Nuvole fiorite: il «Velo da sposa»

Mondo verde - Giunta dall’Oriente, il suo nome è Gipsofila e invece di essere foriera d’acqua, come suggerisce la sua forma, porta allegria e movimento
/ 11.05.2020
di Anita Negretti

Quand’ero bambina, in fondo alla strada della casa in cui vivevo, abitava una coppia di persone anziane. Erano appassionati di piante e arbusti, ma il loro giardino era circondato da una fitta siepe che lo nascondeva alla mia curiosa vista. La coppia usciva di casa raramente e quelle altrettante poche volte che mi capitava di passare davanti al loro cancello ancora socchiuso, sbirciavo per vedere quali fiori coltivassero. Ricordo che, proprio lungo il camminamento dell’ingresso, vi era un bellissimo cespuglio di fiori bianchi e soffici: si trattava di Gipsofila, nota ai più con il nome di velo da sposa. Protagonista immancabile nei bouquet dei fioristi – grazie alla vaporosità dei suoi fiorellini bianchi portati su sottili steli verde oliva – questa bella e facile erbacea perenne può essere coltivata in giardino, per poi essere recisa in piena estate così da adornare i vasi di casa.

Contando più di centotrenta specie, la Gypsophila appartiene alla famiglia delle Caryophyllaceae ed è originaria della Cina, dell’Asia e del Mediterraneo più orientale. Possiamo suddividerla in base all’altezza di sviluppo. Le prime sono, dunque, le tappezzanti come G. repens o G. prostrata oppure ancora G. cerastoides che non superano i venti centimetri di altezza, ma che si espandono velocemente formando cuscini compatti e larghi fino a sessanta centimetri. Molto utilizzate nei giardini rocciosi, le gipsofile striscianti possono essere inserite alla base delle aiuole, accanto a rose, ad alti Flox e ai Coreopsidi color del sole. Oltre a quelle che hanno il fiore bianco, vi sono anche le varietà con sfumature rosate e ne è un esempio G. repens «Rosea Schönheit» dai petali porpora.

Molto più alte sono invece quelle della specie G. paniculata, con fusti nodosi che raggiungono il metro, dove ogni stelo si divide in rami sempre più piccoli e sull’apice troviamo i piccoli fiori ricchi di petali a forma di stella. Le foglie sono lanceolate, di un verde quasi glauco e accompagnano i fiori che sbocciano da maggio in avanti.

Tra le G. paniculate la più classica è la varietà «Bristol Fairy» alta tra i 90 e i 100 centimetri, con fiori bianchi che sbocciano dalla fine di giugno, mentre «Pink Festival» risulta essere più compatta, raggiungendo solo i 60-80 centimetri e portando capolini rosa-lilla da inizio giugno.

In generale, le gipsofile sopportano bene il caldo ma tendono a morire rapidamente se vi sono ristagni d’acqua nel suolo, ed è quindi consigliabile aggiungere al momento della piantagione alcune manciate di sabbia o ghiaia nel buco che ospiterà le radici. Le irrigazioni successive all’impianto dovranno essere scarse, per cui è importante lasciare ogni volta asciugare il terreno tra una bagnatura e l’altra, mentre le concimazioni andranno eseguite in primavera alla ripresa vegetativa.

Per avere piante rigogliose per tutta l’estate, è consigliabile accorciare di quasi la metà i fusti nel mese di agosto, per quanto riguarda le varietà alte; mentre le tappezzanti, che fioriscono prima, andranno potate in giugno, così da stimolare in tutte le varietà l’emissione di nuovi fiori e mantenere una forma tondeggiante e compatta delle piante.

Con gli scarti della potatura si possono ottenere nuove piante mediante la tecnica della talea: basterà interrarle a mezz’ombra e, tenendole umide, in soli dieci giorni radicheranno regalandoci nuove gipsofile da sistemare in giardino la primavera successiva.

Nel tardo autunno quando incominceranno le prime gelate notturne si provvederà invece a un taglio più decisivo, in particolare per le specie alte, recidendo gli steli all’altezza del terreno, certi che ai primi tepori di marzo le vedremo nuovamente spuntare in giardino.