La collezionabile primula del Capo

Mondoverde - Se trova la posizione ideale, questa elegante pianta d’appartamento fiorirà per tutto l’anno, anche d’inverno
/ 23.01.2023
di Anita Negretti

Quando vivevo in Inghilterra e lavoravo in un grande vivaio alle porte di Londra, avevo il compito di allestire un’area della serra principale con le più belle varietà di Streptocarpus, una graziosissima pianta d’appartamento dall’aspetto tropicale. Originaria del sud Africa, Madagascar e Thailandia è conosciuta con il nome di «primula del Capo», in omaggio alla sua scoperta presso Città del Capo, capitale del Sudafrica.

Non conoscendole bene, prima di svolgere concretamente il mio incarico mi dovetti documentare. È grazie a questa preziosa esperienza che iniziai a collezionarle, facilitata dal fatto che la primula del Capo, almeno all’epoca, era una pianta molto di moda oltremanica.

Da noi invece si trova purtroppo con una certa difficoltà, ed è un vero peccato poiché è davvero una bella pianta, caratterizzata da grosse foglie di color verde chiaro dalla forma lanceolata, solitamente ricoperte da una sottile peluria, che formano una rosetta dalla quale escono i grandi fiori campanulati sui toni dell’azzurro e del rosa; fiori peraltro composti da cinque petali, e che possono crescere isolati o a gruppi, sempre portati da esili fusticini che si elevano dal centro della rosetta di foglie. Molto spesso i fiori di questa allegra piantina che non supera i 35-40 centimetri d’altezza, producono frutti dall’aspetto attorcigliato e contorto, da cui l’origine del nome greco: streptos (contorto) e karpós (frutto).

Appartiene alla famiglia delle Gesneriaceae, ed è una parente stretta della violetta africana. La sua temperatura minima di coltivazione è di 16 gradi, quindi la vita in appartamento da fine settembre a inizio giugno è l’ideale. Detta in altre parole: nei mesi freddi, come quelli che sono ormai iniziati, deve essere ricoverata in casa, mentre in estate può esser lasciata all’aperto in zona luminosa ma all’ombra.

Che sia inverno o no, è importante evitare sempre, durante le frequenti bagnature, di far cadere l’acqua sulle foglie o sui fiori, per non rischiare di farli marcire (basterà inumidire la terra). Molto importante è anche l’apporto di un concime liquido ricco di fosforo, potassio e microelementi, da somministrarsi ogni 15-20 giorni. A tal proposito, essendo amante dell’umidità, non tollera la vicinanza ai termosifoni o caminetti. Per contro, se le trovate la posizione ideale, fiorirà continuamente per tutto l’anno e i fiori recisi si conservano a lungo in un bel vaso d’acqua.

Con la crescita andranno rinvasate, meglio se in primavera, utilizzando un terreno per acidofile mischiato con sabbia fine e un fondo di argilla per favorire un ottimo drenaggio.

Tra gli ibridi di Streptocarpus è facile imbattersi in esemplari che hanno petali screziati di bianco, con la gola dei fiori striati, ciò che dà origine a contrasti sempre nuovi e ammalianti. Gli ibridatori hanno inoltre ottenuto molte piante con colorazioni differenti incrociando S. rexii, la specie più comune, dai bei fiori bluastri, con le altre specie, ottenendo fiori alti fino a quaranta centimetri, con colorazioni sgargianti e fiori grandi e vistosi. Di queste varietà, la più comune è forse la «Constant Nymph», un ibrido perenne, con foglie lunghe trenta centimetri e deliziosi fiori blu scuro con la gola giallo pastello.

La specie a mio parere più estrosa è invece la S. dunnii perché presenta un’unica foglia, lunga quasi un metro, dalla forma oblunga e lanceolata, che si piega verso il basso. Dalla base della foglia in primavera sbocciano le infiorescenze tubolari, che danno vita a fiori rosa vermiglio.

Se avete la fortuna di trovare alcuni esemplari di questo fiore, non fateveli sfuggire: posizionati in un grande cesto o all’interno di vasi dalle forme moderne, non sfigureranno di certo.