Saluti da Scoraig

Reportage - È conosciuto come uno dei paesini più remoti nella Scozia del nord, situato su una penisola che si può raggiungere solo con un Sea-Taxi
/ 25.12.2017
di Lisa Maddalena, testo e foto

Sono le 10.45 precise quando la barca si avvicina alla costa. A pochi metri di distanza dal molo, con un gesto atletico Jonah getta una lunga fune attorno a un palo per far attraccare il piccolo Sea-Taxi. Il taxi è una delle poche possibilità per arrivare a Scoraig. Infatti, questo paesino di sessanta anime si trova sulla punta di una penisola nel nord-ovest della Scozia, e si può raggiungere solo via mare, attraversando il Little Loch Broom, oppure via terra percorrendo per circa tre ore un sentiero lungo la costa. Alcuni abitanti possiedono un’imbarcazione per poter attraversare il braccio di mare. Molti fanno affidamento sul Sea-Taxi, in funzione da una decina di anni.

Ma in verità, solo pochi hanno bisogno di spostarsi dal loro paese: la maggior parte della gente lavora a Scoraig oppure è pensionata. Quelli che lavorano qui svolgono svariate professioni: ci sono pescatori, contadini, una postina, una maestra, un costruttore di violini, due sviluppatori di pagine internet, un allevatore di una rara razza di pony, un costruttore di muretti a secco... Anche i bambini non devono spostarsi molto lontano per andare a scuola: fino ai quindici anni possono frequentare le lezioni direttamente sulla penisola, dall’asilo alle scuole medie. Dopodiché hanno la possibilità di proseguire gli studi nella città di Ullapool, a circa un’ora d’auto dal molo del Sea-Taxi. Durante la settimana pernottano in un ostello, e tornano a casa il finesettimana.

Non tutte le persone sono originarie di Scoraig: diverse vi si sono stabilite perché affascinate dalla tranquillità del luogo e dal suo stile di vita semplice. Ad esempio, William ha studiato matematica nel Sud dell’Inghilterra, e solo verso i quarant’anni si è trasferito qui. Martha invece viene dal Galles e ha svolto diversi lavori in Scozia, come pastore di pecore, cameriera, assistente di un biologo che studiava gli spostamenti dei salmoni... Per poi finire a Scoraig, innamorarsi del postino e diventarne infine la moglie. Alla sua morte, Martha ne ha ripreso la professione, e da allora ogni lunedì, mercoledì e venerdì fa il giro delle case con il quad, assieme ai suoi due border collies.

Le case di Scoraig sono piuttosto sparpagliate sulla penisola, con un nucleo nelle vicinanze del molo a sud, uno verso le montagne ad est e uno sulla costa nord. Tutte hanno un grande pezzo di terra, e molte sono dette Crofts. Il crofting è una forma di proprietà terrena tipica della Scozia: alla base vi è un landlord, che è proprietario di un vasto terreno. Quest’ultimo è suddiviso in appezzamenti più piccoli, i crofts, affittati dai crofters. I crofts misurano in media cinque ettari di terreno, ma spesso vi è una parte condivisa con altri crofters, di solito sulle colline dove è meno facile coltivare, dove si lasciano pascolare gli animali tutti assieme. La maggior parte dei crofts non è abbastanza grande per sostenere una famiglia intera o offrire un impiego a tempo pieno, perciò solitamente gli affittuari hanno anche altri impieghi, come nel caso di Martha, allevatrice, orticoltrice e postina.

Tra il 1700 e il 1900, molte persone dovettero emigrare dalle Highlands scozzesi (le cosiddette Clearances), perché i loro landlords approfittarono delle scadenze dei contratti d’affitto per scacciarle, giudicando più proficuo convertire i terreni coltivabili in pascoli per pecore. Nel 1886, con i Crofting Acts si è voluto garantire più sicurezza ai crofters, per esempio proteggendoli dall’allontanamento ingiustificato dalle loro terre e assicurando loro un affitto equo. Questo atto aveva inoltre lo scopo di incoraggiare i crofters a migliorare il loro terreno, perché autorizzò il trasferimento della concessione tra membri della stessa famiglia e alle future generazioni.

Gli abitanti di Scoraig hanno la possibilità di ordinare rifornimenti dal negozietto situato dall’altra parte del braccio di mare, che giungono tre volte a settimana direttamente in paese con il Sea-Taxi, assieme alla posta. Tuttavia, molti coltivano il proprio orto: insalate, patate, fagioli, cavoli… Molte verdure crescono senza problemi all’aria aperta, per altre invece è meglio possedere una serra. Anche le bacche crescono in abbondanza: fragole, more, cassis, ribes, che spesso sono trasformati in jellies da spalmare sui toast a colazione o da mangiare assieme alla carne. Pure quest’ultima non è difficile da procurarsi: oltre alle pecore, alle mucche e ai maiali, sulla penisola vivono numerosi cervi. Chi possiede una licenza può cacciarli durante la stagione di caccia, che va approssimativamente da agosto a ottobre. Chi ne è sprovvisto può comunque uccidere gli animali che si trovano sul proprio terreno, un diritto derivato dalla tradizione locale. Per dimostrare che l’animale si trovava davvero sul proprio terreno, bisogna lasciarne la testa e le interiora sul luogo dell’abbattimento.

Oltre alla carne, a Scoraig non mancano pesce e frutti di mare. A volte alcune persone vanno a pescare in mare aperto, alla ricerca di sgombri o merluzzo giallo; altre calano delle trappole per catturare aragoste, mitili e altri molluschi a poca distanza dalla costa; anche i granchi non vengono risparmiati, diventando l’ingrediente principale dei crab cakes, gustose polpettine di polpa di granchio. Il mare non fornisce solo cibo: per esempio, le alghe vengono usate come concime, e quando si caccia un cervo, si può lasciarne la pelle per qualche giorno nell’acqua del mare affinché i granchi ne ripuliscano i residui di carne, così da ottenere una bella pelle senza troppo lavoro.

A Scoraig, la corrente elettrica non arriva. Perciò, praticamente ogni casa è fornita di pannelli solari e di una pala eolica. Le pale eoliche sono piuttosto piccole, e vengono costruite sul posto partendo da materiali riciclati. Un’altra dimostrazione di come bisogna sapersi arrangiare se si vive in un posto così isolato.