Non solo in giardino

Mondoverde - Simbolo della primavera, di primule ne esistono più di cinquecento specie
/ 11.04.2022
di Anita Negretti

Sarebbe un vero peccato, con ben cinquecento specie differenti, considerare solo la primula più comune, ovvero la Primula vulgaris (sinonimo di P. acaulis), senza conoscere quelle coltivabili in casa.

Originarie delle zone temperate di Europa, Asia e Nord America, hanno una fioritura ricca, con tantissime sfumature e foglie verde acceso. Simbolo della primavera e della giovinezza, la più classica delle piante da sottobosco, è un’erbacea poco esigente e molto resistente alle basse temperature che, se ben curata, si comporta da pianta perenne, in grado di rifiorire per molti anni, a patto di piantarla in zone semi ombreggiate per evitare di cuocerle in estate.

Bisogna irrigarle con generosità durante la primavera, evitando periodi di siccità e, per garantirne una fioritura prolungata, un buon consiglio è quello di asportare regolarmente i fiori appassiti, aiutando i nuovi boccioli con una concimazione liquida scegliendo tra i prodotti per piante fiorite.

Come abbiamo detto, sono così tante le varietà in commercio che vi è solo l’imbarazzo della scelta: dalla rossa «Belarina Valentine» con petali doppi, ideale per colorare anche gli inverni più cupi, all’«Amethyst Ice», viola acceso bordata di bianco, fino alle sempre allegre primuline dai colori vivaci che fanno capolino in ogni banco di vendita fiori. Queste ultime appartengono al gruppo degli ibridi polyanthus, molto probabilmente originati da P. vulgaris: alti fino a 25 cm, hanno fiori in genere bicolore, con contrasti molto forti, ideali per riempire cassette e vasi da tenere sul terrazzo o balcone. O per riempire vecchie tazze spaiate dai colori accesi da radunare in un grande vassoio, da tenere su un tavolo all’aperto.

Oltre a queste primule, si trovano anche quelle che amano vivere in casa, come P. obconica, dalle foglie setose che si sviluppano a rosetta e al cui interno nascono i lunghi steli dalla consistenza carnosa, che daranno origine a fiori di cinque petali, con colori che sfumano dal bianco al viola.

Sempre in appartamento è possibile coltivare anche la P. malacoides, originaria della Cina e non più alta di 25 cm, con foglie verde chiaro e nervature bianche. In fiore da gennaio fino alla fine di aprile, non tollera i raggi diretti del sole o di essere posta vicino ai termosifoni. Innaffiata regolarmente ogni 3-4 giorni, sboccerà con fiori bianchi, rosa, fucsia, rossi e lilla.