rete è inserita nell’organizzazione internazionale «Les plus beaux villages de la Terre». L’obiettivo comune è di favorire la preservazione di questi insediamenti storici, valorizzandoli e appoggiandoli nello sviluppo di un turismo sostenibile. Charme e genuinità sono solo due delle caratteristiche che accomunano i borghi della guida, selezionati sulla base di criteri restrittivi. «La scelta – tiene subito a precisare Kevin Quattropani, presidente e co-fondatore dell’associazione – è determinata dalla qualità. La guida presenta, suggerendo percorsi di scoperta, località vive, ricche di storia, preservate da ogni punto di vista. Hanno un potenziale che merita di essere sfruttato senza però intaccare la loro anima». Sulle motivazioni legate alla scelta del termine «borgo» il presidente spiega che «in italiano si è optato per questa denominazione, poiché più inclusiva rispetto a villaggio, utilizzato nelle edizioni in lingua francese e tedesca. La pubblicazione, curata nella versione italiana dall’Istituto Editoriale Ticinese e nelle altre due dalla casa editrice Favre, richiama a sua volta la preesistente pubblicazione italiana alla quale ci siamo ispirati».

Nel 2015 quando un insieme di stimoli e circostanze ha indotto Kevin Quattropani, assieme a Fiorenzo Pichler, a costituire l’associazione «I Borghi più belli della Svizzera», gli analoghi enti di Italia, Francia e Spagna erano già realtà affermate che hanno funto da modello. La Svizzera è però un insieme di culture diverse riunite in un piccolo territorio. Consolidare l’attività dell’associazione per poi dar vita alla guida cartacea – strumento sollecitato dai Comuni selezionati – ha pertanto richiesto un impegno differenziato nelle varie regioni linguistiche. Kevin Quattropani: «Partendo da Poschiavo, primo Comune interessato al progetto, abbiamo lavorato con un buon ritmo nella Svizzera italiana e in quella francese. Nella prima Comuni come Morcote o Ascona sono chiaramente borghi faro con una funzione attrattiva sia per l’associazione, sia per la rete turistica. Grazie anche ad Alain Saint-Sulpice, membro di comitato residente a Ginevra, si è invece avuto una via privilegiata per lo sviluppo in Romandia. Piano piano siamo poi riusciti a coinvolgere anche i Comuni della Svizzera tedesca giungendo a una buona ripartizione dei borghi sull’insieme del Paese». Da precisare che l’interlocutore dell’associazione è sempre l’entità comunale, mentre il borgo designato può anche essere costituito da una frazione. In cifre i limiti sono rappresentati da duemila abitanti per il nucleo tutelato e da diecimila a livello di Comune.

La Svizzera italiana, oltre che dai citati Poschiavo, Morcote e Ascona, è rappresentata da Muggio, Soglio e Bosco Gurin, quest’ultimo il più piccolo della guida con 55 abitanti. Addentrandoci nel vivo della pubblicazione, «il borgo più grande è Aarbug con 8800 residenti, scelto anche per la copertina dell’edizione italiana in ragione dell’interesse suscitato all’estero in occasione di un convegno della federazione internazionale», prosegue il presidente. L’entusiasmo che ha motivato Kevin Quattropani all’inizio di questa avventura – portata avanti con diversi collaboratori fra i quali gli autori Alain Saint-Sulpice, Francesco Cerea e Christian Guerra – è tuttora presente soprattutto quando evoca peculiarità e fascino di alcuni nuclei pregiati che si possono trovare sul nostro territorio, a volte non lontano da borghi famosi.

Prosegue il nostro interlocutore: «Nella Svizzera italiana penso in questo senso a Soglio, che ha ispirato diversi artisti tanto da valergli l’appellativo di “soglia del paradiso”, o a Bosco Gurin, antico villaggio walser unito per origine ad altri borghi della guida. Ho nel cuore pure Tschlin, nella Bassa Engadina, la cui vista panoramica abbraccia ben tre nazioni: Svizzera, Austria e Italia. Per apprezzare la ricchezza di questi luoghi occorre dedicare loro del tempo. La nostra associazione promuove un turismo lento volto a vivere l’atmosfera del borgo, a visitare i suoi monumenti, a fermarsi per il pranzo o il pernottamento. A dipendenza dei propri interessi si possono identificare all’interno della guida più percorsi puntando sulle caratteristiche che accomunano alcuni borghi, per esempio la citata origine walser».

Pubblicata la guida, l’associazione intende partire da questa preziosa raccolta di informazioni per sviluppare altri progetti. In particolare il presidente spera di poter organizzare il prossimo anno «La notte romantica», caratterizzata da iniziative ad hoc sul tema dell’amore, come già avviene in altre nazioni della federazione. Magnifici borghi storici da vivere, quindi, anche al calar del sole. Se il loro numero non è destinato a crescere molto, poiché per garantire la qualità delle proposte si intende fermarsi a una cinquantina, la guida conoscerà invece un’evoluzione con successive edizioni a cadenza di qualche anno. L’impegno del comitato è notevole, anche perché le tre edizioni non sono il risultato di un semplice lavoro di traduzione. In pratica, sempre per garantire un elevato standard qualitativo, sono state concepite tre guide in sintonia con le rispettive esigenze delle lingue di pubblicazione. Diversa anche l’immagine di copertina che riporta pure il logo dell’associazione. Nella semplicità di pochi tratti esso racchiude tutti gli elementi del fascino dei borghi svizzeri più suggestivi, compresa la via lacustre sulle cui rive essi sono spesso adagiati.

Altra caratteristica dell’operato dell’associazione è l’attività di tipo accademico, resa possibile dalla collaborazione con università e programmi internazionali di ricerca. Il direttore culturale Francesco Cerea, storico di formazione, è infatti ricercatore associato al Laboratorio di Storia delle Alpi presso l’Accademia di architettura dell’Università della Svizzera italiana e docente all’Università Europea di Roma. L’associazione «I Borghi più belli della Svizzera» è così presente in pubblicazioni accademiche e convegni.

Grazie agli incontri fra i rappresentanti delle diverse associazioni nazionali, la promozione della guida I Borghi più belli della Svizzera e delle località medesime potrà essere estesa a tutto il mondo, pandemia permettendo. Oltre quaranta località svizzere, unitamente a Triesenberg nel Principato del Liechtenstein, dispongono ora di un nuovo e prezioso veicolo promozionale che illustra la diversità racchiusa nella piccola Svizzera, fornendo indicazioni storiche, informazioni pratiche e, in evidenza, specifiche curiosità. Un vantaggio da sfruttare anche per creare circoli virtuosi a livello locale in modo che il turismo possa fungere da traino per iniziative a beneficio della popolazione nel rispetto di un equilibrio fra il primo e la seconda.