Il tappezzante che non ti aspetti

Mondoverde - Un bel rampicante resistente, profumato e di facile gestione, è il falso gelsomino
/ 06.07.2020
di Anita Negretti

Da una decina d’anni spopola l’uso di un bel rampicante; facilissimo da coltivare, non richiede praticamente nessuna cura se posto in piena terra e bagnato dall’acqua piovana, è sempreverde, produce fiori profumatissimi, cresce molto rapidamente e non si ammala mai.

Non si tratta di una pianta di plastica, ma dei falsi gelsomini, i Trachelospermum, un genere che conta solo due specie e una decina di varietà.

Se l’uso principale è quello della sua natura rampicante, per molti, me compresa, sarà una bella sorpresa sapere che si adattano benissimo come ricadenti e soprattutto come tappezzanti.

Due sono le specie e Trachelospermum jasminoides è quello più facilmente trovabile in vendita.

Originario della Cina e dell’Himalaya, T. jasminoides raggiunge un’altezza di otto-dieci metri, è sempreverde con foglie verde scuro lucido dalla forma ovata e lanceolata, con fiori a cinque petali simili a girandole , di colore bianco, molto profumati, che compaiono a partire da maggio-giugno sia all’apice sia all’ascella dei rami.

La sua crescita rapida lo rende interessante per chi desidera coprire in breve tempo graticciati o reti di confine.

L’altra specie, Trachelospermum asiaticum affonda le sue radici in Corea e in Giappone e ha la stessa rusticità del jasminoides, ma i suoi fiori sono più giallognoli e assomigliano molto a quelli delle pervinche per via della forma. Dalla crescita più lenta, arriva a soli cinque-sei metri di altezza, con due fioriture all’anno: la prima in maggio-giugno e la seconda a settembre quando la temperatura si rinfresca.

Caratteristica importante per poter distingue le due specie è data dalla distanza tra gli internodi: nell’asiaticum sono molto ravvicinati.

Le esigenze dei falsi gelsomini sono veramente molto limitate: in pratica si adatta a tutti i tipi di terreno e a sole due concimazioni all’anno con prodotti a lunga cessione, da distribuire a fine febbraio per stimolare l’emissione dei fiori estivi e, l’altra, a settembre per fortificare le radici. Sole cocente, mezz’ombra od ombra piena ma luminosa non sono un problema per il loro sviluppo e anche l’innaffiatura per le piante coltivate in piena terra non è indispensabile dal secondo anno in avanti, visto che si accontentano delle piogge.

Un’accortezza maggiore va invece data a quelle in vaso, specie se poste in luoghi dove non arriva la pioggia: un intervento settimanale è indispensabile per tenere umido il terreno ed evitare l’indebolimento della pianta con conseguente attacco di parassiti, come la fastidiosa cocciniglia.

Se durante la crescita la chioma si allarga troppo si interviene semplicemente con delle potature dei tralci disordinati, avendo l’accortezza di indossare dei guanti visto che il lattice rilasciato può essere leggermente urticante per alcuni.

Da molti confuso con il gelsomino, in realtà il Trachelospermum appartiene alla famiglia delle Apocynaceae ed è un parente molto stretto delle vinche e pervinche, anch’esse ottime tappezzanti.

Tra le varietà più particolari di falsi gelsomini vi consiglio T. jasminoides «Variegatum» che come suggerisce il nome ha foglie verde chiaro con bordi bianchi, ottima scelta se utilizzato per schiarire e illuminare angoli del giardino poco appariscenti. Altra piacevole particolarità è data da Trachelospermum asiaticum «Luteum» con fiori giallo paglierino, dall’aroma intenso tra la pesca e la banana.

Tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno è possibile moltiplicarli per talea: basterà procurarsi dei vasi di dieci-dodici centimetri di diametro con terra soffice e rametti terminali lunghi dieci-quindici centimetri, con solo due-tre foglie all’apice, interrarli di cinque centimetri e tenere il terriccio umido a mezz’ombra. In poco più di un mese le talee radicheranno e l’autunno successivo si potranno collocare in piena terra o nel vaso definitivo.