Vienna, tra storia e curiosità

Reportage - La capitale dell’Austria conta 23 distretti, ognuno con le sue particolarità e la sua storia
/ 07.11.2022
di Simona Dalla Valle, testo e foto

Freud, Klimt, la Belle Époque, Hofburg e Schönbrunn… Se si pensa a Vienna, le prime cose che vengono in mente sono le bellezze artistiche e architettoniche della città, così come l’avvento della psicoanalisi.

Ma cosa si può dire della Vienna del ventunesimo secolo? Innanzitutto bisogna prestare attenzione ai numeri: la capitale austriaca occupa oggi una superficie di 415 kmq ed è suddivisa in 23 distretti, ognuno con una propria storia, i propri dialetti e i propri, immancabili, stereotipi. I viennesi si riferiscono ai quartieri, detti Bezirk, con i loro nomi o i numeri che li contraddistinguono.

Il primo distretto è la parte originaria di Vienna, in epoca medievale racchiusa da una cinta muraria e oggi da una cinta commerciale di negozi e hotel di lusso: la Ringstrasse. Ancora oggi, quando i viennesi parlano di andare in città, intendono soprattutto il 1. distretto. Si mormora tuttavia che di viennesi, qui, non ne esistano: ci sono solo turisti. A partire dal XV secolo si formarono insediamenti anche al di fuori delle mura. All’irrompere dei turchi nel 1529, i sobborghi medievali furono bruciati per non dare copertura al nemico e nel 1704, nella zona dell’attuale Gürtel – la cintura, l’arteria stradale più trafficata della capitale austriaca – fu costruito un Linienwall, un muro di protezione il cui nome indica sia una fortificazione militare, sia un confine economico e fiscale.

Nel XVII secolo, la totalità degli ebrei fu espulsa dalla Judenplatz e segregata nel Karmeliterviertel. Di conseguenza il secondo distretto, Leopoldstadt, chiamato così in omaggio all’imperatore Leopoldo I, e specialmente il Karmeliterviertel, divennero il cuore della comunità ebraica, con panetterie e negozi di cibo kosher. Il muro del ghetto ebraico, di cui si possono ancora osservare alcuni resti all’altezza di Tandelmarktgasse 8, lo separava dall’ex monastero carmelitano ed è tuttora segnalato come monumento storico.

Che cosa c’è nel terzo Bezirk? Ambasciate, palazzi, il Belvedere e la Hundertwasserhaus, progettata dal controverso architetto viennese Hundertwasser, che curò anche il design dell’inceneritore di Spittelau, nel nono distretto.

Il politecnico (Technische Universität), Karlsplatz e Naschmarkt si trovano alle estremità del quarto, il distretto di Wieden, e sono responsabili di una grande e vivace vita studentesca. A proposito, per non risultare irrimediabilmente Zuagroster (slang locale per straniero) non si deve mai dire di vivere in Wieden, ma auf der, e dunque sulla Wieden!

Il quinto Bezirk è il multiculturale Margareten. Ricco di ristoranti turchi e supermercati asiatici, il distretto, delimitato a nord dalla Gürtel, è ricco di sorgenti sotterranee. La corte imperiale nel 1562 fu la prima a ricevere il proprio approvvigionamento idrico attraverso la Siebenbrunner Hofwasserleitung, costruita per ordine dell’imperatore Ferdinando I. L’acqua era raccolta in sette pozzi e convogliata in tubi di ghisa in un serbatoio sotto l’Augustinerbastei, e da qui era convogliata fino a Hofburg. A partire dal 1829, l’uso dell’acqua fu condiviso con i cittadini e oggi le Siebenbrunnen (sette sorgenti) sono rappresentate in una fontana al centro della Siebenbrunnenplatz.

Mariahilf e Neubau, rispettivamente 6. e 7. Bezirk, sono i nuovi quartieri creativi e bohémien di Vienna. L’area intorno a Neubaugasse, Zollergasse e Kirchengasse è ricca di negozi di seconda mano, botteghe di artigianato e locali alla moda. Di fronte al Parlamento è possibile ammirare un esemplare di pesapersone a gettoni, ma a Vienna ce ne sono 150, ormai considerate parte del paesaggio urbano e tutte ancora in funzione. Nel 1888, in una mostra in occasione del 40° anniversario di regno dell’imperatore Francesco Giuseppe, furono presentate insieme agli ultimi prodotti dell’industria austriaca, un progresso impressionante per l’epoca. La pesapersone di Schember und Söhne era una delle prime macchine a moneta in Europa, costituita da un piedistallo collegato a un corpo metallico, con una fessura per le monete e un display con una scala in kg. La pesatura costava tre Kreuzer, poi dieci Groschen, poi uno Schilling, fino a quando il costo fu fissato a 20 centesimi di Euro. Il numero di bilance pubbliche crebbe a dismisura nel periodo tra le guerre, ma presto la pesatura in pubblico iniziò a essere considerata un tabù e le aziende produttrici interruppero la produzione negli anni Settanta.

L’8. e il 9. sono invece i quartieri borghesi della città vecchia, con i negozi tradizionali di Josefstädterstraße, l’appartamento di Sigmund Freud e la Strudelhofstiege, un’impressionante scala Art Nouveau. In autunno, molte insegne invitano a provare lo Sturm, che non ha nulla a che fare con una tempesta al contrario di quanto suggerito dal nome, ma è un vino novello tipico della zona, ancora in fermentazione e dunque con un contenuto di alcool tra 1 e 4%.

I quartieri a due cifre si trovano al di là della Gürtel e comprendono quelli che anticamente erano villaggi separati, poi inghiottiti da Vienna nel corso della sua espansione. Il decimo è tradizionalmente un distretto di lavoratori e, se fosse una città separata, sarebbe la terza più popolata dell’Austria. Con la costruzione della nuova Hauptbahnhof si è generata un’area residenziale e professionale interessante per gli appassionati di design moderno e architettura.

I Balcani di Vienna, questo il soprannome del sedicesimo, sono un distretto multiculturale sempre più popolare fra studenti, artisti e giovani. Con bancarelle di cibo etnico e articoli da tutto il mondo, il Brunnenmarkt è diventato una zona trendy. Negli archi sotto la metropolitana lungo il Gürtel sono stati realizzati pub e locali, al centro della vita notturna di Vienna.

Il 21. e 22. sono scherzosamente chiamati Transdanubien e da alcuni nemmeno considerati una parte di Vienna. In particolare, il ventiduesimo è un distretto eterogeneo, che comprende una parte residenziale, un centro finanziario ricco di grattacieli che ricorda quello di Canary Wharf a Londra e una zona boschiva al confine con la Niederösterreich, lo Stato federato che circonda la capitale.