La fiabesca variante Gianola

Alpinismo - Lungo la via delle guardie, sulle orme dei contrabbandieri, una camminata immersa in un fitto strato di nuvole per scorgere infine la vetta del Monte Generoso
/ 25.04.2022
di Jacek Pulawski, testo e foto

Motivato dalla volontà di ripercorrere la storia della nostra regione ho voluto mettermi in cammino come facevano all’epoca i contrabbandieri. Le condizioni meteorologiche non sono delle migliori, le nuvole sono piuttosto basse e la visibilità è scarsa. Il tratto da Rovio fino alla baita di Perostabbio situata a 1233 metri ha le sembianze di una classica passeggiata nel bosco. Nonostante la ripidezza del percorso non sia tra le più impegnative, l’ostacolo maggiore è dato dal fogliame depositatosi nel corso dell’ultimo autunno. Il rischio di slogare le caviglie finendo in uno dei buchi ricoperti di foglie umide è alto, un fattore che mi rallenta notevolmente la salita.

Il Monte Generoso, avamposto delle Alpi meridionali, è un massiccio calcareo che raggiunge i 1701 metri slm e domina l’intero Mendrisiotto. La sua imponenza lo rende visibile da ogni angolo del Luganese. Nasce dalla Pianura Padana, e sancisce l’inizio della catena alpina. Di notevole importanza geologica e naturalistica nazionale, nel 1984 è stato dichiarato dalle autorità del canton Ticino «zona protetta». I suoi affioramenti, come quelli del San Giorgio, sono costituiti da depositi sedimentari triassici e giurassici datati intorno ai 200 milioni di anni or sono. Nel corso di questo lasso di tempo si sono sviluppati intensi fenomeni erosivi formando il più grande sistema carsico della Svizzera meridionale. Le grotte che ne derivano sono elemento di numerosi studi che portano alla luce particolari conformazioni di rocce, fossili e scisti.

Dopo circa un’ora di cammino giungo alla baita, un luogo adatto per riprendere il fiato e orientarsi sul proseguire. Si tratta delle più classiche delle cascine di montagna attrezzata per fornire un riparo agli escursionisti sorpresi dal maltempo. In un angolo trovo dei materassini e delle coperte. Anche la stufa sembra essere funzionante e le pentole pulite, a testimonianza del fatto che qualcuno se ne prende costantemente cura.

Dal lato botanico, il Monte Generoso vanta 800 specie vegetali di essenze rarissime e fiori di quasi tutti i climi europei, assumendo così il ruolo di capsula del tempo: qui, molti scienziati arricchiscono le loro conoscenze ed approfondiscono i loro studi. Dall’unione delle valli d’Intelvi e quella di Muggio sorge la vetta che si trova sul confine italo-svizzero, rendendola particolare anche dal lato geografico.

Questo scenario fiabesco ha disegnato le storie di vita di molta gente: dai boscaioli ai fienaioli, dai contrabbandieri alle guardie di confine. Fino a settant’anni or sono, il Monte Generoso è stato il palcoscenico di un grosso traffico di contrabbando. I boscaioli, che conoscevano la montagna nei minimi dettagli, erano i diretti protagonisti delle operazioni di traffico tra i contrabbandieri italiani e svizzeri. In un epoca in cui non si conoscevano né GPS, né visori notturni a infrarossi, essi servivano come guide per eludere i controlli e organizzare gli incontri dove venivano finalizzati gli scambi di merce.

Secondo gli archivi storici, tra le merci più gettonate vi furono il riso e i copertoni delle biciclette. Si riporta che nei primi dieci mesi del 1944 furono sequestrati circa 52mila kg di riso, mentre la stima del traffico mensile era di circa 100mila kg. Giornalmente lungo il percorso della frontiera sud transitavano 130 uomini da soma carichi di riso. Tra le ripidissime pareti di Rovio e Arogno i contrabbandieri hanno aperto vie difficilissime, caratterizzate da strettissimi orli e strapiombi che costavano la vita a parecchi malcapitati. Molti passaggi erano intuibili e i boscaioli della zona erano gli unici a conoscerli. Per contrastare queste operazioni illegali il corpo delle guardie di confine si è dovuto reinventare.

Una delle misure intraprese fu la definizione di un nuovo passaggio che permettesse alle guardie di raggiungere tempestivamente la vetta senza dover sconfinare in territorio italiano. Nel 1926 il capitano delle guardie Angelo Gianola tracciò il sentiero successivamente denominato con il suo nome. Si trattava di un’ardua via orizzontale che attraversava tutta la montagna dalla Val Mara, passando sotto la Camoscia, la Piancaccia, Perostabbio giungendo fino al bosco della Coratella e l’Alpe di Melano. Una via con alcuni passaggi pericolosi che parte circa a una quota di 1100 metri fino alla vetta del Monte Generoso.

Grazie al sentiero Gianola, le guardie potevano sorvegliare al meglio il traffico turistico e quello delle merci, osteggiando talvolta il contrabbando del bestiame. Verso la fine degli anni Settanta la postazione delle guardie fu abbandonata e, con essa, anche le attività di controllo. Così il sentiero Gianola, o la Variante venne ufficialmente chiusa. Da quel momento a frequentarla erano soltanto alpinisti pratici e preparati. Oggi, grazie alla Società alpinistica di Mendrisio il sentiero Gianola è stato di nuovo ripristinato per gli escursionisti.

Intanto la nebbia sta scendendo di quota togliendo ulteriore visibilità al sentiero che da questo momento viene segnalato con la striscia blu. E qui che comincia la Variante, il tratto più ripido e difficile del tracciato. Su uno stretto sentiero, esposto talvolta ai precipizi, giungo dinanzi a numerosi torrioni stratificati che risuonano di fischi sotto le forti raffiche di vento. Immerso completamente della nebbia, in un’atmosfera delle più suggestive, riesco a scorgere il bivio del sentiero.

Il Canale del Falco punta verticalmente alla parete di colonne di cui non mi fido. Decido di proseguire sulla variante che è la via più diretta verso la vetta. Si tratta dell’ultimo pezzo di tragitto che presenta le parti più insidiose, per la maggior parte stretto ed esposto a dirupi rocciosi. Nel frattempo emergo dal fitto strato di nuvole riuscendo a scorgere finalmente la vetta del Monte Generoso. Sulla terrazza incontro degli escursionisti arrivati dal versante italiano e, godendomi l’infinità di nuvole che ricoprono il panorama, ripenso alle numerose storie di boscaioli, contrabbandieri e alle guardie di confine…