L’ultima battaglia contro Asgard

Videogiochi – Tornano le epiche avventure di Kratos: il dio della guerra deve affrontare il Ragnarök
/ 28.11.2022
di Davide Canavesi

Ritornano le epiche avventure dello spartano Kratos, un uomo tutto d’un pezzo che dopo aver sconfitto gli dei dell’Olimpo greco ha deciso di tentare la sorte nel profondo nord Europa. Una serie storica su PlayStation che ha attraversato un riuscitissimo adattamento in chiave moderna nel 2018 e che ora esce su console PS4 e PS5 con il seguito delle nuove avventure del dio della guerra.

Kratos e il figlio adolescente Atreus hanno fatto molta strada nel primo gioco e ora, forti di una maggiore esperienza e temprati dalle lotte, si ritrovano in una brutta situazione. Dopo essersi inimicati Freya, dea Vanir ed ex-moglie del potente Odino, devono convivere con le conseguenze delle loro azioni. A complicare le cose ci sono una serie di profezie di sventura che, piano piano, si avverano. L’inizio del Fimbulwinter, un periodo di tre anni di forti nevicate e bufere di neve, fa presagire l’arrivo del Ragnarök, l’annientamento totale di tutti i Nove Regni nordici. Uno scontro finale che vede Kratos ed Atreus in netto svantaggio contro i potenti dei di Asgard, tra le cui fila si possono contare il dio del tuono Thor, Heimdallr e il padre di tutti in persona, Odino. Kratos e Atreus hanno, fortunatamente, dalla loro parte anche alcuni alleati che i fan della serie conoscono bene ma ne incontreranno di nuovi e di alquanto inattesi nelle 35-50 ore che passeremo sul titolo di Santa Monica Studios. Tuttavia, non basterà combattere mostri e cattivi per risolvere una questione che sempre più si farà strada nelle menti dei due protagonisti: è davvero possibile cambiare il proprio destino? Il giovane Atreus è determinato a scoprire quali profezie accompagnano la sua esistenza e cos’ha nascosto per lui la madre prima che morisse. Kratos, invece, cerca disperatamente di lasciarsi alle spalle le terribili storie di violenza e vendetta avvenute in Grecia e, al contempo, di non ritornare a essere l’uomo che era un tempo. Desideri quasi opposti, quelli che si frappongono tra padre e figlio; uno che non vede l’ora di andare avanti e l’altro che tenta disperatamente, a modo suo, di negare un destino di brutalità e sofferenza e di ritardare un evento, il Ragnarök, che sembra sempre più inevitabile. Un lungo viaggio attende i due eroi: tesori, amicizie, sfide e battaglie.

God of War: Ragnarök è un gioco d’azione con elementi da gioco di ruolo che porterà i giocatori a visitare i nove regni norreni, in territori sia conosciuti sia totalmente sconosciuti. Una storia appassionante, con qualche colpo di scena e personaggi ben strutturati, ambientazioni fantastiche e nemici mitologici che, però, rimane profondamente umana. La parte centrale del gioco è divisa in esplorazione e combattimento. Vagare per i nove regni ci poterà a visitare biomi molto diversi tra loro, deserti, paludi, montagne, vulcani e via dicendo. Vagando per i livelli, che hanno una struttura ibrida tra il gioco open world e quello più canonico a corridoio, ci imbatteremo in enigmi ambientali e qualche rompicapo. Il giocatore attento e con la voglia di sperimentare sarà ricompensato con tesori, consumabili e potenziamenti che, sebbene non siano fondamentali per finire il gioco, forniranno un aiuto tangibile se usati con cognizione di causa. Il gioco ci sprona a continuare la missione principale ma ci saranno molte occasioni per occuparsi di missioni secondarie, come favori, cacce al tesoro, boss fight impegnativi e altro ancora. Ogni zona, una volta sbloccata, è liberamente visitabile in seguito. Anche per coloro che hanno portato a termine l’avventura quindi ci saranno ancora ore e ore di contenuti aggiuntivi con cui occuparsi.

L’altra componente centrale di questa produzione è il combattimento. Ci sono fondamentalmente tre armi a disposizione: l’ascia, le lame e una terza che non vogliamo rivelare in fase di recensione. Il combattimento è dinamico, moderatamente strategico e rapido ma senza diventare simile a certi giochi nipponici tecnici e zeppi di combo impossibili. Ragnarök semplifica il concetto offrendo tre armi con tre diversi effetti che andranno potenziate in base al nostro stile di gioco e usate in diverse situazioni. Certi nemici, ad esempio, sono vulnerabili al ghiaccio e saranno quindi preda facile dell’ascia, il Leviatano, mentre altri, vulnerabili al fuoco, andranno affrontati con le Lame del Caos. Ogni componente di Kratos e Atreus può essere modificata: armi, scudi, armature e poteri speciali. Più giocheremo e maggiore sarà il livello dell’attrezzatura ottenibile. La componente gioco di ruolo insomma deriva dalla personalizzazione possibile dei personaggi in gioco ed è un tocco ben calibrato, non troppo complesso ma nemmeno eccessivamente superficiale.

Da un punto di vista visivo, God of War: Ragnarök è assai bello ma tradisce la sua natura di gioco preso tra due generazioni di console. Se da un lato offre scorci mozzafiato ed effetti anche piuttosto avanzati, dall’altro la sua struttura geometrica suggerisce che la complessità di certi ambienti è limitata dal potere inferiore di PlayStation 4. Questo non impedisce comunque al gioco di offrire una gran varietà di ambienti, architetture e situazioni. I vari regni che visiteremo sono tutti profondamente diversi tra loro, caratterizzati anche da alcuni elementi di gioco: in un mondo dovremo affrontare tempeste di sabbia, in un altro potremo sbizzarrirci alternando tra il giorno e la notte e così via. L’adattamento è totalmente in italiano, con attori anche di un certo talento, e la musica è epica. Il missaggio multicanale è fantastico, a patto di possedere un sistema del genere nella nostra postazione di gioco.

God of War: Ragnarök è un gioco avvincente, divertente e dalla durata molto più che soddisfacente che conclude, almeno per ora, le avventure di Kratos e Atreus. Combattimento, esplorazione e storia si completano a vicenda, offrendo al giocatore uno dei titoli action più riusciti del 2022.