Pierfranco Longo, presidente della Conferenza cantonale dei genitori

L'incontro tra famiglia e scuola

La Conferenza cantonale dei genitori esiste dal 1998 e svolge un ruolo fondamentale nel sostenere, informare e coinvolgere le famiglie sulle questioni che riguardano la scuola e la genitorialità
/ 05.04.2021
di Stefania Hubmann

La voce della Conferenza cantonale dei genitori (CCG), ente mantello delle assemblee dei genitori degli istituti scolastici, si è sempre levata puntuale e credibile sulle questioni che coinvolgono le famiglie e la scuola. A maggior ragione lo ha fatto nel ruolo di interlocutore delle istituzioni durante la pandemia di fronte allo choc della temporanea chiusura delle scuole la scorsa primavera. La CCG, attiva dal 1998, ha continuato da un lato a rimanere all’ascolto dei bisogni delle famiglie attraverso un sondaggio, dall’altro tenendo un dialogo continuo con le istituzioni e l’opinione pubblica. L’emergenza sanitaria ha rappresentato anche per i genitori e la scuola una sfida enorme che ha però permesso a tutti i suoi protagonisti di maturare una nuova consapevolezza dei propri ruoli. Questa riflessione del presidente della CCG, Pierfranco Longo (nella foto accanto), evidenziata anche nel corso della recente assemblea dell’associazione, trova riscontro in studi dell’Università della Svizzera italiana (USI) presentati nella medesima occasione.

La Conferenza cantonale dei genitori ha ribadito con forza il carattere di «servizio pubblico essenziale» della scuola in presenza anche in un comunicato stampa dello scorso gennaio, a seguito di un possibile ritorno all’insegnamento a distanza ipotizzato dagli esperti scientifici. «Non dobbiamo perdere di vista i contenuti, ma nemmeno i numeri dell’universo scolastico», spiega Pierfranco Longo ad «Azione». Sui primi precisa: «La scuola è un luogo fisico indispensabile non solo per la formazione, ma anche per la crescita personale. Oltre alle esigenze di apprendimento, va infatti considerato il bisogno di contatto e confronto diretto con i propri compagni. Questo periodo difficile ha poi accresciuto la consapevolezza di quanto sia essenziale per i giovani il contatto quotidiano con i docenti che, oltre ad essere insegnanti, sono importanti figure di riferimento». I numeri dimostrano invece la portata delle decisioni che riguardano il settore scolastico. Il presidente della CCG: «La scuola garantisce il diritto allo studio e un luogo di crescita a circa 56mila minori appartenenti a circa 34mila famiglie: è quindi evidente che quasi un terzo della popolazione ticinese è direttamente coinvolto nel mondo della scuola».

Anche per questo motivo l’insegnamento a distanza della scorsa primavera, associato al telelavoro degli adulti, ha creato un disagio non trascurabile, prontamente espresso dai genitori nel sondaggio promosso dalla CCG in aprile, al quale hanno aderito oltre 2500 nuclei familiari. Precisa Pierfranco Longo: «Il periodo di chiusura e riapertura parziale della scuola è stato complicato e gravoso per gli allievi, i loro genitori e i docenti, segnatamente per quanto concerne la scuola dell’obbligo. Il lockdown ha imposto a tutti di collaborare e riorganizzarsi velocemente alla continua ricerca di un nuovo equilibrio. Il telelavoro, ad esempio, considerato di principio un’opportunità per meglio conciliare impegni professionali e familiari, in quel contesto si è rivelato un fattore di difficoltà». Il presidente della Conferenza cantonale dei genitori rileva quindi come la decisione delle autorità scolastiche e sanitarie cantonali di garantire la ripresa della scuola in presenza a partire dallo scorso settembre sia stata estremamente positiva per gli allievi e le loro famiglie, con un impatto favorevole anche sul buon funzionamento del resto della società.

Scuola in presenza/a distanza e uso dei media durante l’emergenza sanitaria sono i temi ai quali è stata dedicata la parte di approfondimento dell’assemblea annuale della CCG, svoltasi in collegamento digitale lo scorso 24 marzo. Sul primo tema si è soffermato il pediatra Giacomo Nobile, presidente dell’Associazione dei pediatri della Svizzera italiana. Anne-Linda Camerini, ricercatrice all’USI, ha invece presentato tre studi e in particolare alcuni dati relativi all’impatto della pandemia sull’uso dei media e su altre attività importanti per lo sviluppo dei giovani. I primi risultati dello studio Corona Immunitas Ticino (iniziato per i giovani e le loro famiglie lo scorso settembre e riferito a prima, durante e dopo il lockdown) confermano che il confinamento ha provocato un notevole aumento del tempo trascorso davanti allo schermo per scopi didattici (scuola a distanza) come pure durante il tempo libero. Rilevata anche una riduzione dell’attività fisica, mentre il tempo passato a dormire è solo leggermente aumentato. «Il campione rappresentativo composto da circa 600 bambini e 400 adolescenti – spiega la ricercatrice – fornisce però anche un’indicazione incoraggiante. Riprendendo a settembre un ritmo di vita normale grazie alla riapertura delle scuole, le abitudini sono infatti tornate al livello precedente l’emergenza, tranne un leggero aumento dell’uso dei media negli adolescenti, in parte ancora legato a esigenze scolastiche. Lo studio conferma quindi l’importanza della strategia del Cantone di mantenere aperte le scuole e di permettere le attività sportive extrascolastiche per i giovani».

L’approfondimento di tematiche attuali legate alla scuola e alla genitorialità con relativa diffusione dell’informazione al pubblico è un’attività caratteristica della CCG. Da segnalare, al proposito, il prossimo 17 aprile la conferenza sul tema «Adolescenza: i segnali del disagio che i genitori non dovrebbero perdere di vista, anche in tempo di pandemia» prevista dalle 9 alle 11.30 via Zoom. L’ente è inoltre impegnato a promuovere il confronto e il dialogo nelle istituzioni e nella società civile, in particolare fungendo da collegamento fra le assemblee dei genitori locali e le istituzioni cantonali sulle questioni principali. Per il suo presidente, entrato in carica nel 2020 dopo alcuni anni di esperienza in qualità di membro, l’aspetto associativo a livello locale è fondamentale ed auspica che questa emergenza possa averlo fatto riscoprire a molti genitori. Aggiunge Pierfranco Longo: «L’anno scorso ci siamo concentrati sugli effetti della pandemia, organizzando diversi incontri tra alcune assemblee di genitori e la direzione del DECS sulla riapertura della scuola e le direttive per la scuola a distanza. Queste esperienze hanno confermato che le assemblee dei genitori di ogni istituto possono giocare un ruolo fondamentale nell’interesse degli allievi. Esse sono d’altronde riconosciute dalla Legge della scuola tra le componenti di quest’ultima, insieme alle direzioni scolastiche e ai collegi dei docenti. Costituirle non è un obbligo, ma una grande opportunità di crescita collettiva. Per la maggior parte dei genitori il ciclo di maggiori responsabilità familiari coincide con quello di un accresciuto impegno professionale, ciononostante l’impegno profuso nelle assemblee si traduce, oltre che in un’azione immediata a favore dei propri figli e degli adulti di domani, in un valore aggiunto personale».

L’interesse e l’adesione dimostrati dalle famiglie in questo ultimo anno dovrebbero quindi rimanere vivi e tradursi – negli auspici della Conferenza cantonale dei genitori – in un impegno concreto a lungo termine per rendere più forte e coesa la comunità educativa e quella locale.

Informazioni
www.genitorinforma.ch
info(at)genitorinforma.ch