Un arbusto scenografico

Ad arricchire di colori la stagione fredda sono i fiori invernali della Camellia sasanqua
/ 19.03.2018
di Anita Negretti

Stretta parente della più classica Camellia japonica con fioritura primaverile, la C. sasanqua si differenzia per i boccioli che si aprono dal mese di novembre fino a metà marzo.

Arbusto sempreverde, ha anch’essa origini nipponiche e nella sua terra di origine, specie sull’isola di Okinawa, dove viene coltivata da secoli sia per scopi decorativi sia a fini alimentari, viene chiamata Sazankwa ovvero «fiore del tè di montagna».

Appartenente alla famiglia delle Theaceae, raggiunge l’altezza di 3-4 metri se coltivata in piena terra, mentre in vaso tende a stabilizzarsi intorno ai 2 metri.

Portata in Europa nel 1700 da Charles Maries, venne da prima coltivata in Inghilterra e poi nelle zone dei laghi del nord Italia e del Ticino, dove ricchi nobili inglesi comprarono ville e relativi giardini che riempirono con le piante da loro preferite, tra cui le camelie.

Come tutte le camelie, anche questa dalla fioritura invernale necessita di un suolo acido, ovvero povero di calcio. Un terreno ad hoc si dovrebbe presentare con un pH intorno al 5,5-6, ricco di sostanza organica e ben drenato. Se così non fosse , visto che la maggior parte dei terreni insubrici è di natura calcarea, si può intervenire eliminando la terra della buca sostituendola con qualche sacco specifico per acidofile, facilmente reperibile nei negozi di giardinaggio.

Qualche precauzione è necessaria anche per i terreni argillosi (sono quelli molto compatti e poco drenanti): nella terra della buca si dovrà miscelare compost, torba, terriccio di foglie o un po’ di letame maturo, praticando uno strato di una decina di centimetri sul fondo con ghiaia o materiale drenante.

L’esposizione migliore risulta essere quella a mezz’ombra: a sud ma riparata sotto le fronde di un grande albero caduco, in modo tale da lasciarla esposta all’irraggiamento diretto durante il periodo invernale e riparata nei mesi più caldi. Non ama gli angoli ventosi, ma in compenso una volta individuato il punto ideale dove piantarla richiede poche cure durante l’anno: basteranno due concimazioni (a marzo e a settembre) con un concime granulare a lenta cessione specifico per acidofile; irrigazioni bisettimanali se coltivate in vaso, mentre in piena terra basterà una volta alla settimana nel periodo prima della fioritura per scongiurare la perdita dei boccioli fiorali.

Uno strato di qualche centimetro di corteccia sulla terra e intorno al colletto della pianta fungerà sia da decorazione gradevole sia da protezione alle radici contro il freddo invernale o la calura estiva.

I fiori grandi 3-4 centimetri, si presentano a petali semplici o composti. Le foglie medio piccole sono verde lucido, coriacee, persistenti e dalla forma ovale con margine seghettato, differenti da quelli ovali della C. japonica.

Tra le molte varietà presenti in commercio vi sono «Cleopatra» con corolla semplice e dai petali rosa; «Hiryu» rosso vivo molto caratteristico negli inverni ricchi di neve; «Hino de Gumo» con fiori bianco candido, eleganti soprattutto se la pianta viene coltivata in un bel vaso con ciclamini o viole dello stesso colore.

Molto appariscente la varietà «FLM» che si distingue grazie ai fiori a petali doppi dall’intenso colore rosa, mentre «Crimson King», una varietà ormai datata ma sempre molto scenografica, ha fiori rosso carico e una buona fragranza quando sono aperti.