La banda, tradizione e passione

Musica Maestro! – Oggi sono 46 le bande affiliate alla Federazione bandistica ticinese, una realtà che promuove lo spirito aggregativo, il senso di comunità e lo scambio intergenerazionale
/ 08.07.2019
di Roberta Nicolò

Una tradizione che arriva da lontano, molto sentita e che affonda le sue radici nell’antica usanza di proclamare nuove leggi sulla pubblica piazza, chiamando la gente a raccolta con tamburo, pifferi, tromba e oboe. Nasce così, la banda, una formazione musicale che accompagnava, e ancora oggi accompagna, eventi istituzionali e religiosi. Il Ticino è terra di bande, sono molte le filarmoniche presenti sul territorio, che condividono non solo la grande passione per la musica, ma anche valori di solidarietà e amicizia.

Fiorenzo Rossinelli, Presidente uscente della Federazione bandistica ticinese (FEBATI), racconta: «la federazione bandistica ticinese è nata nel 1910 con l’intento di promuovere la qualità della formazione e dare unità ai tanti gruppi presenti sul territorio. In Ticino c’erano molte bande legate ai partiti politici, questo faceva sì che in un paese ci potessero essere due formazioni musicali: una dei liberali e una dei conservatori. Erano periodi caldi e difficili, per questo la Federazione ticinese si è battuta per la neutralità delle bande sapendo imporre, anche a livello nazionale, questa visione nuova. Chi si iscrive alla Federazione deve quindi rappresentare la comunità e non può essere legata ad un singolo partito. Molte bande si sono fuse dando vita ad una formazione unitaria, un segno di passaggio che si ritrova ancora oggi in molti nomi come, per esempio, la banda Musica Unione Novazzano o ancora la Unione Filarmoniche Asconesi ad Ascona. Oggi sono 46 le bande affiliate alla Federazione» con l’aggiunta dell’OFSI, l’Orchestra di fiati della Svizzera italiana.

Una realtà storica e tradizionale che sa rappresentare, attraverso l’amore per la musica, anche dei valori di sussidiarietà e di senso di comunità che fanno da collante e rappresentano un elemento di aggregazione tra i cittadini e le cittadine.

«La cultura bandistica è davvero molto seguita in tutta la Svizzera, basti pensare che alla Festa Federale della Musica del 2016 a Montreux erano presenti ben 558 formazioni musicali. La banda è uno spaccato della nostra società. – prosegue Giovani Jelmini, Presidente della Civica Filarmonica di Mendrisio – in una banda trovi donne e uomini, giovani e anziani, professionisti e lavoratori dipendenti. In una banda c’è chi suona, chi dirige, ma c’è anche chi si occupa degli aspetti più organizzativi. È senza dubbio un’attività che ha bisogno di impegno. Durante l’anno ci sono diversi eventi che prevedono l’accompagnamento della banda, sono generalmente legati a funzioni religiose, come le processioni, ma anche a impegni istituzionali del Comune. Ma ci sono anche incontri organizzati dalla bande stesse, come i concerti di gala.

Quest’anno proprio la Civica di Mendrisio è stata incaricata di organizzare la Festa Cantonale della Musica che si presenta ogni cinque anni. In questa occasione le bande si confrontano in un concorso diviso per categorie. Organizzare la festa cantonale significa mettere in campo tutte le risorse umane presenti nella banda e chiamare a raccolta il senso di comunità di un paese o di una città. A Mendrisio molti hanno messo a disposizione, a titolo gratuito, parte del proprio tempo e delle proprie competenze e alcuni membri della Civica hanno saputo coinvolgere anche amici e familiari per la buona riuscita della manifestazione. In queste occasioni si riscopre il valore dell’amicizia e dello stare insieme, che sono sentimenti fondanti. Si dimostra, una volta di più, come una sana competizione, scevra di sentimenti di puro agonismo, arricchisca la crescita di tutti. Anche tra i Maestri e i Presidenti delle varie filarmoniche c’è un rapporto di cordialità e stima. Un altro elemento particolare e degno di nota è il principio di solidarietà; ci sono musicanti, come nella Civica Filarmonica di Mendrisio, che prestano servizio in più di una formazione bandistica e questo anche in un momento di competizione come durante la Festa cantonale della musica. Essere parte di una banda significa essere parte di una comunità, di una famiglia. L’omaggio che alla fine della Festa Cantonale gli organizzatori offrono ad ogni banda partecipante è un simbolo di questa cordialità e unione. In questa occasione, abbiamo voluto offrire un omaggio importante e significativo; la stampa, in copie numerate e autografate, di un disegno che l’architetto Mario Botta ha realizzato per l’occasione e che rappresenta il teatro di architettura di Mendrisio con qualche nota in cielo. Un gesto di amicizia e generosità nei confronti della Civica e specchio di quello che il mondo bandistico rappresenta per tutti».

Rossinelli riprende: «L’aiuto trasversale e il senso di amicizia hanno radici nella storia del nostro territorio. Una terra di emigranti. Molti uomini, in passato, emigravano oltr’Alpe, o addirittura all’estero, nella stagione buona in cerca di lavoro. Allora la banda del paese restava senza alcuni elementi. Ecco che la sussidiarietà, lo scambio di musici tra bande, era quanto mai necessaria. Uno scambio che ancora oggi vige e che può essere anche transfrontaliero. È una tradizione ancora viva e un valore altamente simbolico di scambio tra le genti».

L’impegno della banda è qualcosa che oggi tende ad essere meno attraente per le giovani generazioni che, a differenza di un tempo, hanno molte possibilità di svago.

«Ho iniziato a suonare che avevo otto anni – prosegue Fiorenzo Rossinelli – la passione per la musica mi ha spinto a entrare nella banda e ho avuto la fortuna di avere dei bravissimi insegnanti. La figura del Maestro è un altro elemento importante. Abbiamo ottimi Maestri in Ticino. Il nostro Cantone ha, non a caso, due bande di eccellenza: la Civica Filarmonica di Mendrisio e la Civica Filarmonica Lugano. Il Maestro è colui che non solo dirige la banda ma che si occupa anche di comporre o arrangiare brani. La scuola di musica della banda offre ai giovani una formazione che è di ottimo livello. Impari lo strumento e hai anche occasione di fare esperienza di musica di assieme. Cosa che manca spesso nelle tante scuole di musica private. E naturalmente offre tutto il patrimonio della tradizione che ogni banda porta con sé. L’obiettivo per FEBATI e per le civiche del territorio è certamente quello di preservare questo importante patrimonio, pochi sanno che la musica bandistica svizzera fa parte delle “Tradizioni viventi” da salvaguardare».

«Una volta, nella nostre realtà, c’erano la banda, la società di ginnastica, quella di calcio e poche altre. Un giovane poteva scegliere una di queste attività. Oggi le proposte sono molteplici e differenziate. Far parte di una banda diventa quindi una scelta che presuppone una maggior consapevolezza, una vera passione per la musica. Fare parte di una formazione bandistica offre però la possibilità a tutti di avvicinarsi alla musica, di studiarla e di imparare a suonare lo strumento scelto senza un impegno economico eccessivo. Una possibilità, ancora una volta, che rappresenta lo spirito comunitario della tradizione. Tradizione che si ritrova anche nello scambio generazionale. Un esempio molto bello e interessante che abbiamo all’interno della Civica Filarmonica di Mendrisio è quello della famiglia Imperiali: nonno, figlio e nipote fanno parte della nostra compagine. Una famiglia che condivide la passione per la musica. Tramandare ai giovani la passione per la banda oggi è un vero e proprio compito, una sfida interessante» conclude Giovanni Jelmini.