Sciare, seduti sugli sci

Inclusione - Di nuovo sulle piste in sella al monosci e al dualsci. Anche in Ticino
/ 17.02.2020
di Davide Bogiani

Li si vedono sfrecciare sempre più spesso anche sulle piste da sci in Ticino. Stiamo alludendo al monosci e al dualsci, due attrezzi di scivolamento che permettono a persone in condizione di paraplegia, rispettivamente di tetraplegia, di godersi appieno le giornate di sci sulla neve. 

Per saperne di più su questi due attrezzi, abbiamo incontrato Luca Vidotto, direttore, ed Ezio Previtera, presidente della Scuola Svizzera di Sci Lugano (SSSL), i quali con la loro scuola stanno portando avanti da alcuni anni un progetto, già diventato programma, di inclusione di persone con andicap all’insegnamento dello sci. 

Il sogno della SSSL ha inizio circa tre anni fa. Durante una chiacchierata, direttore e presidente si chiedono come includere nei corsi di sci persone con disabilità motorie.

«Nei primi mesi non sapevamo in che direzione muoverci – spiega Vidotto. Ci siamo poi rivolti all’Associazione svizzera dei paraplegici con sede a Nottwil per saperne di più». Ed ecco le prime risposte. L’attrezzo che avrebbe portato a sciare persone con difficoltà motorie agli arti inferiori sarebbe stato il monosci; per i clienti invece con difficoltà motorie anche agli arti superiori, il dualsci.

«Il monosci – aggiunge Vidotto – si compone di un sedile regolabile con tanto di cinture, il quale è fissato su una struttura in alluminio, a sua volta agganciata su uno sci. Il sedile in un certo senso sostituisce la funzione dello scarpone, quindi deve essere ben regolato per ciascun sciatore. Al posto dei bastoni si impugnano due piccole stampelle (stabilizzatori) alle cui estremità sono fissati due sci molto corti. Lo sciatore è attivo e le curve vengono impostate con il movimento della parte superiore del corpo e controllate grazie all’aiuto di questi stabilizzatori». Una spiegazione che ci porta alla mente l’atleta ticinese Murat Pelit, il quale è da alcuni anni balzato alla cronaca per i grandi successi raggiunti a livello internazionale proprio nelle gare di monosci. 

Meno conosciuto è invece il dualsci. «È vero – aggiunge Previtera, specialista in questa disciplina – si tratta di un attrezzo ancora poco diffuso in Ticino». In questo caso il sedile tipo rally, compreso di cinture a tre punti, con uno schienale più alto rispetto al monosci che funge da protettore per la testa, è fissato su una struttura in acciaio, la quale appoggia su due sci. A condurre l’attrezzo, come se fosse una sorta di passeggino, è un maestro di sci. «Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, il cliente è tutt’altro che passivo nella seggiola e può influenzare la sciata muovendo lateralmente la testa oppure, in caso di residua mobilità degli arti superiori, con lo spostamento delle braccia. Nell’utilizzo di questo attrezzo vi è inoltre una componente molto importante, ovvero quella dell’interazione stretta fra il cliente e il maestro di sci». 

Maestro di sci che per poter insegnare l’utilizzo del monosci oppure così come per condurre i clienti con il dualsci, è tenuto a seguire una formazione specifica. «In effetti – spiega Vidotto, specialista in entrambe le discipline – si tratta di due formazioni ben distinte che iniziano con una giornata teorica organizzata dall’Associazione svizzera dei paraplegici di Nottwil sul tema della paraplegia».

Se i requisiti della tecnica di base dello sci sono soddisfatti, si ha accesso quindi alla formazione del monosci, rispettivamente del dualsci, ognuna della durata di tre giorni. I corsi si svolgono nella località sciistica di Sörenberg e sono condotti da maestri di sci dell’Associazione svizzera dei paraplegici. Alla formazione tecnica segue uno stage pratico di cinque giorni, a cui se ne aggiungono due di esame finale. A questo proposito va sottolineato che a inizio febbraio ha avuto luogo ad Airolo Pesciüm l’esame del dualsci che ha permesso a due candidati ticinesi di diventare specialisti in questa specialità. L’esame ha avuto luogo durante il weekend di insegnamento di monosci e dualsci organizzata in Ticino dall’Associazione svizzera dei paraplegici e a cui hanno partecipato come guide i maestri di sci dell’Associazione svizzera dei paraplegici in collaborazione con i maestri della Scuola Svizzera di Sci Lugano. Due giorni in cui la meteo ha fatto le bizze, ma che hanno tuttavia regalato grandi emozioni ai partecipanti, come ci riferisce uno dei cinque componenti: «Dopo l’incidente avevo abbandonato l’idea di sciare. Poi, improvvisamente, il sogno si è riacceso e realizzato. Sono di nuovo andato a sciare con la mia famiglia e questo è stato un regalo incredibile sia per me, ma anche per mia moglie e i miei figli».

Tutto questo ad Airolo, stazione sciistica che negli ultimi tre anni si è impegnata per abbattere le barriere architettoniche, rendendo possibile addirittura lo svolgimento dei Campionati svizzeri paralimpici. Un evento che ha attirato molti sciatori svizzeri con andicap fisici o sensoriali (ipovedenti o ciechi) e che, grazie alla partecipazione (e vittorie) dell’atleta di casa nostra Murat Pelit, è stato fortemente mediatizzato in Ticino. 

E se l’inverno nelle prossime settimane non perde l’orientamento, ci saranno ancora molti giorni da dedicare alla neve, e perché no, per provare l’ebbrezza di una discesa in mono o dualsci.